CONVEGNO ALLA CAMERA DI COMMERCIO IRPINIA‑SANNIO: IMPRESE APPALTI E SICUREZZA AL CENTRO DEL DIBATTITO


Convegno formativo per un approfondimento sul tema degli appalti pubblici e della sicurezza sui luoghi di lavoro. Confronti serrati tra i relatori su tematiche di rilievo.

Il convegno tenutosi presso la Camera di Commercio Irpinia‑Sannio, nella sede di Piazza Duomo ad Avellino, ha riunito istituzioni, rappresentanti delle categorie produttive ed esperti per approfondire il tema degli appalti pubblici e della sicurezza nei luoghi di lavoro, con l’obiettivo di delineare un modello d’impresa capace di coniugare competitività, legalità e responsabilità sociale. L’iniziativa, promossa dalla Confederazione Nazionale Artigiani e Piccoli Imprenditori, ha rappresentato un momento di confronto strutturato su un tema che coinvolge in modo diretto il tessuto produttivo irpino e sannita, chiamato a misurarsi con normative sempre più stringenti e con la necessità di garantire standard elevati di prevenzione e tutela dei lavoratori. Nel corso degli interventi è stato sottolineato come la sicurezza non possa essere considerata un mero adempimento burocratico, ma un elemento strategico per la crescita delle imprese. Dai relatori è stato evidenziato che “gli appalti pubblici non sono soltanto procedure amministrative: sono il luogo in cui si misura la qualità del nostro sistema produttivo. Legalità, trasparenza e sicurezza devono diventare criteri di competitività, non ostacoli”.

Tutti i relatori si sono trovati d’accordo su un punto che deve essere fermo e cioè sulla necessità di superare la logica del minimo ribasso, ricordando che “la sicurezza sul lavoro non può essere percepita come un costo. È un investimento che tutela le persone, rafforza l’impresa e costruisce fiducia nel territorio”. Particolarmente significativo l’intervento di Basilio Minichiello, presidente di Co.N.A.P.I., che ha richiamato il ruolo delle piccole e medie imprese nella costruzione di un sistema produttivo più solido e responsabile. “Le piccole e medie imprese hanno bisogno di regole chiare e di un dialogo costante con le istituzioni. Solo così possiamo garantire appalti più efficienti e una filiera più responsabile”, ha affermato Minichiello, sottolineando inoltre il percorso di crescita intrapreso dalla Confederazione: “La nostra realtà sta crescendo in maniera esponenziale, perché le imprese riconoscono il valore di un accompagnamento serio, competente e radicato sul territorio. Cresciamo perché crediamo nella qualità, nella sicurezza e nella responsabilità sociale come pilastri dello sviluppo”. Nel corso del dibattito è emerso un dato allarmante che riguarda i numeri degli incidenti sul luogo di lavoro che continuano a essere tutt’altro che confortanti. Nonostante trent’anni di norme, obblighi e adempimenti, la curva degli infortuni non accenna a diminuire. Questo dato, richiamato e sottolineato con forza dai relatori partecipanti al tavolo del convegno, impone una riflessione profonda: la sicurezza non può più essere affrontata come un mero obbligo burocratico, ma come un investimento culturale e organizzativo. Il messaggio centrale dell’incontro è stato chiaro, occorre cambiare mentalità.

La formazione non deve essere vissuta come un passaggio necessario per chiudere un adempimento, ma come un processo capace di dare spessore, consapevolezza e responsabilità al lavoratore. La sicurezza non si insegna solo con le norme, ma con un approccio che coinvolga la persona, che la motivi e la renda parte attiva del sistema prevenzionistico. Da qui l’invito a investire seriamente in sicurezza, adottando sistemi di gestione evoluti e modelli scientifici capaci di interpretare i comportamenti umani. Se le norme da sole non bastano, è perché la prevenzione richiede un livello più profondo di comprensione: bisogna studiare la mente del lavoratore, i suoi automatismi, le sue percezioni del rischio, i fattori psicologici e organizzativi che influenzano le scelte quotidiane. Il convegno ha evidenziato come i nuovi approcci alla sicurezza, basati su analisi comportamentali, neuroscienze e sistemi di gestione integrati, rappresentino oggi la strada più promettente per ridurre realmente gli infortuni. Non si tratta di sostituire le norme, ma di affiancarle con strumenti più efficaci, capaci di incidere sulla cultura aziendale e sulle dinamiche reali dei luoghi di lavoro. La conclusione condivisa è che la sicurezza non è un costo, né un obbligo da assolvere, ma un investimento strategico. Solo mettendo al centro la persona, comprendendo i suoi comportamenti e costruendo ambienti di lavoro che favoriscano attenzione, responsabilità e partecipazione, sarà possibile invertire una tendenza che da troppo tempo rimane immutata.

