IN ITALIA UN RISTORANTE SU OTTO E’ GESTITO DA STRANIERI


Sempre più ristoranti in Italia sono gestiti da stranieri, spesso con cucina italiana, generando un profondo cambiamento.

In Italia la ristorazione sta vivendo un cambiamento profondo: oggi circa un ristorante su otto è a conduzione straniera. La percentuale cresce ulteriormente se si guarda al comparto dello street food e della ristorazione da asporto, dove le attività gestite da imprenditori stranieri rappresentano quasi un quarto del totale.
Le grandi città guidano questa trasformazione: Milano si conferma il centro più dinamico, seguita da Roma e Torino, dove la presenza di cucine gestite da cittadini non italiani è ormai parte integrante del panorama gastronomico.
Curiosamente, questi locali non propongono soltanto le specialità tipiche dei Paesi di origine dei proprietari. Spesso, infatti, l’offerta si concentra proprio sui piatti simbolo della cucina italiana, come pizza, pasta e dolci tradizionali. Si tratta di un adattamento che, pur garantendo la continuità dell’offerta, porta inevitabilmente a una reinterpretazione della tradizione culinaria nazionale, modellata da nuove mani e nuovi gusti.

Il fenomeno è legato anche a un cambiamento sociale ed economico: mestieri come quelli del pizzaiolo, panettiere, pasticciere o ristoratore risultano oggi meno attrattivi per i giovani italiani, scoraggiati da orari gravosi e prospettive professionali percepite come poco stimolanti. A colmare questo vuoto sono imprenditori e lavoratori provenienti da comunità straniere, dai turchi ai pakistani, dagli indiani e cinesi ad altri gruppi, che hanno trovato nel settore una concreta possibilità di inserimento e crescita.
Questa trasformazione rappresenta al tempo stesso una risorsa e una sfida: da un lato garantisce vitalità a un settore chiave dell’economia italiana, dall’altro apre il dibattito su come preservare la tipicità della cucina nazionale in un contesto sempre più multiculturale e in continua evoluzione.

IL LAVORO CAMBIERÀ NEI PROSSIMI CINQUE ANNI.

SPARIRANNO LE VECCHIE PROFESSIONI CHE SARANNO SOSTITUITE DA FIGURE SPECIALIZZATE IN TECNOLOGIA, LO STABILISCE UNO STUDIO CONDOTTO DAL WORLD ECONOMIC FORUM

Secondo un recente rapporto del World Economic Forum, i lavori del futuro più richiesti dal 2023 al 2030 in Italia includono professioni legate alla tecnologia e alla sostenibilità. Da numerosi anni ormai nelle classifiche nazionali dei lavori più richiesti figurano sempre gli ingegneri, gli insegnanti e i professionisti dell’ambito sanitario, in particolar modo medici e infermieri. Accanto a questi si affiancano però altri mestieri in ascesa, la cui impennata di richieste è notevole. Tra le professioni del futuro più ambite e redditizie sul mercato del lavoro, ci sono gli imprenditori della ristorazione, infermieri, giurista d’impresa, criminologo e avvocato d’affari internazionali. Mentre tra i posti di lavoro che verranno sostituiti, sempre in base alla ricerca del World Economic Forum, compaiono i tassisti, l’operatore di stampa, il lavoratore del settore tessile, il lavoratore postale, il lavoratore nei fast food, il cassiere, mentre resta in dubbio l’agente di viaggio.

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Mentre tra i lavori che mancano in Italia si segnalano le professionalità tecniche come gli informatici, i tornitori, i manutentori, muratori, operai metallurgici, fabbri, i costruttori di utensili, gli artigiani e operai di diverso tipo. In realtà il mondo del lavoro, sta subendo una trasformazione senza precedenti, grazie in modo particolare al rapido processo di digitalizzazione che sta avendo un impatto molto forte nella nostra società´, con un nuovo panorama occupazionale con specifiche competenze richieste per i professionisti di qualsiasi settore. Sempre in base all’indagine, nei prossimi cinque anni si prevedono occupazioni che spariranno ed altre che verranno create ex novo con nuovi ruoli. La crescita occupazionale si avrà soprattutto nei settori che si attengono all’ecosostenibilità´, alla digitalizzazione e innovazione tecnologica che continuerà avere un ruolo importante nel mercato del lavoro. Molto richieste saranno le figure specializzate in intelligenza artificiale, e gli esperti di sostenibilità green economy. Tra le professioni del futuro più ricercate, ci saranno anche gli specialisti nel settore della sicurezza informatica e tutti coloro i quali occupano ruoli riguardanti l’apprendimento automatico, alla scienza dei dati e alla sicurezza informatica.

 In tutti questi campi, le stime parlano di una crescita occupazionale del 30% entro il 2027, con un aumento ancora più marcato, sfiorando il 42%, per i formatori nell’ambito dell’intelligenza artificiale.