L’INDAGINE NAZIONALE DEL CENTRO STUDI E RICERCHE PROSEGUE FINO AL 30 SETTEMBRE 2026


Il Centro Studi e Ricerche della CONAPI Nazionale ha deciso di prolungare fino al 30 settembre la prima fase dell’indagine sul benessere integrale dei lavoratori nelle micro e piccole imprese italiane. Ne parliamo con il direttore scientifico Antonio Zizza.

Direttore, perché avete deciso di proseguire la rilevazione fino al 30 settembre?

Sì. Vorrei anzitutto precisare che l’indagine ha già raccolto un numero significativo di risposte, provenienti da diversi territori del Paese. La scadenza, inizialmente posticipata al 10 settembre per favorire una partecipazione più ampia, avrebbe dovuto segnare l’avvio dell’elaborazione dei dati. Tuttavia, proprio mentre ci preparavamo a concludere questa prima fase, abbiamo ricevuto nuove richieste da parte di imprese, associazioni, agenzie per il lavoro, professionisti e consulenti che, venuti a conoscenza dell’iniziativa, hanno manifestato un interesse concreto a prendervi parte.

Per queste ragioni ci è sembrato doveroso ascoltare tale disponibilità, perché dietro ogni richiesta non vi è soltanto un dato in più, ma un’esperienza di lavoro, una realtà organizzativa e un punto di vista che meritano di essere considerati. Come dice sempre il Presidente Minichiello «CONAPI, prima di essere al fianco delle imprese, è al fianco degli imprenditori» che vanno sempre ascoltati. Anche alla luce di questo ascolto, che ci contraddistingue, abbiamo quindi scelto di proseguire la raccolta fino al 30 settembre, non per la necessità di raggiungere un numero adeguato di risposte, già acquisito, ma per non rinunciare a contributi capaci di restituire con maggiore fedeltà la complessità e la varietà del nostro tessuto produttivo. Una ricerca sul benessere integrale, del resto, acquista valore scientifico nella misura in cui riesce a mantenersi vicina alla vita concreta delle imprese e delle persone che vi lavorano.

La proroga, quindi, non dipende dalla necessità di raccogliere un numero maggiore di risposte?

No. Come dicevo prima, la partecipazione raggiunta è già significativa, pur non essendo ancora pienamente rappresentativa dell’intero scenario nazionale. La scelta di prorogare la raccolta dei dati però nasce dalla volontà di ascoltare chi il lavoro lo organizza e lo vive ogni giorno. Ampliare la base empirica ci permetterà di restituire con maggiore fedeltà la varietà del tessuto produttivo italiano, soprattutto delle microimprese, le cui esperienze trovano ancora poco spazio nelle grandi rilevazioni nazionali.

Quale valore attribuisce alla pluralità dei soggetti coinvolti?

È un valore anzitutto conoscitivo. Il benessere non è una categoria astratta, né assume la stessa forma in ogni organizzazione. È influenzato dalle dimensioni aziendali, dal settore produttivo, dal territorio, dalla qualità delle relazioni e dalle concrete modalità con cui viene organizzato il lavoro. Per questo desidero ringraziare gli artigiani, le micro e piccole imprese, i responsabili delle risorse umane, i professionisti, i consulenti, le associazioni e le agenzie per il lavoro che hanno aderito, insieme ai partner E.LAV., E.F.I. Italia, CONFISI e Mentifricio ETS. Ciascuno ha contribuito ad ampliare il nostro sguardo.

Perché avete scelto di concentrare l’indagine sulle micro e piccole imprese?

Come abbiamo già avuto modo di spiegare su questo Magazine, la ragione è semplice. Le micro e piccole imprese, una parte delle quali trova rappresentanza proprio in CONAPI Nazionale, costituiscono una componente essenziale del sistema produttivo italiano e hanno caratteristiche proprie, che non possono essere comprese applicando meccanicamente modelli pensati per le grandi imprese. In queste realtà il rapporto tra persona, attività produttiva e territorio è generalmente più diretto e il benessere prende forma nella qualità delle relazioni, nel riconoscimento del lavoro svolto, nelle possibilità di crescita professionale e nel senso di appartenenza all’impresa. Per questo non può essere ridotto a un insieme di prestazioni di welfare, ma deve essere considerato parte della qualità complessiva dell’organizzazione e della sua sostenibilità nel tempo.

Come possono partecipare le imprese che non hanno ancora aderito?

Il questionario, come dicevo, resterà disponibile fino al 30 settembre 2026 all’indirizzo: https://benesserelavori.conapinazionale.it/

Invito le micro e piccole imprese a dedicare qualche minuto alla compilazione. Partecipare significa portare all’interno della ricerca la propria esperienza e contribuire a far emergere pratiche, bisogni e difficoltà che meritano di essere conosciuti. Anche una singola testimonianza può offrire elementi preziosi per comprendere meglio le condizioni nelle quali il lavoro prende forma quotidianamente.

Quando saranno presentati i risultati?

I primi risultati, elaborati in forma aggregata sulla base delle risposte raccolte sinora e di quelle che perverranno entro il 30 settembre, saranno presentati in esclusiva al Wellbeing Happiness Forum del 21 e 22 ottobre 2026.

Tengo però a precisare che si tratterà di una prima restituzione, non della conclusione della ricerca. L’interesse ricevuto, per il quale siamo particolarmente grati, ci incoraggia a proseguire il lavoro. Sono già in corso interlocuzioni per definire nuove partnership nazionali, che potranno estendere la rilevazione e arricchire progressivamente il patrimonio di conoscenze acquisito.

Qual è, in fondo, il significato di questo lavoro? Studiare il benessere nelle imprese significa interrogarsi sul modello di sviluppo che intendiamo costruire e sul posto che vogliamo riconoscere alla persona. La qualità del lavoro non può essere separata dalla dignità, dalle relazioni e dalla possibilità di partecipare consapevolmente alla vita di una impresa. È questa la prospettiva che orienta l’attività del nostro Centro Studi e la ragione per cui ogni esperienza condivisa merita di essere ascoltata, compresa e valorizzata

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