APPALTI PUBBLICI E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO :IL PERCORSO INTEGRATO PER UN’IMPRESA COMPETITIVA


Avellino,26 marzo-Co.N.A.P.I. Nazionale organizza alle 10.oo, presso la Camera di Commercio Irpinia-Samnnio, il seminario “Appalti pubblici e sicurezza nei luoghi di lavoro”.

L’incontro riunirà istituzioni, esperti e rappresentanti del mondo produttivo per approfondire il legame tra corretta gestione degli appalti, prevenzione degli infortuni e competitività aziendale. Un tema centrale per le imprese del territorio, chiamate a coniugare legalità, qualità e responsabilità sociale in un mercato sempre più esigente. Il seminario offrirà indicazioni operative e aggiornamenti normativi utili a imprenditori e professionisti. Ai Geometri e Geometri Laureati partecipanti saranno riconosciuti 2 Crediti Formativi Professionali.
Dopo i saluti Istituzionali dell’onorevole Michele Gubitosa, del Presidente di Co.N.A.P.I.. Nazionale Basilio Minichiello e del Segretario Generale di Confintesa Francesco Prudenzano ad aprire i lavori saranno:
il Presidente Ordine Consulenti del Lavoro di Avellino Carmine Del Sorbo, il Presidente del Consorzio ASI di Avellino Pasquale Pisano, il Presidente ANCE di Avellino Silvio Sarno, l Presidente Collegio Provinciale Geometri e Geometri Laureati di Avellino Antonio Santosuosso ed il Presidente Consiglio dell’Ordine degli Ingegnieri della Provincia di Avellino Giovanni Acerra.

A seguire gli interventi di : Mirella Giovino, responsabile Area Lavoro della Co.N.A.P.I.Nazionale, Mario Della Sala per E.LAV.,Giuseppe Camuso responsabile Area Salute e Sicurezza per Co.N.A.P.I.Nazionale, Marco Ferro esperto in sicurezza sul lavoro e il Direttore Scientifico Centro Studi e Ricerche della Co.N.A.P.I.Nazionale, Antonio Zizza. Sarà la giornalista Ertilia Giordano a moderare il dibattito.

Co.N.A.P.I. Nazionale conferma così il proprio impegno nel promuovere una cultura d’impresa moderna, sicura e orientata allo sviluppo del territorio attraverso una full immersion che arricchirà la cultura della trasparenza e della sicurezza sui posti di lavoro a tutela non solo degli operai ma delle tante aziende ed imprese che investono in Formazione e prevenzione tenendo conto del fattore umano,. L’impresa che diventa un modello integrato tra legalità, sicurezza e responsabilità sociale.

MONTEFUSCO, CONVEGNO SUL FUTURO DELL’IRPINIA TRA MEMORIA STORICA, SVILUPPO DELLE AREE INTERNE E PRESENZA DELLA CO.N.A.P.I.


Il convegno di Montefusco ha messo al centro le sfide dell’Irpinia interna, tra spopolamento, giovani ed economia locale, con la partecipazione della Co.N.A.P.I. insieme a istituzioni e mondo accademico.

