Lo spettacolo per l’UNESCO che unisce mito, identità e nuove generazioni
Dopo il successo della sua intensa e visionaria Iliade, Giuliano Peparini è tornato a incantare il pubblico del Teatro Greco di Siracusa con Na nuttata ri passiuni, andato in scena il 17 luglio 2025. Un’opera fortemente radicata nella cultura e nella lingua siciliana, pensata come un omaggio profondo all’identità dell’isola e alle sue molteplici sfaccettature: la terra, la memoria, il dolore e la bellezza.Lo spettacolo, prodotto in collaborazione con l’UNESCO e promosso dalla Fondazione INDA, si inserisce tra gli eventi di valorizzazione del patrimonio immateriale, riportando sul palco la potenza evocativa di un rito collettivo che unisce parola, corpo e suono. Con Na nuttata ri passiuni, Peparini firma una regia corale e visionaria che intreccia danza contemporanea, musica dal vivo e teatro, dando voce a un racconto che appartiene a tutti, ma parla soprattutto della Sicilia e ai siciliani.Protagonista della scena è stata Levante, cantautrice siciliana che ha saputo coniugare intensità e radici, alternando brani originali a rivisitazioni della tradizione. Insieme a lei, Alberto Matano ha prestato la sua voce a testi carichi di emotività e riflessione, mentre l’attore Vinicio Marchioni ha portato in scena un’intensità vibrante.

Il danzatore Angelo Madonia, l’attrice Milena Mancini e Massimo Venturiello hanno completato un cast che ha saputo fondere con eleganza linguaggi diversi, dal teatro fisico alla narrazione poetica.Un ruolo centrale è stato affidato anche ai giovani della Peparini Academy, realtà in crescita nella formazione coreutica italiana. I ballerini e un giovane cantante, selezionati tra decine di allievi, hanno dato corpo e ritmo al messaggio del regista: le nuove generazioni sono custodi di una memoria viva, che attraverso l’arte può essere tramandata e trasformata.Na nuttata ri passiuni è molto più di un semplice spettacolo: è un manifesto emotivo e visivo che racconta la Sicilia attraverso il suo linguaggio più profondo — quello della passione. L’alternanza tra dialetto e italiano costruisce un ponte tra tradizione e presente, mentre la scenografia essenziale, le luci cinematografiche e le coreografie corali trasformano il Teatro Greco in uno spazio sospeso, fuori dal tempo. Con questo nuovo lavoro, Peparini ribadisce il valore delle radici e il potere dell’arte come strumento di racconto collettivo. Le voci che hanno animato questa “nuttata” — antiche e nuove, intime e universali — ci ricordano che siamo fatti delle storie che ci precedono, dei luoghi che ci abitano, dei corpi che danzano nella notte per non dimenticare chi siamo.





