SETTIMANA NERA SUL LAVORO: QUATTRO VITTIME IN UN SOLO GIORNO


Quattro morti sul lavoro in un giorno: servono tecnologie per fermare le tragedie.

Un inizio di settimana drammatico segna il mondo del lavoro: quattro morti in un solo giorno. Un bilancio che non solo pesa come un macigno, ma che contribuisce ad aggravare ulteriormente la già allarmante crescita degli infortuni mortali.
La recente modifica della normativa sulla sicurezza, introdotta solo poco tempo fa, non ha ancora avuto il tempo di produrre risultati tangibili. Forse è presto per trarre conclusioni, ma i dati continuano a mostrare una fragilità strutturale che non si può ignorare.
La Divisione Sicurezza sul Lavoro, insieme al Centro Studi di Co.N.A.P.I. Nazionale, da tempo analizza le dinamiche degli incidenti, mettendo in evidenza criticità che più volte sono state segnalate ai tavoli istituzionali.

Tra i nodi più gravi spiccano le cadute dall’alto e in profondità, che rappresentano circa il 73% degli infortuni denunciati, con una percentuale di mortalità del 30,8%, secondo i dati INAIL. Tradotto: tre lavoratori su quattro subiscono infortuni per caduta dall’alto.
La formazione e i dispositivi di protezione individuale restano strumenti fondamentali e da non sottovalutare. Tuttavia, è sempre più evidente che il vero punto debole è legato alle attrezzature. Carrelli elevatori e pianali di elevazione, infatti, dovrebbero essere dotati di dispositivi anticaduta minimi realmente efficaci, ma troppo spesso la realtà racconta altro.

La riforma normativa ha introdotto nuovi obblighi per le PLE ma la cronaca dimostra come le disposizioni vengano frequentemente disattese. E allora la domanda è inevitabile: basta affidarsi solo al buon senso e alla responsabilità del Datore di Lavoro?
Forse no. Forse è arrivato il momento di chiedere aiuto alla tecnologia. Come avviene con l’allarme delle cinture di sicurezza in auto, anche i mezzi da lavoro dovrebbero essere dotati di sistemi di controllo intelligenti, capaci di segnalare, o addirittura bloccare l’uso della macchina, se le procedure di sicurezza non vengono rispettate.
In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale si applica a settori sempre più complessi, sarebbe un errore non sfruttarne le potenzialità per salvare vite. Perché se il buon senso non basta, allora che sia la tecnologia a impedire che il lavoro diventi, ancora una volta, sinonimo di tragedia.

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