Si è svolto, negli spazi suggestivi del Carcere Borbonico di Montefusco, il convegno “1806–2026: Il Capoluogo da Montefusco ad Avellino – Prospettive future”, un appuntamento dedicato alla rilettura della storia istituzionale dell’Irpinia e alla riflessione sulle prospettive di sviluppo delle aree interne. Un momento di confronto che ha intrecciato memoria e visione, con l’obiettivo di comprendere come il passato possa ancora orientare le scelte strategiche del presente.
L’iniziativa è stata promossa dall’associazione “Insieme per Avellino e l’Irpinia”, presieduta da Pasquale Luca Nacca, e ha visto il coinvolgimento di istituzioni, mondo accademico, rappresentanze sindacali ed economiche. Tra i partner ha assicurato la sua presenza anche il Centro Studi e Ricerche della Co.N.A.P.I. Nazionale, realtà impegnata nel sostegno ai sistemi produttivi locali e nella valorizzazione delle piccole imprese.
Ad aprire i lavori i saluti istituzionali del sindaco di Montefusco Salvatore Santangelo, del presidente nazionale della Co.N.A.P.I. Basilio Minichiello e dello stesso Pasquale Luca Nacca. E’ stato proiettato il documentario dedicato al passaggio del capoluogo da Montefusco ad Avellino, realizzato dall’avvocato Antonio Di Martino, che ha offerto una cornice storica utile a comprendere le trasformazioni amministrative e sociali del territorio.

Il confronto è proseguito con gli interventi di Virgilio Caivano, coordinatore nazionale dei Piccoli Comuni Italiani, di Giacomo Rosa, presidente di SVIMAR, di Antonio Zizza, direttore scientifico del Centro Studi della Co.N.A.P.I. Nazionale, di Giulia Perfetto dell’Università di Salerno e di Stefano Corsetti del CIRPS di Roma. Le conclusioni sono state affidate al professor Alfonso Conte del Dipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione dell’Università di Salerno, mentre la giornalista del Corriere dell’Irpinia Rosa Bianco ha moderato l’incontro.
Il convegno ha affrontato temi centrali per l’Irpinia contemporanea: il calo demografico, l’emigrazione giovanile, la fragilità del tessuto produttivo e la necessità di costruire nuove opportunità economiche e sociali. In questo scenario, la presenza della Co.N.A.P.I. Nazionale ha assunto un significato particolare, portando al centro del dibattito il valore delle piccole imprese e dell’artigianato come motori di resilienza e innovazione nelle aree interne. La valorizzazione dei giovani artigiani e imprenditori, insieme a un dialogo costante con le parti sociali, rappresenta una leva strategica per contrastare lo spopolamento e rilanciare l’economia locale.
Montefusco diventa così il luogo simbolico di un confronto che guarda al futuro: un territorio che riflette sulla propria storia per immaginare nuove traiettorie di sviluppo, fondate su coesione, competenze e capacità di trasformare le fragilità in opportunità.

CO.N.A.P.I. E LA PARTECIPAZIONE ALLA PREMIAZIONE DEDICATA ALLA FORZA DELLE DONNE NEL LAVORO E NELLA SOCIETÀ


Le donne sempre più protagoniste nel mondo del lavoro nei vari settori. Premiata “la forza lavoro” presso il Consiglio regionale del Lazio

La giornata dedicata alle donne premiate per la loro dedizione al mondo del lavoro si è trasformata in un racconto continuo, intenso e senza interruzioni, capace di restituire la profondità dell’impegno femminile nella società contemporanea. Presso la Sala Girolamo Mechelli del Consiglio Regionale del Lazio, il 13 marzo 2026, si è svolta una cerimonia che ha celebrato non solo i risultati individuali, ma anche il percorso collettivo che ha portato le donne a conquistare spazi sempre più significativi nel mondo professionale, pur dovendo ancora affrontare barriere culturali, organizzative e sociali che rallentano la piena parità. La partecipazione alla premiazione ha riunito figure di grande rilievo, testimoni di un impegno che attraversa settori diversi e che contribuisce in modo determinante alla crescita del Paese.
Le premiate di questa edizione hanno rappresentato un panorama ricco e trasversale di competenze: Laura Chimenti per l’informazione televisiva, Giuliana Di Franco per l’imprprenditoria, Francesca Ferretti per la medicina, Daniela Fumarola per il sindacato, Ada Minieri per l’imprenditoria, Flavia Perina per il giornalismo, Maria Stella Reitano per il sindacato, Antonella Sberna per le istituzioni, Antonella Stirati per l’economia. Donne diverse per storia e vocazione, ma unite dalla capacità di trasformare il proprio lavoro in un contributo reale alla crescita del Paese.
Alla premiazione hanno preso parte anche le donne di Co.N.A.P.I., invitate da Confintesa, portando la testimonianza di un mondo produttivo che riconosce nell’imprenditoria femminile un motore essenziale di sviluppo, resilienza e innovazione. La loro presenza ha evidenziato come la crescita economica passi attraverso la valorizzazione delle competenze femminili, spesso maturate in contesti sfidanti e in settori dove la rappresentanza delle donne è ancora limitata. Negli ultimi anni, infatti, l’impegno delle donne nel lavoro ha conosciuto una crescita costante: più imprese guidate da donne, più presenza nei ruoli tecnici e scientifici, più responsabilità manageriali.

