LA FRATERNITÀ COME RISORSA PER IL LAVORO E PER L’IMPRESA


Lo scorso 4 febbraio abbiamo partecipato a una giornata di studio promossa dal Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) sui temi della fraternità quale risorsa economica, civile e politica.

Il confronto ha rimesso al centro una domanda essenziale che interroga il nostro presente e, soprattutto, il futuro: può la fraternità tornare a essere il principio ispiratore dell’organizzazione del lavoro e della vita d’impresa, in coerenza con quell’orizzonte tracciato dalla nostra Costituzione che punta al «benessere materiale e spirituale della società»?

Non si tratta di una questione teorica o di un mero esercizio accademico. In uno scenario globale segnato da tensioni internazionali, mercati incerti, precarietà occupazionale ed esistenziale, inflazione e un uso spesso disordinato delle nuove tecnologie, il rischio di ridurre il lavoratore a una semplice funzione produttiva — un numero in un bilancio — è estremamente concreto. Di fronte a questa deriva, l’impresa è chiamata a riscoprire la propria natura originaria: quella di essere un luogo di produzione, certamente, ma prima ancora una comunità di persone legate da un destino comune. L’impresa, mi piace sottolineare, è il luogo per eccellenza dove possiamo esercitare le nostre virtù.

Tutto ciò implica la creazione di condizioni di lavoro libere e dignitose, capaci di valorizzare la persona attraverso retribuzioni proporzionate e possibilità di crescita professionale. Significa riconoscere che l’attività lavorativa è lo strumento attraverso cui l’individuo realizza sé stesso e partecipa alla costruzione del bene comune.

Giorgio La Pira, che ha ispirato il mio percorso di ricerca e che oggi guida il pensiero del Centro Studi della Co.N.A.P.I. Nazionale, ricordava che l’uomo si perfeziona proprio attraverso il suo operato. È un’affermazione che restituisce dignità e profondità a un’esperienza troppo spesso letta in chiave esclusivamente utilitaristica. Il rapporto di lavoro, pur fondato su un necessario equilibrio di diritti e doveri, non può esaurirsi nello scambio freddo tra prestazione e salario. Esso presuppone una responsabilità reciproca e vitale: l’imprenditore è chiamato perciò — in maniera visionaria — a favorire contesti che elevino le capacità di ciascuno, mentre il lavoratore è invitato a contribuire con competenza e spirito di appartenenza alla crescita comune.

In questa dinamica, la fraternità cessa di essere un sentimento privato per diventare il criterio su cui si sorreggono anche le relazioni aziendali. È proprio in tale prospettiva che si colloca il Disegno di Legge su iniziativa del CNEL, presentato lo scorso 31 luglio 2025 e rubricato “Disposizioni per la valorizzazione della fraternità nei luoghi di lavoro”. Nel testo troviamo questioni che ci stanno particolarmente a cuore e che l’Articolo 1 del provvedimento indica correttamente come pilastri di un patto sociale: la conciliazione tra vita e lavoro, lo sviluppo del welfare aziendale, la partecipazione attiva dei collaboratori e la valorizzazione dei principi di uguaglianza e inclusività, giusto per citarne alcuni.

Il disegno legislativo punta inoltre la lente d’ingrandimento anche sulla tutela dei profili più esposti e vulnerabili, sull’attenzione costante alla formazione — intesa sia come percorso iniziale che come apprendimento continuo lungo tutto l’arco della carriera — e sulla fondamentale importanza del patto intergenerazionale. Non ultimo, il testo ribadisce la necessità di garantire pari opportunità retributive e di carriera, affinché la fraternità assuma contenuti concreti, misurabili e verificabili. Si tratta di tematiche che, come Co.N.A.P.I. Nazionale e come Centro Studi, sosteniamo con particolare vigore.

Di notevole rilievo appare la previsione, all’interno dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL), di momenti di incontro e monitoraggio aziendale, anche attraverso l’istituzione di commissioni paritetiche finalizzate a verificare il miglioramento della condizione di ogni lavoratore. Per noi, che crediamo nel valore autentico della bilateralità, questo è un passaggio di straordinaria importanza, poiché introduce strumenti di responsabilità condivisa e di valutazione effettiva della qualità della vita professionale. Seppur ancora un Disegno di Legge, accogliamo, pertanto, con favore questa proposta, consapevoli che ogni norma richiede un’attuazione coraggiosa e un adattamento sapiente ai diversi contesti produttivi.

In questo impegno, l’attività del Centro Studi e Ricerche della Co.N.A.P.I. Nazionale non si limita all’analisi dei dati economici. Il nostro è un lavoro di ascolto diretto e costante delle imprese: ne misuriamo l’impatto sociale, la sostenibilità e la capacità di tradurre i valori in gesti quotidiani. Osserviamo come artigiani e imprenditori operano per rimuovere le barriere culturali, come integrano i lavoratori in percorsi di accoglienza e quanto investono nella conoscenza professionale quale leva di riscatto. Analizziamo ogni evidenza alla luce di una convinzione profonda: la qualità delle relazioni e l’attenzione all’umano incidono direttamente sulla solidità dello sviluppo e sulla capacità di resistere alle crisi.

