Le ultime opere realizzate negli anni trasformano il centro storico in un museo a cielo aperto
Chi pensa a Gela immagina il mare, la Magna Grecia o le ombre del petrolchimico. Ma oggi, nel cuore del centro storico, un’altra immagine prende forma: quella di vicoli che tornano a vivere grazie ai colori dell’arte. Muri dipinti, installazioni luminose, fiori e scritte raccontano identità e memoria. Sulle pareti compaiono volti femminili come Rita Levi Montalcini e Madre Teresa di Calcutta, accanto a figure popolari care ai gelesi, come Ninu M’Popa.
Gli interventi nel centro storico non sono semplici decorazioni: hanno restituito attrattiva ai vicoli, rafforzato il senso di comunità e acceso una nuova consapevolezza. L’arte, qui, è diventata uno strumento di memoria e riscatto, capace di trasformare luoghi marginali in spazi condivisi. A guidare questa rinascita è Civico 111, spazio culturale fondato nel 2017 da Roberto Collodoro – Digital Artist, Painter, Muralist, Illustrator e Creative- che ha rivoluzionato edifici abbandonati in un laboratorio di creatività. Da qui è nato Uè Eventi Urbani, il festival che ha portato la street art nei vicoli di Gela.

«Ho partecipato al mio primo festival di street art a Caltagirone tredici anni fa – racconta Collodoro –. Da allora ho preso parte a centinaia di eventi in tutta Italia, fino ad acquisire l’esperienza per diventare organizzatore. L’elemento chiave è la rete di artisti e amici che ho costruito nel tempo». Il suo sguardo resta aperto al mondo: «Non mi interessa riproporre carretti o segnaletiche in dialetto. La nostra estetica guarda alla street art del Nord Europa, più contemporanea e universale». All’inizio non tutti capivano, ma oggi il progetto è diventato patrimonio della comunità: «Ogni processo invasivo parte con un po’ di diffidenza – spiega – poi arrivano fiducia e coinvolgimento. Ora la gente ci propone spontaneamente la propria facciata».

Tra le opere simbolo del festival spicca “Sola non sei” di Mirko Loste Cavallotto, realizzata in vico Como. Accompagnata dalla frase «Da questo lato del mare, i siciliani e le siciliane hanno lottato, accolto, vissuto. Ieri come oggi. Oggi come domani.», l’opera è un omaggio alle donne gelesi, emblema di forza e resilienza, e uno dei lavori che meglio raccontano l’anima collettiva di Ué – Eventi Urbani.
Il prossimo passo è potenziare Civico 111, rendendolo un centro artistico nevralgico e inserire Uè Eventi Urbani nei circuiti regionali e nazionali, anche grazie alla collaborazione con Farm Cultural Park. Oggi quei vicoli non sono più passaggi dimenticati, ma pagine di un racconto collettivo scritto con il colore. A Gela, l’arte non copre il passato: lo trasforma, lo illumina e lo restituisce alla gente. Perché la bellezza non decora — ricostruisce.