Tuttavia, persistono barriere di genere che continuano a frenare il pieno riconoscimento del talento femminile: disparità salariali, difficoltà di accesso al credito, stereotipi culturali radicati, carichi familiari ancora distribuiti in modo diseguale, scarsa rappresentanza nei vertici decisionali. La giornata di premiazione ha voluto ricordare che il talento femminile non è un’eccezione da celebrare una volta l’anno, ma una risorsa strutturale che necessita di politiche adeguate, sostegno concreto e un cambiamento culturale profondo.
A margine della cerimonia, la manager di Co.N.A.P.I., Lucia Di Pietro, ha espresso il significato della giornata e il valore del riconoscimento attribuito alle premiate, sottolineando il ruolo delle donne all’interno dell’azienda e nel sistema produttivo: «Questa giornata ci ricorda che il lavoro delle donne non è un contributo accessorio, ma una componente strutturale della crescita del Paese. Ogni giorno portiamo competenze, visione e capacità di innovare. Le donne di Co.N.A.P.I. rappresentano questa forza silenziosa ma determinante, che costruisce valore e apre nuove possibilità. Continueremo a farlo con responsabilità, coraggio e consapevolezza, anche quando le barriere culturali e organizzative rendono il percorso più complesso. La nostra presenza non è una concessione: è un diritto e una necessità per il futuro del Paese».
L’evento ha restituito un’immagine chiara: la crescita dell’impegno femminile nel lavoro è un processo irreversibile, ma non ancora compiuto. Le storie delle premiate e la partecipazione delle donne di Co.N.A.P.I. hanno mostrato che il talento femminile è già oggi una colonna portante della società, ma che per liberarne appieno il potenziale occorre continuare a rimuovere ostacoli, sostenere percorsi professionali e promuovere una cultura capace di riconoscere il valore delle donne non come eccezione, ma come normalità.

VITICOLTURA ED ENOTURISMO: UNA LEVA PER LO SVILUPPO DELLE AREE INTERNE


Nel corso del convegno “Viticoltura ed enoturismo: un modello imprenditoriale per lo sviluppo delle aree interne”, svoltosi giovedì 27 novembre a Taurasi, il dott. Antonio Zizza, Direttore Scientifico del Centro Studi e Ricerche della Co.N.A.P.I. Nazionale, ha presentato il Rapporto nazionale sulla viticoltura sostenibile ed enoturismo.

Si tratta di un lavoro di ricerca condotto tra novembre 2024 e maggio 2025 e concluso lo scorso ottobre, basato su un campione rappresentativo di imprese vitivinicole e cantine distribuite sul territorio nazionale. Nel suo intervento il dott. Zizza ha illustrato le motivazioni alla base dello studio e gli obiettivi perseguiti: comprendere le trasformazioni che interessano oggi il comparto vitivinicolo, valutarne la capacità innovativa, analizzare il livello di sostenibilità e mettere in luce le esigenze delle micro e piccole imprese, spesso esposte a difficoltà gestionali e strutturali. È stata presentata la struttura del Rapporto e il metodo di elaborazione dei dati, sottolineando il valore scientifico del lavoro e la necessità di costruire strumenti di supporto per il settore. Dal Rapporto emergono elementi centrali: la crescita dell’innovazione tecnologica applicata ai vigneti e ai processi produttivi, la diffusione delle pratiche sostenibili come risposta concreta ai cambiamenti climatici e la vitalità di un comparto che, pur affrontando criticità significative, dimostra una forte capacità di adattamento. Al tempo stesso sono emerse con chiarezza le fragilità delle micro e piccole imprese, che spesso non dispongono dei mezzi necessari per sostenere investimenti, accedere ai mercati internazionali e formare adeguatamente il personale. Una parte rilevante dell’intervento è stata dedicata al potenziale dell’enoturismo quale risorsa strategica per lo sviluppo delle aree interne. Il dott. Zizza ha evidenziato come l’economia enoturistica sia in grado di rafforzare l’attrattività dei territori, favorire l’accesso a nuovi posti di lavoro e attivare economie diffuse che coinvolgono ristorazione, ospitalità, artigianato, servizi culturali e ricreativi.

