Credito di imposta Mezzogiorno 2021, agevolazioni fino a 15 mln

AGEVOLAZIONI SUI BENI STRUMENTALI A SOSTEGNO DELLE PICOLE E MEDIE IMPRESE. Per usufruirne occorre effettuare una prenotazione delle risorse, compilando un modulo da trasmettere all'Agenzia delle Entrate, su cui indicare le caratteristiche dell'investimento e la sua durata

Il Credito di imposta Mezzogiorno 2021: agevolazioni fino a 15mln

Il credito di imposta sugli investimenti è stato introdotto con le circolari dell’Agenzia delle Entrate n.34/E 2016 e la 12/E del 13 aprile 2017. Attualmente è in vigore la circolare 12/E che richiama in più punti la circolare 34/E del 2016. Quest’ultima prevede un’agevolazione sotto forma di credito di imposta sugli investimenti in beni strumentali effettuati nelle regioni:

  • Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna con una percentuale massima di aiuto del 45% sull’imponibile (piccola impresa), 35% la media, 25% la grande;
  • 86 località di Molise e Abbruzzo con percentuali più basse: 30% piccola, 20% la media, 10% la grande;
  • alcune località colpite da eventi sismici del 24 agosto 2016 di Lazio, Umbria, Marche e Abbruzzo. La quota di costo complessivo viene considerata per ciascun progetto di investimento.

L’ammontare massimo dell’investimento agevolabile è di 3 milioni per le piccole imprese, 10 milioni per le medie imprese, 15 milioni per le grandi imprese. La durata dell’agevolazione è prorogata dall’art.1 comma 171 della Legge di Bilancio 2021 al 31 dicembre 2022.

I beni agevolati sono i beni strumentali nuovi relativi a: la creazione di uno stabilimento esistente; all’ampliamento della capacità di uno stabilimento esistente; alla diversificazione di uno stabilimento esistente, per ottenere prodotti nuovi o destinati al cambiamento di un processo produttivo. I beni esclusi dall’agevolazione sono gli investimenti di mera sostituzione, in quanto non possono essere considerati beni iniziali.

I soggetti beneficiari sono tutte le imprese che effettuano l’acquisizione di beni strumentali nuovi per strutture produttive, ubicate nei territori agevolati. Riguarda quindi, i titolari di redditi di impresa e non i professionisti. Sono esclusi i settori: siderurgico, costruzioni navali, fibre sintetiche, trasporti e infrastrutture, della produzione e distribuzione di energia, delle infrastrutture energetiche, creditizio finanziario e assicurativo. Sono previsti anche dei limiti all’agevolazione per i seguenti settori: della produzione primaria di prodotti agricoli e il settore della pesca e dell’acquacoltura.

I beni agevolati devono possedere due requisiti: strumentalità, poichè sono esclusi i beni merce, i materiali di consumo; i beni trasformati e destinati alla vendita; i materiali di consumo. I beni agevolati non devono mai essere stati utilizzati. L’agevolazione spetta anche per l’acquisizione di beni usati facenti parte di un impianto complesso, perchè il valore del bene usato sia inferiore rispetto al bene complesso. Spetta anche per i beni costruiti in economia, i cui costi vengono capitalizzati; mentre sono esclusi dall’agevolazione gli immobili e le costruzioni.

La determinazione del credito avviene applicando la percentuale di aiuto all’investimento netto agevolabile, determinato deducendo all’investimento lordo gli ammortamenti dei beni della stessa categoria, senza considerare gli ammortamenti dei beni agevolati.

Modulo di prenotazione delle risorse

Per usufruire dell’agevolazione occorre effettuare una prenotazione delle risorse, compilando un modulo da trasmettere all’Agenzia delle Entrate, su cui indicare le caratteristiche dell’investimento e la sua durata. Il modulo viene trasmesso esclusivamente in via telematica da parte di soggetti abilitati o di intermediari abilitati. Per usufruire dell’agevolazione l’azienda deve essere regolarmente costituita, finanziariamente sana ed in regola con il Durc.

Chi è sicuro di effettuare l’investimento può trasmettere telematicamente prima il modulo di prenotazione all’Agenzia delle Entrate ed attendere il provvedimento di approvazione o di diniego. Chi invece volesse rinunciare al credito può farlo trasmettendo sempre all’Agenzia delle Entrate un provvedimento di rinuncia all’agevolazione ottenuta.

Cumulabilità

Questa agevolazione è cumulabile anche con altri aiuti di Stato, come contemplato dagli articoli 107 e 102, che prevedono gli aiuti de minimis, a condizione che non si superino le percentuali di aiuto previste dalle singole norme. E’ cumulabile con il credito di imposta investimenti previsto dalla finanziaria 2021, che non rappresenta aiuto di stato, purchè l’agevolazione complessiva non superi il valore del bene.

L’agevolazione viene utilizzata in compensazione con imposte, ritenute e contributi, a partire dal 5° giorno successivo alla ricevuta di approvazione. Viene utilizzata in relazione all’ammontare dell’investimento programmato effettuato, indicato nel modulo trasmesso all’Agenzia delle Entrate. L’agevolazione spetta anche per i beni acquisiti in leasing o con la Sabatini non agevolata. L’agevolazione deve essere gestita contabilmente e fiscalmente nel quadro RU della dichiarazione dei redditi, modello unico 740/750/760. Essendo inquadrato fra la tipologia di contributi in conto impianti viene tassato con la tecnica degli ammortamenti o riscontri passivi.

E’ bene ricordare che la stessa Legge di Stabilità 2016, al comma 108 indica che “Gli oneri derivanti dai commi da 98 a 107 sono valutati in 617 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017, 2018, 2019 e 2020 e in 1.053,9 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022. Gli importi sono corrispondentemente iscritti in apposito capitolo di spesa dello stato di previsione del Ministro dell’Economia e delle Finanze”.