IL SUD SUPERA LA SOGLIA PNRR PER LO SPORT COME STRUMENTO DI INCLUSIONE SOCIALE


Il Sud investe nello sport e crea nuove opportunità per comunità e imprese.

Un segnale incoraggiante giunge dal Dipartimento per lo Sport: il Sud Italia ha raggiunto un traguardo significativo nell’utilizzo delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) destinate allo sport come mezzo di inclusione sociale. Il territorio meridionale si conferma protagonista attivo nella progettazione e realizzazione di interventi volti a rafforzare il tessuto comunitario attraverso la valorizzazione degli impianti sportivi.

La Missione 5 del PNRR, dedicata alla coesione e all’inclusione, ha previsto importanti investimenti per la riqualificazione di spazi sportivi, con particolare attenzione ai piccoli comuni e alle aree più fragili. In questo scenario, il Sud ha risposto con slancio, attivando numerosi progetti che mirano a restituire centralità allo sport come strumento educativo, sociale e culturale.

Oltre al valore sociale, questi interventi generano ricadute economiche concrete. Le imprese locali, coinvolte nella filiera dei lavori pubblici, nella fornitura di materiali e nella gestione degli impianti, stanno beneficiando di nuove opportunità di crescita.

Il rilancio dello sport si traduce in occasioni di lavoro, sviluppo territoriale e rafforzamento delle reti imprenditoriali.

Questa dinamica virtuosa coinvolge anche il mondo associativo e le realtà del terzo settore, che trovano nuovi spazi per promuovere attività inclusive e percorsi di cittadinanza attiva. Lo sport diventa così un ponte tra generazioni, un presidio di legalità e un motore di sviluppo sostenibile.

Per il Sud, questo traguardo rappresenta una narrazione di fiducia, resilienza e futuro. È la dimostrazione che, quando le risorse vengono accompagnate da visione, responsabilità e partecipazione, il cambiamento è possibile. Un’occasione da raccontare, valorizzare e condividere.

LACOSTE CELEBRA DJOKOVIC: QUANDO L’ARTIGINATO INCONTRA IL MARKETING DEL MITO


Una giacca speciale celebra Djokovic, unendo moda e sport in un simbolo di stile e visibilità.

Lacoste ha reso omaggio a Novak Djokovic con un capo che non passa inosservato: una giacca che racconta la carriera del campione attraverso un design tanto contemporaneo quanto ricercato. L’opera è il risultato di un lavoro artigianale complesso: palline da tennis di colori e texture diverse rappresentano i campi e i tornei che hanno segnato la sua carriera, adagiate su una mappa tridimensionale che diventa metafora del percorso del fuoriclasse.Questa scelta non è casuale. Il marchio francese, che da tempo intreccia il proprio destino con quello del tennis, ha saputo trasformare l’omaggio a Djokovic in un vero manifesto creativo. Non è solo un capo di abbigliamento, ma un pezzo narrativo capace di coniugare memoria sportiva, design e artigianato di alto livello.L’attenzione al dettaglio è ciò che distingue il progetto: il lavoro sulle superfici, la cura dei materiali e la capacità di tradurre i successi sportivi in segni tangibili mostrano come Lacoste riesca a fondere tradizione sartoriale e innovazione estetica.

È un esempio concreto di come l’artigianato, se inserito in un linguaggio contemporaneo, possa diventare mezzo di racconto culturale.Ma dietro questo gesto c’è anche una strategia di visibilità ben precisa. Omaggiare una figura come Djokovic significa collocare il marchio al centro dell’attenzione mediatica internazionale. Lo sportivo, icona globale e simbolo di vittorie, amplifica il messaggio, trasformando un singolo capo in un evento culturale e mediatico. Lacoste, scegliendo di reinterpretare persino il proprio logo (sostituendo temporaneamente l’iconico coccodrillo con una capra, simbolo universale del “greatest of all time” ) ha dimostrato la capacità di parlare con ironia, intelligenza e forte impatto al grande pubblico.
Il caso Djokovic dimostra come il confine tra moda e comunicazione sia sempre più sottile. Un oggetto unico, nato da mani esperte e da un’idea di design innovativa, diventa un mezzo per affermare valori e rafforzare la presenza di un brand in un panorama globale competitivo.Non è soltanto un omaggio a un campione, ma la prova che il vero artigianato, quando incontra la forza simbolica di una figura riconosciuta in tutto il mondo, può trasformarsi in un potente strumento di racconto e di visibilità.

