SICUREZZA SUL LAVORO: LA RICERCA ENTRA NELLE MICRO E PICCOLE IMPRESE



CONAPI Nazionale, attraverso il Centro Studi e Ricerche, ed E.LAV. avviano con la Fondazione
Gruppo Lupi ETS una partnership strategica

                                 Roma, 21 settembre 2026

Firmati oggi a Roma, presso la sede nazionale della CONAPI Nazionale, due protocolli d’intesa complementari. Il primo, sottoscritto da CONAPI Nazionale, attraverso l’operatività del proprio Centro Studi e Ricerche, e dalla Fondazione Gruppo Lupi ETS, sarà dedicato allo studio della salute, della sicurezza, delle buone pratiche e del benessere nei luoghi di lavoro, mediante attività di ricerca, informazione, formazione e proposte rivolte alle istituzioni. Il secondo, firmato dall’Ente Bilaterale dei Lavoratori E.LAV. e dalla Fondazione Gruppo Lupi ETS, consentirà di finanziare e cofinanziare iniziative concrete in favore delle aziende aderenti e delle persone che vi lavorano.

Nel primo semestre del 2026 l’INAIL ha rilevato 213.985 denunce di infortunio in occasione di lavoro, il 4,7% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Le denunce con esito mortale sono state 342, in calo del 4,2% rispetto alle 357 del primo semestre dell’anno precedente. A queste si aggiungono 49.166 denunce di infortunio in itinere, ossia nel tragitto tra casa e lavoro, delle quali 128 con esito mortale. A questo quadro va affiancato il monitoraggio dell’Osservatorio indipendente di Bologna, curato da Carlo Soricelli, che adotta un perimetro più ampio rispetto alle rilevazioni INAIL e include anche lavoratori non assicurati o impiegati irregolarmente. Al 16 settembre 2026 l’Osservatorio ha censito 1.002 vittime complessive connesse al lavoro, di cui 805 nei luoghi di lavoro e 197 in itinere.

Dietro questi dati vi sono persone, famiglie, imprese e comunità che affrontano conseguenze spesso irreversibili. Nel nostro Paese quasi tre famiglie al giorno ricevono una notizia capace di cambiare per sempre la loro esistenza, quella di una persona cara che non tornerà più a casa. È una realtà che, nonostante il progresso sociale e tecnologico, non può essere considerata inevitabile né accettabile.

Le statistiche consentono di misurare la frequenza degli eventi, ma non sempre riescono a restituirne le cause più profonde, né a colmare la distanza tra ciò che sappiamo e ciò che riusciamo concretamente a prevenire. Proprio in questo spazio la ricerca può svolgere una funzione essenziale, accompagnando informazione e formazione e, soprattutto, contribuendo ad affermare una cultura del lavoro che riconosca nella persona la sua centralità.

Il lavoro non è soltanto un fattore produttivo, ma il luogo attraverso il quale ciascuno mette a frutto le proprie competenze, costruisce la propria autonomia e contribuisce allo sviluppo economico, sociale e culturale del Paese. Garantire condizioni adeguate di tutela significa pertanto rispettare la dignità di chi lavora. Da questa consapevolezza prendono avvio i due protocolli firmati oggi, rivolti in particolare alle micro e piccole imprese, nelle quali l’accesso a competenze specialistiche, strumenti e risorse organizzative talvolta può risultare più complesso.

La Confederazione Nazionale Artigiani e Piccoli Imprenditori (CONAPI Nazionale), che questo anno festeggia il proprio ventesimo anniversario, nasce nel 2006 come Associazione Italiana Panettieri, Pasticcieri e Affini (API), è oggi un sindacato datoriale rappresentativo di artigiani, micro, piccoli e medi imprenditori, presente sull’intero territorio nazionale con 80 sedi in 71 province e circa 10.000 realtà produttive rappresentate. Da sempre impegnata nella tutela del lavoro e nella diffusione della cultura della prevenzione, dal 2024 si avvale di un proprio Centro Studi e Ricerche, che svolge attività di analisi e approfondimento dei fenomeni economico-sociali e promuove iniziative di carattere scientifico, informativo e formativo.

La Fondazione Gruppo Lupi ETS è un Ente del Terzo Settore che opera per promuovere la sicurezza sul lavoro e l’inclusione sociale mediante progetti concreti, destinati a lavoratori, giovani, bambini, famiglie, enti pubblici e soggetti privati. L’obiettivo è formare, sensibilizzare, creare reti e diffondere buone pratiche capaci di contribuire alla riduzione degli incidenti.

