AGROALIMENTARE E DAZI: IL MADE IN ITALY SOTTO PRESSIONE,Co.N.A.P.I. NAZIONALE ATTIVA CONTROMISURE


CoN.A.P.I. Nazionale reagisce ai dazi: nuove strategie e sostegni per proteggere agroalimentare e occupazione.

L’effetto dei dazi doganali comincia a farsi sentire anche per il settore agroalimentare, colonna portante dell’economia italiana e simbolo di eccellenza nel mondo. Nonostante l’indiscutibile appeal che il Made in Italy continua a esercitare sui consumatori statunitensi, la tenuta dei mercati non era affatto scontata e i primi segnali di difficoltà iniziano a emergere con chiarezza.
La Confederazione Co.nA.P.I. Nazionale ha avviato un monitoraggio attento sull’andamento dei diversi comparti, con l’obiettivo di misurare l’entità del fenomeno e attivare misure in grado di contenere l’impatto sul mercato interno, evitando conseguenze irreversibili per imprese e lavoratori.
Per fronteggiare le criticità, la Confederazione ha già messo in campo una serie di azioni mirate. In primo luogo, è stata attivata la nuova divisione dedicata all’“internazionalizzazione”, con lo scopo di aprire nuovi sbocchi commerciali, in particolare nei Paesi in via di sviluppo, dove la domanda di prodotti di qualità e ad alto valore aggiunto è in forte crescita.

Parallelamente, Co.N.A.P.I.Nazionale sta partecipando alla costruzione di tavoli tecnici con le altre organizzazioni di categoria, finalizzati a presentare al governo un quadro unitario delle difficoltà e delle priorità. Tra queste spicca la richiesta di un intervento concreto a sostegno delle aziende più esposte, per garantire liquidità, preservare la competitività e difendere i livelli occupazionali.
“La priorità assoluta è salvaguardare il mercato e l’occupazione”, sottolineano dalla Confederazione. Le preoccupazioni, infatti, non riguardano soltanto la tenuta delle esportazioni, ma anche l’effetto domino che le tensioni commerciali possono generare sull’intero sistema produttivo nazionale, dalla filiera agricola alla trasformazione industriale fino alla distribuzione.
In un contesto internazionale sempre più complesso e segnato da nuove barriere commerciali, il settore agroalimentare italiano si trova dunque a un bivio: reagire con determinazione e visione strategica oppure rischiare di vedere erosi margini e competitività accumulati in decenni di successi sui mercati globali.

IL MERCATO DEL LAVORO ITALIANO NEL SECONDO TRIMESTRE 2025


Terzo trimestre 2025 l’occupazione cresce lievemente, trainata da contratti stabili e lavoro autonomo.

Nel secondo trimestre del 2025, il mercato del lavoro italiano ha mostrato segnali di stabilità e crescita moderata. L’input complessivo di lavoro, misurato in ore lavorate secondo la Contabilità Nazionale, è aumentato sia rispetto al trimestre precedente sia su base annua. Il numero di occupati, al netto degli effetti stagionali, è rimasto sostanzialmente invariato, attestandosi a oltre ventiquattro milioni. La lieve diminuzione dei dipendenti a tempo indeterminato e determinato è stata compensata dall’aumento degli indipendenti. Il tasso di occupazione è stabile, con miglioramenti tra le donne, nella fascia d’età tra i cinquanta e i sessantaquattro anni e nelle regioni meridionali, mentre si osserva un calo tra gli uomini, gli under cinquanta e nel Nord, con una situazione invariata al Centro.

I tassi di disoccupazione e inattività non hanno subito variazioni significative rispetto al trimestre precedente. Nelle imprese dell’industria e dei servizi, le posizioni lavorative dipendenti sono cresciute, con un incremento leggermente più marcato per il part time rispetto al full time. Su base annua, la crescita delle posizioni lavorative è stata uniforme per il tempo pieno e più contenuta per il tempo parziale. La quota delle posizioni part time sul totale è leggermente diminuita rispetto al trimestre precedente, ma è rimasta stabile rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Le ore lavorate per dipendente sono diminuite sia rispetto al trimestre precedente sia rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Anche le ore di cassa integrazione sono in calo. Le posizioni in somministrazione continuano a diminuire, mentre quelle con contratto intermittente mostrano una dinamica positiva. Il costo del lavoro per unità di lavoro equivalente è aumentato, trainato sia dalle retribuzioni sia dai contributi sociali. Il tasso di posti vacanti è rimasto stabile rispetto al trimestre precedente, ma è diminuito rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.