MILANO-CORTINA 2026 E’ UN’OPPORTUNITÀ D’ORO PER L’ECONOMIA ITALIANA

Le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 rappresentano un’occasione unica per l’economia italiana, con un impatto stimato di oltre 5 miliardi di euro sul PIL. L’evento creerà oltre 20.000 posti di lavoro e porterà innovazioni in infrastrutture, sostenibilità e tecnologie. Lombardia e Veneto saranno al centro della trasformazione, beneficiando di nuove opere pubbliche e turismo internazionale. Le PMI italiane vedranno nuove opportunità grazie a progetti dedicati e alla visibilità globale dell’evento.

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CS NETTUNO PALLAVOLO. CAMPIONESSE PROVINCIALI, A MONTELLA IN FESTA PER UN SOGNO LUNGO 15 ANNI. STORICA VITTORIA NELL’UNDER 18

La CS Nettuno Pallavolo Montella ha vinto il titolo di Campionesse Provinciali Under 18 Irpinia-Sannio, battendo l’Academy School Volley Montefusco in finale, raggiungendo un traguardo atteso da 15 anni. Questo successo rappresenta un’importante vittoria sportiva ed emotiva per la comunità di Montella, che ha sempre creduto nella forza educativa della pallavolo. Il merito va al coach Giuseppe Preziosi per la sua leadership e dedizione, così come agli atleti, dirigenti e al supporto delle famiglie. La società mira ora a continuare la crescita dello sport sul territorio, con una forte attenzione ai valori di disciplina, passione e condivisione.

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IL LAVORO SPORTIVO NUOVA OPPORTUNITA’ PER I GIOVANI DOPO LA RIFORMA NELL’AMBITO SPORTIVO REALIZZATO DAL MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI E IL MINISTERO PER LO SPORT


LA RIFORMA DEL LAVORO SPORTIVO, PROMOSSA DAI MINISTERI DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI E PER LO SPORT, INTRODUCE NUOVE TIPOLOGIE CONTRATTUALI E TUTELE PER ATLETI E PROFESSIONISTI DEL SETTORE, REGOLANDO CON MAGGIORE PRECISIONE ANCHE IL TRATTAMENTO FISCALE E PREVIDENZIALE. UN PASSO IMPORTANTE PER VALORIZZARE IL COMPARTO SPORTIVO E CREARE OPPORTUNITÀ PER GIOVANI E VOLONTARI.

Definizioni, ambiti di applicazione, tutele previste, adempimenti obbligatori questi i punti cardine della riforma del lavoro sportivo sono riassunti nel documento realizzato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Ministero per lo Sport e i giovani per accompagnare l’applicazione delle nove norme alla luce del correttivo al decreto legislativo n.36/2021 e nel quale si fornisce l’identikit del “lavoratore sportivo”, che è indipendente dalla natura professionistica o dilettantistica dell’attività svolta, e si chiariscono le tipologie contrattuali utilizzabili, con le relative disposizioni in materia di controlli sanitari e di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. Il lavoro subordinato in ambito sportivo acquisisce una disciplina che tiene in conto le specificità del comparto, in deroga alla disciplina ordinaria. Inoltre le prestazioni sportive dei volontari hanno una disciplina specifica che aiuta a tenere separato l’àmbito del rapporto di lavoro da quello veramente personale, spontaneo e gratuito del volontariato.