Il primo protocollo d’intesa, sottoscritto tra CONAPI Nazionale, anche attraverso l’operato del proprio Centro Studi e Ricerche, e la Fondazione Gruppo Lupi ETS, nasce per comprendere con maggiore sensibilità ciò che accade nei luoghi di lavoro prima, durante e dopo un evento lesivo. L’attività di ricerca prenderà in esame gli incidenti, gli eventi mancati, i cosiddetti near miss, e i fattori di rischio, compresi quelli legati all’organizzazione del lavoro, alle relazioni professionali e al benessere psicologico delle persone.

Attraverso rilevazioni quantitative e qualitative, survey, paper, report e pubblicazioni, le Parti intendono offrire un contributo concreto al dibattito pubblico e scientifico, mettendo a disposizione delle imprese e delle istituzioni conoscenze utili per leggere i problemi, individuare i rischi e orientare decisioni più consapevoli. L’attività comune sarà inoltre finalizzata alla predisposizione di proposte di policy e di possibili interventi normativi da presentare nelle sedi istituzionali competenti.

Accanto alla ricerca saranno promossi incontri, seminari e percorsi formativi specifici, compresi quelli sul soccorso industriale sviluppati dalla Fondazione Gruppo Lupi ETS. Saranno inoltre valorizzati la Palestra della Sicurezza della Fondazione, le piattaforme Unabit e Unabit-live di CONAPI FORMAZIONE e la rete territoriale di prossimità della Confederazione, presente su tutto il territorio italiano.

Il secondo protocollo, firmato dall’Ente Bilaterale dei Lavoratori E.LAV., di cui CONAPI Nazionale è socio datoriale, e dalla Fondazione Gruppo Lupi ETS, ha invece una funzione operativa. E.LAV., organismo bilaterale di natura paritetica, persegue tra le proprie finalità, ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera h), del D.Lgs. n. 276/2003, proprio lo sviluppo di azioni inerenti alla salute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro. In attuazione dell’accordo, l’Ente Bilaterale potrà finanziare o cofinanziare percorsi formativi e informativi, seminari, strumenti di prevenzione e altre buone pratiche destinate alle aziende aderenti e ai loro dipendenti. La collaborazione con la Fondazione Gruppo Lupi ETS consentirà di rendere tali interventi più vicini alle esigenze quotidiane delle realtà produttive, sostenendo in modo concreto la diffusione della cultura della sicurezza sul territorio.

I due accordi, pur avendo funzioni diverse, rispondono a una medesima responsabilità: conoscere meglio i rischi, accompagnare le realtà produttive e sostenere chi lavora per fare in modo che la tutela della salute non resti un principio astratto, ma diventi una pratica quotidiana.

Dichiarazione del Presidente della CONAPI Nazionale ed E.LAV., dott. Basilio Minichiello

«Ho trascorso molti anni accanto ad artigiani e piccoli imprenditori e so bene che dietro ogni attività non vi sono soltanto bilanci, macchinari, ponteggi o scadenze, ma famiglie, sacrifici, progetti e persone che affidano al lavoro una parte importante della propria vita e del proprio futuro. Quando avviene un incidente non subisce un danno soltanto l’azienda. Ne vengono colpiti gli affetti, l’equilibrio di una famiglia e il tessuto stesso della comunità. Per questa ragione non possiamo considerare la prevenzione come un semplice adempimento amministrativo o come una spesa da rinviare.

In questi anni CONAPI Nazionale ha accompagnato le imprese mediante la contrattazione collettiva, l’informazione, la formazione e l’assistenza, anche oltre quanto strettamente previsto dalla normativa, nella consapevolezza che le realtà più piccole incontrano spesso maggiori difficoltà nell’affrontare da sole questioni organizzative, tecniche e formative così rilevanti.

La collaborazione con la Fondazione Gruppo Lupi ETS prende forma anche grazie al lavoro e alla sensibilità del Direttore Scientifico del nostro Centro Studi e Ricerche, che ha colto l’esigenza di costruire una risposta più completa. Attraverso il Centro Studi vogliamo infatti approfondire ciò che accade nei luoghi di lavoro, analizzare incidenti, infortuni, eventi mancati e fattori di rischio, ascoltare i bisogni reali delle imprese e tradurre l’analisi in proposte da portare nelle sedi istituzionali. Con E.LAV. intendiamo invece offrire un sostegno ancora più prossimo alle imprese, finanziando e cofinanziando attività capaci di incidere nella vita quotidiana delle aziende e di chi vi lavora.

