GUE PEGUENO A VENEZIA: DA RAP A PROTAGONISTA NEL FILM DI SORRENTINO


Gue Pequeno: collaborazione inattesa che intreccia visioni d’autore e cultura urban.

La 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, in programma fino al 6 settembre 2025, ha già trovato uno dei suoi momenti simbolo: l’arrivo al Lido di Guè Pequeno, rapper icona della scena italiana, protagonista del nuovo film di Paolo Sorrentino, La Grazia.
Un debutto che nessuno si aspettava, e che invece sembra perfettamente in linea con la direzione del regista napoletano, da sempre attento a mescolare mondi e linguaggi apparentemente lontani. Dopo l’hype generato nel 2024 da Parthenope, Sorrentino ha scelto di sorprendere ancora: questa volta il cinema incontra l’universo urban, e lo fa attraverso una delle voci più riconoscibili della musica italiana degli ultimi vent’anni.

Non è un cameo né un esercizio di stile: la presenza di Guè ha un peso narrativo all’interno dell’opera. E il pubblico non vede l’ora di scoprire come il suo carisma e la sua attitudine possano integrarsi con la scrittura estetica e simbolica tipica del regista. Lo stesso Sorrentino, in un’intervista a Movieplayer.it, ha raccontato di essere un fan di Guè e di aver scoperto la sua musica grazie alla moglie. Un dettaglio che svela il lato personale di una scelta artistica: non un’operazione di marketing, ma l’incontro di due sensibilità.Al suo arrivo al Lido, Guè ha catalizzato l’attenzione: look total black d’impatto, gioielli iconici e quell’attitudine da star che gli appartiene da sempre. Una presenza che ha arricchito il red carpet, portando un’energia nuova, diversa da quella dei divi hollywoodiani ma ugualmente potente. Non a caso, fotografi e curiosi hanno cercato in lui uno dei volti più glamour di questa edizione.

La 82ª Mostra non è però solo cinema, ma anche contaminazione tra arti. La partecipazione di Guè segna un passaggio culturale interessante: il festival, che in passato ha ospitato musicisti come David Bowie o Lady Gaga, continua ad aprirsi a figure che rappresentano immaginari globali, capaci di parlare a pubblici diversi e di abbattere le distanze tra le arti. Mentre il concorso si infiamma tra grandi firme del cinema internazionale, La Grazia si candida a essere uno dei titoli più discussi. Se Parthenope aveva parlato di desiderio e memoria, questa volta sembra che Sorrentino voglia esplorare il tema della spiritualità e della redenzione, filtrandolo attraverso personaggi che incarnano la tensione tra sacro e profano.
Con Guè nel cast, la sfida diventa ancora più intrigante: Venezia non è solo il tempio del cinema d’autore, ma anche il luogo dove il rap, la moda e l’immaginario urbano trovano spazio accanto alla settima arte.