Mi rendo conto che parlare oggi di fraternità possa risultare per alcuni una sfida complessa, innanzitutto culturale, ma come diceva don Luigi Sturzo, il primo passo è la formazione delle coscienze. Dobbiamo costruire ambienti in cui efficienza, produttività, dignità e fraternità procedano con lo stesso passo. Se sapremo tenere unite queste dimensioni, l’impresa potrà essere davvero una comunità capace di produrre utili, ma soprattutto di contribuire alla crescita umana, spirituale, civile e culturale del Paese, rendendo la fraternità non un ideale astratto, ma la dimensione concreta per realizzare il bene comune.

TRANSIZIONE 5.0 E PIANO 4.0: RISORSE ESAURITE E NUOVE PROSPETTIVE


Le risorse di Transizione 5.0 sono esaurite, mentre al Piano 4.0 restano 200 milioni. Il Ministero lavora a nuove misure in legge di bilancio, con comunicazioni valide fino al 31 dicembre.

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha annunciato che le risorse destinate al programma Transizione 5.0, pari a 3 miliardi di euro, sono state completamente prenotate dalle imprese, segnalando un forte interesse e un elevato gradimento per la misura. A seguito di questa comunicazione si è registrata una significativa accelerazione delle prenotazioni anche sul Piano 4.0, che disponeva di un plafond complessivo di 2,2 miliardi di euro. Alla data odierna risultano ancora disponibili 200 milioni, ma il Gestore dei Servizi Energetici – GSE S.p.A. ha chiarito che, al raggiungimento della soglia totale, verrà trasmessa una comunicazione ufficiale di esaurimento delle risorse.

Il Ministero, consapevole della centralità di questi strumenti per sostenere gli investimenti delle imprese in innovazione e sostenibilità, ha dichiarato di essere al lavoro per reperire nuove risorse e garantire continuità, anche attraverso soluzioni che saranno introdotte nella prossima legge di bilancio. Le comunicazioni trasmesse entro il 31 dicembre rimarranno comunque valide e saranno gestite in base all’ordine cronologico di invio, nel caso di reperimento di ulteriori fondi. Questa situazione conferma la grande attenzione delle imprese italiane verso le misure di supporto alla trasformazione digitale ed energetica, evidenziando la necessità di rafforzare ulteriormente gli strumenti di incentivazione per accompagnare il tessuto produttivo nazionale in un percorso di crescita e competitività.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE: IN ARRIVO RISORSE PER IL TERZO SETTORE PER PROGETTI RIGUARDANTI L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE. BANDI E OPPORTUNITA’


BANDI E OPPORTUNITA’

L’Intelligenza Artificiale (AI) sta rapidamente trasformando il panorama imprenditoriale e tecnologico, offrendo opportunità senza precedenti per l’innovazione e lo sviluppo economico. In questo contesto dinamico, la disponibilità di finanziamenti mirati diventa cruciale per sostenere la ricerca, lo sviluppo e l’implementazione di soluzioni AI all’avanguardia. Per promuovere un uso etico, consapevole e inclusivo dell’IA sono disponibili 2.500.000 euro per iniziative promosse da organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e fondazioni del Terzo settore tramite le risorse previste dal codice del Terzo settore, infatti è disponibile sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali l’Avviso 3/2024 per il finanziamento di progetti di rilevanza nazionale destinati a progetti di intelligenza artificiale. Le risorse sono destinate a iniziative di organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e fondazioni del Terzo Settore regolarmente iscritte al registro unico nazionale del Terzo settore, singolarmente o in partenariato, anche attraverso le reti associative. Il fondo previsto dal codice del Terzo settore destina dunque 2.500.000 di euro per promuovere, come già detto, un uso etico, sicuro e inclusivo dell’IA, individuando gli obiettivi generali, le aree prioritarie di intervento e le linee di attività finanziabili con particolare attenzione a: salute e benessere con un uso etico delle nuove tecnologie, all’educazione di qualità con iniziative educative per giovani e famiglie sull’uso consapevole dell’IA, tenendo conto dell’uguaglianza di genere con competenze in IA per giovani donne, un importante obiettivo riguarda la crescita economica per la quale si richiedono conoscenze in IA per l’occupazione giovanile.

I progetti devono coinvolgere almeno 10 regioni e durare tra 12 e 18 mesi. Nello specifico, il finanziamento ministeriale copre tra 250.000 euro e 600.000 euro per progetto, con una quota massima dell’80% del costo totale per le organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale , e del 50% per le fondazioni. Il cofinanziamento deve essere almeno del 20% per Organizzazioni di volontariato e Associazioni promozioni sociali e del 50% per le fondazioni. Le domande devono essere presentate tramite la piattaforma online del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. I progetti saranno valutati in base a criteri di esperienza, caratteristiche del progetto, innovatività e cofinanziamento. La graduatoria finale sarà pubblicata sul sito del Ministero. Le proposte finanziate saranno soggette a monitoraggio semestrale e finale, con obbligo di rendicontazione delle spese sostenute. Per ulteriori dettagli, è possibile consultare il sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali o inviare quesiti tramite PEC. È possibile prendere della modulistica per inoltrare istanza di partecipazione mediante apposita Piattaforma già disponibile dalle ore 12.00 sino alle 16.00 del 4 marzo 2025. Il Ministero evidenzia come l’obiettivo sia quello di stimolare la definizione e realizzazione sul territorio di progetti che si propongono di contribuire alla presa di consapevolezza sul tema da parte delle comunità coinvolte, attraverso incontri, eventi, iniziative formative-informative, contest e laboratori, che trattino i temi dell’intelligenza artificiale e dei social media in una chiave di opportunità positive per la crescita personale, professionale e culturale.