SICUREZZA E FORMAZIONE PER GLI IMPIANTI SPORTIVI


La sicurezza negli impianti sportivi rappresenta oggi uno dei campi più dinamici e complessi della regolazione pubblica, perché unisce aspetti tecnici, gestionali, sanitari e formativi in un sistema che deve garantire la tutela di lavoratori, atleti, utenti e spettatori.

Il quadro normativo italiano si fonda sul D.Lgs. 81/08, che disciplina la salute e sicurezza sul lavoro e si applica a tutte le strutture con personale dipendente, ma si intreccia con norme tecniche specifiche per gli impianti sportivi, con la regolamentazione igienico‑sanitaria degli ambienti umidi e con le disposizioni antincendio. Nel 2026 questo sistema è stato ulteriormente rafforzato da aggiornamenti significativi: il nuovo Accordo Stato‑Regioni 59/2025 sulla formazione, le FAQ ministeriali del 27 marzo 2026 che ne chiariscono l’applicazione, e il decreto del Ministro dell’Interno del 24 dicembre 2025, entrato in vigore l’11 febbraio 2026, che ridefinisce le norme tecniche di sicurezza per gli impianti sportivi di calcio, soprattutto quelli destinati a grandi eventi internazionali. La sicurezza degli impianti sportivi non riguarda più soltanto la conformità strutturale o la prevenzione antincendio, ma si configura come un sistema integrato che coinvolge progettazione, gestione, manutenzione, controllo degli accessi, qualità degli ambienti e formazione del personale. In questo quadro assumono un ruolo centrale le piscine pubbliche e private, che presentano rischi specifici legati alla presenza di ambienti umidi, prodotti chimici per il trattamento dell’acqua, rischio biologico, microclima e sorveglianza dei bagnanti. Le piscine pubbliche devono garantire la presenza di personale qualificato, il rispetto dei parametri igienico‑sanitari, la gestione del cloro e dei reagenti, la manutenzione degli impianti di filtrazione e la sorveglianza attiva per prevenire incidenti e annegamenti.

Le piscine private, pur non essendo aperte al pubblico, devono comunque rispettare le norme tecniche di sicurezza, assicurare la corretta gestione dei prodotti chimici, mantenere l’efficienza degli impianti e garantire condizioni di utilizzo sicure per gli utenti, soprattutto quando inserite in contesti sportivi o ricettivi. In tutti questi ambienti la formazione obbligatoria dei lavoratori è un elemento decisivo: nei centri sportivi, nelle piscine pubbliche e nelle strutture private con personale dipendente, la classificazione del rischio è generalmente medio e richiede percorsi formativi conformi al D.Lgs. 81/08 e all’Accordo Stato‑Regioni. Il nuovo Accordo 59/2025 introduce un sistema formativo più rigoroso e omogeneo, chiarito dalle FAQ ministeriali del 2026: gli attestati devono contenere elementi obbligatori, la formazione per attrezzature particolari deve avvenire esclusivamente in presenza, il credito formativo decade se non aggiornato entro dieci anni e la formazione del preposto deve essere svolta in presenza o videoconferenza sincrona. Queste disposizioni incidono direttamente sugli impianti sportivi e sulle piscine, dove istruttori, bagnini, manutentori e personale di sorveglianza devono mantenere competenze aggiornate e certificate. Sul versante strutturale, il decreto del 24 dicembre 2025 ridefinisce aree di sicurezza, parametri di affollamento e deflusso, requisiti per videosorveglianza e controllo accessi, responsabilità del gestore e modalità di esercizio degli impianti durante eventi sportivi e manifestazioni. La sicurezza diventa così un processo continuo che richiede manutenzione programmata, verifiche periodiche, aggiornamento dei piani di emergenza e una formazione costante del personale, affinché ogni impianto sportivo, ogni piscina pubblica e ogni struttura privata possa essere considerata non solo conforme, ma realmente sicura, efficiente e capace di tutelare la comunità che la utilizza.

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