La viticoltura, in questo senso, può essere una vera infrastruttura sociale, capace di trattenere il valore economico prodotto e di trasformare la presenza dei visitatori in benessere condiviso.
Il convegno ha visto anche l’intervento di Paoul Burke, che ha portato una prospettiva internazionale sul tema. Burke ha sottolineato come l’enoturismo, se sostenuto da politiche di rete e da una visione condivisa, possa diventare un ponte tra territori interni e mercati globali. Ha rimarcato l’importanza di integrare innovazione e tradizione, favorendo la creazione di esperienze autentiche capaci di attrarre visitatori da tutto il mondo e di consolidare la reputazione delle aree interne italiane come luoghi di eccellenza culturale ed enogastronomica.Il filo conduttore dell’intervento ha richiamato più volte l’importanza di sviluppare sinergie e collaborazioni tra imprese, istituzioni, reti territoriali, nazionali e internazionali, come condizione imprescindibile per il rafforzamento del settore e per la costruzione di un percorso di crescita sostenibile e stabile. La ricerca conferma che solo attraverso un dialogo costante e una visione condivisa è possibile valorizzare il capitale umano, rigenerare le comunità e dare alle aree interne italiane una prospettiva di futuro.
In conclusione, il convegno ha offerto una visione chiara e scientificamente fondata sulla trasformazione del comparto vitivinicolo, indicando nell’enoturismo – specie nelle aree interne – una leva concreta per lo sviluppo locale e per la tutela della dimensione culturale e identitaria dei territori.

VITICOLTURA ED ENOTURISMO: IL CONVEGNO DI Co.N.A.P.I. NAZIONALE AREE NUOVE PROSPETTIVE PER LE AREE INTERNE.


Il convegno organizzato da Co.n.a.p.i. Nazionale presso il suggestivo Castello di Taurasi ha registrato un interesse straordinario, richiamando una platea numerosa e qualificata composta da operatori, piccoli imprenditori del settore, artigiani del gusto, viticoltori e professionisti dell’accoglienza.

Un appuntamento che ha messo al centro un tema oggi cruciale per le economie locali: l’integrazione tra viticoltura ed enoturismo come motore di sviluppo per le aree interne.
Durante i lavori, la Confederazione ha illustrato il progetto di costituire una federazione nazionale dedicata all’enoturismo, con l’obiettivo di dare voce e rappresentanza strutturata a un comparto in rapida crescita.
Tra i passaggi più rilevanti, l’attenzione è stata posta sulla necessità di un Contratto Collettivo Nazionale specifico, capace di valorizzare un settore innovativo che fonde competenze differenti: da un lato l’esperienza agricola, con tutto il bagaglio tecnico, manuale e artigianale che caratterizza le piccole aziende agricole e vitivinicole; dall’altro le professionalità del turismo e dell’accoglienza, fondamentali per costruire esperienze autentiche e strutturate.
Un incrocio inedito che richiede nuove definizioni contrattuali per supportare gli operatori e accompagnare al meglio chi vuole investire in un modello imprenditoriale contemporaneo e competitivo.
Il convegno ha evidenziato come l’enoturismo rappresenti un modello alternativo al turismo costiero, capace di riportare attenzione e risorse nelle zone interne d’Italia. Qui, piccole imprese, botteghe, aziende agricole e attività artigianali custodiscono saperi unici che possono diventare esperienze memorabili per i visitatori.
Si parla di turismo esperienziale, dove il viaggiatore non osserva soltanto, ma partecipa: alla raccolta dell’uva o di altri prodotti agricoli, alle fasi di trasformazione, ai laboratori artigiani del gusto, ai percorsi culturali dedicati alla storia rurale e ai vitigni autoctoni.