I volontari non sono lavoratori sportivi. Si disciplina il trattamento pensionistico e sono inserite delle tutele ad hoc per l’assicurazione contro gli infortuni. Si interviene sul trattamento tributario dei contratti in ambito sportivo, con un trattamento agevolato soprattutto nel dilettantismo, per il quale sono previste agevolazioni anche per soggetti che non sono lavoratori sportivi e prestano, in forza di contratti di collaborazione coordinata e continuativa, attività di carattere amministrativo-gestionale a favore di Federazioni sportive nazionali, Discipline sportive associate, Enti di promozione sportiva, anche paralimpici, riconosciuti dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) o dal CIP. Dal primo luglio scorso la revisione della disciplina dei rapporti di lavoro in ambito sportivo è infatti entrata definitivamente in vigore, raggruppando in un quadro unitario le regole applicabili, in modo organico e sistematico. Valorizzata nel nostro Paese, anche per merito della bravura dei nostri atleti che si distinguono spesso nelle competizioni internazionali, la pratica sportiva viene considerata una disciplina educativa e sociale, fattore di arricchimento dell’individuo, di prevenzione della salute, di miglioramento della qualità di vita e di responsabilizzazione della società civile. Secondo gli ultimi dati presentati a luglio 2022 dal CONI, nella Federazione sportiva nazionale sono rappresentati oltre 13 milioni e 113 mila persone tesserate e 115.469 Associazioni/Società sportive dilettantistiche iscritte al Registro del CONI.

Sono numeri rilevanti nonostante il settore abbia certamente risentito dell’emergenza sanitaria da COVID-19. Tali dati vengono confermati dal Rapporto Istat che fotografa il comparto dichiarando che in Italia oltre 20 milioni di persone praticano uno o più sport con continuità (24,4 per cento) o almeno saltuariamente (9,8 per cento) con andamenti crescenti nel tempo, che dipendono dall’età, dal genere e dal livello d’istruzione.
Per questo motivo, il correttivo apportato alla riforma del lavoro sportivo, pubblicato in Gazzetta pochi giorni fa, ha destato molto interesse, poiché coinvolge le migliaia di associazioni sportive dilettantistiche, nonché le società sportive che sono diffuse capillarmente su tutto il territorio nazionale. Come abbiamo sottolineato e riassumendo brevemente la Riforma dopo che il lavoro sportivo in Italia ha subito importanti cambiamenti notevoli con appunto la riforma dello sport (D.Lgs. 36/2021), grazie all’introduzione delle nuove regole per l’assunzione di lavoratori nel settore, possiamo dire che esistono diverse tipologie di Lavoro Sportivo con Possibilità di Assunzione come: Lavoro Subordinato (Contratto di Dipendenza) che riguarda figure come allenatori, preparatori atletici, dirigenti sportivi e in alcuni casi anche atleti professionisti. Lavoratori con stipendio fisso, contributi previdenziali e tutele come ferie e malattia. Obbligatorio per compensi sopra i 18.000€ annui (per dilettanti) che spettano per collaborazione coordinata e continuativa (Co.co.co.).

Per la forma di lavoro flessibile, usata per istruttori, tecnici e atleti dilettanti, non c’è un vincolo di orario rigido, ma è previsto il versamento dei contributi, applicabile se il compenso annuo è inferiore ai 18.000€. Per il lavoro Autonomo o Partita IVA rientrano i personal trainer, consulenti sportivi, fisioterapisti e altri professionisti che operano senza vincolo di subordinazione. E’ necessaria la Partita IVA e gestione autonoma delle tasse e dei contributi. Inoltre il contratto di apprendistato sportivo è invece dedicato ai giovani atleti tra 15 e 23 anni, per permettere loro di allenarsi e studiare/lavorare contemporaneamente. Tra le categorie che possono essere assunte, ci sono gli atleti (professionisti e dilettanti con compenso stabile), gli allenatori e istruttori sportivi, i dirigenti e staff tecnico (medici, fisioterapisti, preparatori atletici) ed il personale amministrativo delle società sportive. Anche la formazione è fondamentale nel campo del lavoro sportivo, sia per gli atleti che per gli allenatori. Sviluppa competenze professionali, tecniche appropriate, capacità decisionali e gestione delle squadre, ma è essenziale per garantire allenamenti fisici sicuri, prevenire infortuni e rispettare gli aspetti legali del settore. In Italia, la formazione è cruciale per rispettare le normative e per avere accesso a opportunità lavorative valide. La professionalità e la formazione continue sono determinanti per un corretto sviluppo nell’ambito sportivo, perché una formazione adeguata è spesso necessaria per accedere a ruoli nel settore sportivo.