IL MERCATO DEL LAVORO ITALIANO NEL SECONDO TRIMESTRE 2025


Terzo trimestre 2025 l’occupazione cresce lievemente, trainata da contratti stabili e lavoro autonomo.

Nel secondo trimestre del 2025, il mercato del lavoro italiano ha mostrato segnali di stabilità e crescita moderata. L’input complessivo di lavoro, misurato in ore lavorate secondo la Contabilità Nazionale, è aumentato sia rispetto al trimestre precedente sia su base annua. Il numero di occupati, al netto degli effetti stagionali, è rimasto sostanzialmente invariato, attestandosi a oltre ventiquattro milioni. La lieve diminuzione dei dipendenti a tempo indeterminato e determinato è stata compensata dall’aumento degli indipendenti. Il tasso di occupazione è stabile, con miglioramenti tra le donne, nella fascia d’età tra i cinquanta e i sessantaquattro anni e nelle regioni meridionali, mentre si osserva un calo tra gli uomini, gli under cinquanta e nel Nord, con una situazione invariata al Centro.

I tassi di disoccupazione e inattività non hanno subito variazioni significative rispetto al trimestre precedente. Nelle imprese dell’industria e dei servizi, le posizioni lavorative dipendenti sono cresciute, con un incremento leggermente più marcato per il part time rispetto al full time. Su base annua, la crescita delle posizioni lavorative è stata uniforme per il tempo pieno e più contenuta per il tempo parziale. La quota delle posizioni part time sul totale è leggermente diminuita rispetto al trimestre precedente, ma è rimasta stabile rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Le ore lavorate per dipendente sono diminuite sia rispetto al trimestre precedente sia rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Anche le ore di cassa integrazione sono in calo. Le posizioni in somministrazione continuano a diminuire, mentre quelle con contratto intermittente mostrano una dinamica positiva. Il costo del lavoro per unità di lavoro equivalente è aumentato, trainato sia dalle retribuzioni sia dai contributi sociali. Il tasso di posti vacanti è rimasto stabile rispetto al trimestre precedente, ma è diminuito rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.

Nel dettaglio dei dati non destagionalizzati, si conferma la crescita del numero di occupati rispetto all’anno precedente, con un aumento più marcato tra i dipendenti a tempo indeterminato e gli indipendenti. Prosegue invece la riduzione dei dipendenti a termine, che dura da undici trimestri consecutivi. L’aumento degli occupati a tempo pieno ha compensato il calo di quelli a tempo parziale.

Il numero di persone in cerca di occupazione mostra segnali di stabilizzazione, con una lieve diminuzione rispetto all’anno precedente. Il tasso di disoccupazione è in leggero calo, con una riduzione concentrata tra le donne, nelle regioni centro-meridionali, tra gli stranieri e gli ultracinquantenni. La diminuzione riguarda soprattutto chi ha già avuto esperienze lavorative, mentre torna a crescere il numero di chi cerca la prima occupazione. Aumentano le persone che cercano lavoro da meno di dodici mesi, mentre continua la riduzione dei disoccupati di lunga durata.

Tra i canali di ricerca del lavoro, prevale l’uso di reti informali come parenti e amici, seguito dall’invio di domande e curricula, dalla consultazione di offerte di lavoro e dalla risposta o pubblicazione di inserzioni. Cresce anche la quota di chi ha sostenuto colloqui, si è rivolto ai centri pubblici per l’impiego o ha contattato agenzie private, mentre diminuisce la partecipazione ai concorsi pubblici.

Il numero di inattivi tra i quindici e i sessantaquattro anni è in diminuzione, con un calo concentrato tra le forze di lavoro potenziali, ovvero coloro più vicini al mercato del lavoro. Al contrario, aumenta il numero di persone che non cercano lavoro né sono disponibili a iniziarlo. Il tasso di inattività è in calo, soprattutto nel Mezzogiorno e tra i cinquanta-sessantaquattrenni, mentre resta stabile nel Centro-Nord e tra i trentacinque-quarantanovenni, con un aumento tra i più giovani.