Un coinvolgimento diretto che richiede nuove figure professionali, intermedie tra operatore agricolo e personal trainer esperienziale, capaci di guidare il turista nelle attività manuali, sensoriali ed emozionali.
Questo tipo di offerta, immersiva e autentica, genera un impatto notevole sull’economia locale. Le aree interne si ritrovano così protagoniste di un percorso di diversificazione imprenditoriale che valorizza: il patrimonio paesaggistico, la biodiversità agricola, le tradizioni artigianali, la storia e la cultura dei territori.
Per le piccole imprese e gli artigiani, l’enoturismo rappresenta una forma intelligente di crescita: permette di ampliare i servizi, creare valore aggiunto e rafforzare l’identità territoriale, offrendo al visitatore un’esperienza completa che rigenera mente, corpo e spirito.
Il convegno di Taurasi ha dimostrato che l’enoturismo non è solo una tendenza, ma una vera strategia di sviluppo, capace di coniugare innovazione e tradizione. Grazie al lavoro di Co.N.A.P.I. Nazionale e alla partecipazione attiva degli operatori, il settore si prepara a un futuro fatto di collaborazione, professionalità e nuove opportunità per l’intero tessuto produttivo locale.

CO.N.A.P.I. – VITICOLTURA ED ENOTURISMO: UN MODELLO IMPRENDITORIALE PER LO SVILUPPO DELLE AREE INTERNE


Convegno a Taurasi si è discusso di viticoltura ed enoturismo

Il convegno organizzato da Co.N.A.P.I Nazionale e dal suo Centro Studi e Ricerche si è svolto regolarmente il 27 novembre 2025 alle ore 16:30 nella Sala Carlo Gesualdo del Castello Marchionale di Taurasi, gremita di pubblico e di rappresentanti istituzionali, ed è terminato con un ampio dibattito che ha coinvolto esperti, amministratori e operatori della filiera vitivinicola. L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Taurasi, dall’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Avellino e dal Ministero della Giustizia, ha messo in evidenza come viticoltura ed enoturismo possano costituire infrastrutture economiche, sociali e culturali capaci di coniugare tradizione e innovazione, valorizzando le eccellenze locali e creando nuove opportunità di crescita. Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Taurasi, Antonio Tranfaglia, del presidente nazionale di Co.N.A.P.I, Basilio Minichiello, del vicepresidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali di Avellino, Salvatore Moscariello, e del vicepresidente dell’Università dei Sapori, Luca Martuscelli, i lavori sono stati introdotti dal direttore scientifico del Centro Studi Co.N.A.P.I, Antonio Zizza, con la presentazione del rapporto “Viticoltura sostenibile ed enoturismo. Esiti della ricerca sulle imprese in Italia”.

Sono intervenuti Simone Feoli, economista del settore vitivinicolo, con una riflessione sui modelli di resilienza e sviluppo per le microimprese; Lucio Palombini, consulente del lavoro e responsabile dell’Area Internazionalizzazione di Co.N.A.P.I, sul tema delle nuove opportunità per le imprese; Paul Balke, esperto di cultura enologica, che ha illustrato la dimensione internazionale dell’enoturismo come strumento di comunicazione identitaria e sostenibile; Gianluigi Addimanda, agronomo, con un approfondimento sul caso Irpino e la valorizzazione dei vitigni autoctoni; Natalia Falcone, responsabile degli Organismi Paritetici E.L.A.V., sulle opportunità offerte dalle tecnologie per la viticoltura; e Mirella Giovino, responsabile dell’Area Lavoro di Co.N.A.P.I, sul ruolo delle associazioni di categoria nella formazione professionale e nell’assistenza alle imprese. I saluti conclusivi sono stati affidati al consigliere comunale Pierluigi D’Ambrosio, delegato agli eventi e al turismo. Il convegno si è chiuso con un messaggio chiaro e condiviso: viticoltura ed enoturismo non sono soltanto settori produttivi, ma strumenti strategici per dare futuro e dignità alle comunità delle aree interne, rafforzando l’identità territoriale e creando nuove sinergie tra istituzioni, imprese e cittadini.