Nel dettaglio dei dati non destagionalizzati, si conferma la crescita del numero di occupati rispetto all’anno precedente, con un aumento più marcato tra i dipendenti a tempo indeterminato e gli indipendenti. Prosegue invece la riduzione dei dipendenti a termine, che dura da undici trimestri consecutivi. L’aumento degli occupati a tempo pieno ha compensato il calo di quelli a tempo parziale.

Il numero di persone in cerca di occupazione mostra segnali di stabilizzazione, con una lieve diminuzione rispetto all’anno precedente. Il tasso di disoccupazione è in leggero calo, con una riduzione concentrata tra le donne, nelle regioni centro-meridionali, tra gli stranieri e gli ultracinquantenni. La diminuzione riguarda soprattutto chi ha già avuto esperienze lavorative, mentre torna a crescere il numero di chi cerca la prima occupazione. Aumentano le persone che cercano lavoro da meno di dodici mesi, mentre continua la riduzione dei disoccupati di lunga durata.

Tra i canali di ricerca del lavoro, prevale l’uso di reti informali come parenti e amici, seguito dall’invio di domande e curricula, dalla consultazione di offerte di lavoro e dalla risposta o pubblicazione di inserzioni. Cresce anche la quota di chi ha sostenuto colloqui, si è rivolto ai centri pubblici per l’impiego o ha contattato agenzie private, mentre diminuisce la partecipazione ai concorsi pubblici.

Il numero di inattivi tra i quindici e i sessantaquattro anni è in diminuzione, con un calo concentrato tra le forze di lavoro potenziali, ovvero coloro più vicini al mercato del lavoro. Al contrario, aumenta il numero di persone che non cercano lavoro né sono disponibili a iniziarlo. Il tasso di inattività è in calo, soprattutto nel Mezzogiorno e tra i cinquanta-sessantaquattrenni, mentre resta stabile nel Centro-Nord e tra i trentacinque-quarantanovenni, con un aumento tra i più giovani.

MERCATO DEL LAVORO IN ITALIA: PRIMO TRIMESTRE 2025

Nel primo trimestre del 2025, il mercato del lavoro italiano è cresciuto: sono aumentati gli occupati, in particolare quelli con contratti stabili, e sono diminuiti gli inattivi. Anche le imprese hanno assunto di più, con un incremento delle posizioni a tempo pieno e parziale. Il tasso di occupazione è salito, mentre quelli di disoccupazione e inattività sono calati. Tuttavia, è cresciuto anche il costo del lavoro, spinto da rinnovi contrattuali e minori agevolazioni.

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CAMPANIA: APPROVATI 50 MILIONI DI EURO PER INCENTIVI ALL’OCCUPAZIONE

La Regione Campania ha stanziato 50 milioni di euro per incentivi all’assunzione, con contributi fino a 15.000 euro per contratti a tempo indeterminato. Le risorse sono rivolte a giovani, soggetti svantaggiati e categorie vulnerabili. Possono partecipare imprese, professionisti e enti del terzo settore. Le domande si presenteranno online da luglio 2025, in tre diverse finestre temporali.

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DECRETO INDUSTRIA: ARRIVANO 200 MILIONI PER ACCIAIERIE D’ITALIA E NUOVE MISURE PER FAVORIRE L’OCCUPAZIONE

Il Governo ha approvato un decreto con 200 milioni di euro per sostenere Acciaierie d’Italia e rafforzare l’occupazione, introducendo misure per la salvaguardia degli impianti e la promozione di investimenti strategici. Sono previste agevolazioni per la cassa integrazione e semplificazioni normative per favorire l’innovazione industriale. Queste iniziative mirano a garantire stabilità e rilancio del settore industriale italiano in un momento di crisi.

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ISTITUITA LA STRUTTURA DI COORDINAMENTO PER LE CRISI DI IMPRESA

Il Ministero del Lavoro ha istituito la Struttura di coordinamento per le crisi di impresa, con l’obiettivo di gestire le difficoltà aziendali e tutelare l’occupazione. Questa struttura monitora e interviene nelle riorganizzazioni di imprese strategiche, promuovendo il dialogo tra istituzioni e aziende. La sua missione principale è evitare licenziamenti e supportare il rilancio delle imprese in crisi. Si tratta di un passo importante per rafforzare la stabilità economica e sociale del Paese.

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L’ISTAT HA PUBBLICATO L’ANDAMENTO DELL’OCCUPAZIONE IN ITALIA A GENNAIO 2025.