Co.N.A.P.I. NAZIONALE GUIDA IL RILANCIO DELLE AREE INTERNE: A TAURASI IL CONVEGNO SU VITICOLTURA ED ENOTURISMO


La Confederazione Nazionale Artigiani e Piccoli Imprenditori (Co.N.A.P.I. Nazionale), insieme al proprio Centro Studi e Ricerche, promuove il convegno “Viticoltura ed enoturismo: un modello imprenditoriale per lo sviluppo delle aree interne”, in programma giovedì 27 novembre 2025 alle ore 16.30 presso la Sala Carlo Gesualdo del Castello Marchionale di Taurasi (Av).

Si tratta del primo appuntamento di un percorso nazionale dedicato alla valorizzazione strategica della filiera vitivinicola e del turismo del vino quale leva fondamentale per il rilancio economico e sociale dei territori interni. La scelta di Taurasi, luogo simbolo dell’identità enologica irpina, non è casuale: le aree interne sono oggi attraversate da profondi processi di trasformazione, segnati dallo spopolamento delle giovani generazioni, dalla contrazione del tessuto imprenditoriale agricolo e dalla desertificazione socio-produttiva. In tale contesto, la viticoltura e l’enoturismo si configurano come strumenti capaci di generare sviluppo sostenibile, occupazione qualificata, attrazione di investimenti e valorizzazione del patrimonio culturale e rurale. L’apertura dell’evento sarà affidata ai saluti istituzionali del Presidente della Co.N.A.P.I. Nazionale, Basilio Minichiello, seguiti dagli interventi del Sindaco di Taurasi, Antonio Tranfaglia, di Salvatore Moscariello, Vice Presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Avellino, e di Luca Martuscelli, Vice Presidente dell’Università dei Sapori. Le introduzioni offriranno una riflessione condivisa sul ruolo del capitale umano, dell’innovazione e della governance territoriale nella costruzione di modelli imprenditoriali sostenibili.

La sessione scientifica sarà inaugurata da Antonio Zizza, Direttore Scientifico del Centro Studi e Ricerche della Co.N.A.P.I. Nazionale, che presenterà i risultati della ricerca sulla sostenibilità della viticoltura e sulle dinamiche evolutive dell’enoturismo, delineando un quadro analitico aggiornato sulle imprese italiane del settore. Seguiranno gli interventi di Simone Feoli, Research Fellow presso l’American Association of Wine Economists, che approfondirà i modelli economici e di resilienza per le microimprese vitivinicole, e di Lucio Palombini, Responsabile Area Internazionalizzazione della Co.N.A.P.I. Nazionale, che affronterà le opportunità legate all’export, alle reti commerciali globali e ai processi di apertura internazionale del comparto. Un contributo di respiro internazionale sarà offerto da Paul Balke, esperto e giornalista internazionale, che analizzerà la dimensione identitaria e comunicativa dell’enoturismo, sottolineando il ruolo della narrazione territoriale e della sostenibilità nella competitività internazionale delle destinazioni del vino.

Sul versante territoriale e operativo, Gianluigi Addimanda, Dottore Agronomo, porterà l’esperienza dell’Irpinia, evidenziando il valore strategico dei vitigni autoctoni e delle pratiche di enoturismo esperienziale. Natalia Falcone, Responsabile Organismi Paritetici E.LAV., illustrerà le opportunità offerte dalle tecnologie emergenti tra winetech e agritech, mentre Mirella Giovino, Responsabile Area Lavoro Co.N.A.P.I. Nazionale, approfondirà il ruolo delle associazioni di categoria nella formazione professionale continua e nel sostegno operativo alle imprese agricole. La chiusura dei lavori sarà affidata a Pierluigi D’Ambrosio, Consigliere delegato a eventi e turismo del Comune di Taurasi. Il convegno rappresenta un momento di confronto costruttivo tra ricerca, istituzioni, impresa e territorio, finalizzato alla definizione di un modello imprenditoriale replicabile, sostenibile e capace di trasformare la viticoltura e l’enoturismo in motori di sviluppo integrato, orientati alla competitività, alla coesione sociale e alla rigenerazione dei territori interni. Un passo decisivo per affermare che l’Irpinia e le aree interne non sono spazi marginali, ma laboratori aperti di innovazione e futuro.