A gennaio 2025, l’occupazione in Italia cresce, con un aumento degli occupati e una diminuzione dei disoccupati e degli inattivi. Il tasso di occupazione sale al 62,8%, mentre il tasso di disoccupazione scende al 6,3%, con una disoccupazione giovanile del 18,7%. Tuttavia, la disoccupazione giovanile continua a rappresentare una sfida. A livello europeo, il mercato del lavoro è in crescita, ma con differenze tra i paesi e le regioni. Settori come la tecnologia e la sanità offrono opportunità, ma la disoccupazione giovanile rimane un problema. La digitalizzazione e la formazione professionale sono cruciali per affrontare queste sfide.

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IL DECRETO DI COESIONE INTRODUCE IL BONUS ZES UNICA

Il Bonus ZES Unica, introdotto dal Decreto Coesione (D.L. n. 60/2024), incentiva l’occupazione nelle regioni meridionali, offrendo un esonero dai contributi previdenziali (fino a 650 euro al mese) per assunzioni di lavoratori over 35 disoccupati da almeno 24 mesi, tra il 1° settembre 2024 e il 31 dicembre 2025. Il beneficio è riservato a datori di lavoro con meno di 10 dipendenti e riguarda solo contratti a tempo indeterminato in unità produttive nelle ZES del Mezzogiorno. L’incentivo è soggetto a specifiche condizioni, come l’assenza di licenziamenti nei sei mesi precedenti. L’attuazione dipende dall’approvazione della Commissione Europea e la misura sarà rifinanziata fino al 2027.

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DATI ISTAT “BOOM DI OCCUPAZIONE PER IL TRIMESTRE”


IN ITALIA 500mila LAVORATORI IN PIÙ´. SCENDE IL TASSO DI DISOCCUPAZIONE PER IL PRESIDENTE DI CO.N.A.P.I. NAZIONALE MINICHIELLO “BISOGNA FARE DI PIÙ´ PER LE DONNE”

Sono stati pubblicati all’inizio di febbraio 2024, i dati Istat che riguardano il tasso di occupazione per il trimestre 2023. L’indagine mette in evidenza un record di occupati salito già nel mese di dicembre, con una diminuzione del tasso di disoccupazione che raggiunse il suo massimo storico nel 2008. A dicembre la crescita dell’occupazione coinvolge soprattutto i dipendenti a termine con 2 milioni 986 mila e gli autonomi precisamente con 5 milioni e 45 mila. L’Istat, inoltre, precisa che il numero degli occupati, è superiore a quello di dicembre 2022 di 456 mila unità, con una diminuzione sempre crescente della disoccupazione. Sempre a dicembre 2023 rispetto al mese precedente, cresce il numero degli occupati e degli inattivi intendendo per quest´ultimi chi non ha cercato lavoro e comprendono le persone di 15 anni o coloro i quali non fanno parte delle forze di lavoro, ovvero quelle non classificate come occupate o in cerca di occupazione come studenti, casalinghe o pensionati. L’occupazione cresce tra gli uomini, i dipendenti a termine, gli autonomi e gli under 34, mentre è questo, sicuramente un dato negativo, cala tra donne dipendenti permanenti e tra chi ha almeno 35 anni.

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Il tasso di occupazione

sale dunque al 61,9% per cui scende del 7,7% la disoccupazione. Dalla lettura dei dati si evince che la situazione in Italia rispetto al 2022, dove i dati al contrario mostravano che l´Italia per tasso di disoccupazione risultava essere il terzo Paese UE ed il secondo paese dell´Unione Europea per tasso di giovani che non studiano, non lavorano e non sono in cerca di lavoro, che ad oggi la situazione riguardante l´occupazione è in crescita soprattutto dopo un lungo periodo di crisi determinatosi in seguito al COVID19, che aveva visto il tasso di occupazione scendere al 56,5 per cento. In sintesi, rispetto al 2019 alla fine del secondo trimestre del 2023 in Italia ci sono stati circa 500mila lavoratori in più´.

Soddisfazione ha espresso il presidente di Co.N.A.P.I. Nazionale, Basilio Minichiello, per il quale la lettura dei dati indica la voglia di raggiungere livelli occupazionali record e di abbattere definitivamente la crisi che ha coinvolto ogni settore lavorativo, pertanto esprime una grande soddisfazione, per la lettura positiva dei dati riguardanti la salita occupazionale. L’unico dato che mostra luci ed ombre, per il presidente Minichiello, riguarda ancora il basso tasso di occupazione femminile rispetto a quello maschile e la Co.N.A.P.I. Nazionale sensibile al tema che porta sempre all’attenzione degli imprenditori ogni qualvolta si presentano occasioni di dibattiti, essi però stanno lavorando alla clemente per abbattere un altro muro.