VITICOLTURA ED ENOTURISMO: UN MODELLO IMPRENDITORIALE PER LO SVILUPPO DELLE AREE INTERNE


La viticoltura e l’enoturismo sono leve di sviluppo per le aree interne. A Taurasi si discuterà di prospettive con istituzioni ed esperti.

Il 27 novembre 2025, alle ore 16:30, presso il Castello Marchionale di Taurasi nella Sala Carlo Gesualdo, si svolgerà il convegno promosso da Co.N.A.P.I. Nazionale e dal suo Centro Studi e Ricerche, dedicato al ruolo strategico della filiera vitivinicola come infrastruttura economica, sociale e culturale delle aree interne. L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Taurasi e dall’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Avellino, intende sottolineare come la viticoltura e l’enoturismo possano rappresentare un modello imprenditoriale capace di coniugare tradizione e innovazione, valorizzando le risorse locali e aprendo nuove prospettive di sviluppo. Il convegno offrirà un’occasione di confronto tra esperti internazionali, professionisti del settore e imprese, con la presentazione del Rapporto nazionale sulla viticoltura sostenibile, documento che raccoglie dati, analisi e buone pratiche per orientare la crescita del comparto. Saranno affrontati temi cruciali come l’innovazione tecnologica applicata alla produzione, l’internazionalizzazione dei mercati e l’enoturismo come leva di competitività territoriale. L’obiettivo è mettere in evidenza come la filiera vitivinicola non sia soltanto un settore produttivo, ma anche un’infrastruttura culturale e sociale che contribuisce a rafforzare l’identità delle comunità e a generare nuove opportunità occupazionali. La scelta del Castello Marchionale di Taurasi come sede dell’incontro non è casuale: si tratta di un luogo simbolico, legato alla storia e alla tradizione vitivinicola irpina, che ben rappresenta il connubio tra patrimonio culturale e prospettive di sviluppo. La cornice storica del castello offrirà un contesto suggestivo per discutere di futuro, con l’intento di trasformare le aree interne da territori percepiti come marginali a laboratori di innovazione e sostenibilità. Il dibattito finale, aperto alle istituzioni e alle imprese locali, sarà un momento di ascolto e partecipazione, volto a raccogliere idee e proposte concrete per rafforzare la competitività del territorio. La presenza di amministratori, operatori economici e rappresentanti delle categorie professionali garantirà un confronto ampio e inclusivo, capace di mettere in rete esperienze e competenze. Ai Dottori Agronomi e Forestali partecipanti saranno riconosciuti i Crediti Formativi ai sensi del regolamento CONAF 9/2022, a conferma della valenza scientifica e professionale dell’iniziativa. Questo riconoscimento sottolinea l’importanza di un aggiornamento continuo e di una formazione qualificata per affrontare le sfide di un settore in costante evoluzione.

Il convegno di Taurasi si propone dunque come un appuntamento di rilievo nazionale, capace di unire la dimensione locale con quella globale, e di offrire una visione integrata dello sviluppo delle aree interne attraverso la viticoltura e l’enoturismo. Un’occasione per ribadire che il vino non è soltanto un prodotto, ma un racconto di territorio, un patrimonio di cultura e un motore di crescita economica e sociale.

IMMIGRAZIONE, FORMAZIONE E ACCOGLIENZA: ALLA REGIONE LAZIO Co.N.A.P.I. E CONFINTESA ORGANIZZANO UN CONVEGNO PER UN FUTURO INCLUSIVO.

Il convegno “Immigrazione, integrazione lavorativa e formazione: un dialogo per costruire un futuro inclusivo”, organizzato da Co.N.A.P.I. e Confintesa, ha affrontato il tema dell’integrazione dei migranti nel mercato del lavoro, con un focus sulla formazione professionale e le politiche di inclusione. Durante l’evento, è stato presentato il fondo FORMAINTESA, destinato a supportare la formazione dei lavoratori, italiani e immigrati. I relatori hanno sottolineato l’importanza di un approccio integrato tra istituzioni, sindacati e aziende per promuovere politiche inclusive e valorizzare le competenze dei migranti. Il convegno, tenutosi alla Regione Lazio, ha visto la partecipazione di esperti, istituzioni e operatori del settore, evidenziando il ruolo cruciale del lavoro come strumento di integrazione.

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