Sono particolarmente lieto di questo percorso comune che nasce oggi, perché unisce ricerca, competenze, presenza sui territori e attenzione ad imprese e persone, dimostrando che la tutela della vita e della salute non è un costo da rimandare, ma il primo investimento sul futuro del lavoro e delle nostre comunità. CONAPI Nazionale è impegnata su questo fronte da vent’anni e continuerà a esserlo con responsabilità e convinzione»

Dichiarazione del Presidente della Fondazione Gruppo Lupi, dott. Emanuele D’Arrigo

«Ringrazio sentitamente CONAPI Nazionale ed E.LAV., nei loro rispettivi rappresentanti, per aver dato spunto a questa nuova sinergia che consentirà al mondo delle imprese di usufruire di un ventaglio di opportunità più diffuso e organizzato, volto alla costruzione di un’autentica cultura della sicurezza e del benessere nei luoghi di lavoro.

Fondazione Gruppo Lupi, sin dalla sua nascita, si impegna quotidianamente nel sensibilizzare le istituzioni, i corpi intermedi, il privato sociale, il no profit e la cittadinanza nel suo complesso sul valore della vita e dell’individuo. Il nostro obiettivo è far considerare l’essere umano come l’elemento centrale e imprescindibile del lavoro in ogni settore, da tutelare nella salute in qualsiasi forma e a ogni costo.

Mi auguro che questo nuovo percorso di collaborazione con CONAPI Nazionale ed E.LAV., che parte oggi da qui, possa offrirci un nuovo orizzonte di pensiero e di prospettiva, contribuendo concretamente, attraverso le future azioni operative, a migliorare umanamente la galassia del lavoro e, in primis, a limitare con più forza l’esposizione dei lavoratori a possibili incidenti o malattie professionali».

L’INDAGINE NAZIONALE DEL CENTRO STUDI E RICERCHE PROSEGUE FINO AL 30 SETTEMBRE 2026

Il Centro Studi e Ricerche della CONAPI Nazionale ha deciso di prolungare fino al 30 settembre la prima fase dell’indagine sul benessere integrale dei lavoratori nelle micro e piccole imprese italiane. Ne parliamo con il direttore scientifico Antonio Zizza. Direttore, perché avete deciso di proseguire la rilevazione fino al 30 settembre? Sì. Vorrei anzitutto precisare […]

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INNOVAZIONE E INVESTIMENTI IN RICERCA E SVILUPPO NELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE


Per le piccole e medie imprese italiane investire in ricerca e sviluppo significa soprattutto una cosa: restare competitive in un mercato che cambia velocemente.

Non si tratta di grandi laboratori o di tecnologie riservate alle multinazionali, ma di scelte quotidiane che migliorano prodotti, processi e organizzazione interna. Innovare, per una PMI, vuol dire introdurre macchinari più efficienti, digitalizzare le attività amministrative, migliorare la qualità dei materiali, sviluppare nuovi servizi per i clienti o trovare soluzioni che riducono sprechi e costi. Sono interventi che richiedono risorse, ma che generano benefici immediati e duraturi, perché permettono all’impresa di lavorare meglio, più velocemente e con maggiore precisione.
Le Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione stanno diventando un alleato fondamentale. Molte PMI stanno adottando software gestionali più intuitivi, piattaforme digitali per vendite e assistenza, sistemi che monitorano la produzione in tempo reale e strumenti che permettono di controllare magazzino, ordini e consegne con maggiore accuratezza. Queste tecnologie non servono solo a “modernizzare” l’azienda, ma a renderla più agile, più trasparente e più capace di rispondere alle richieste dei clienti. Anche l’automazione e la robotica leggera stanno entrando nelle imprese di dimensioni ridotte: bracci robotici per operazioni ripetitive, sensori per controllare la qualità, dispositivi che riducono errori e aumentano la sicurezza. Sono soluzioni che non sostituiscono il lavoro umano, ma lo rendono più qualificato e meno faticoso. Un ruolo sempre più centrale lo sta assumendo l’intelligenza artificiale, che non è più un tema da grandi aziende. Le PMI la utilizzano per analizzare dati di vendita, prevedere la domanda, ottimizzare gli acquisti, programmare la manutenzione dei macchinari e migliorare la comunicazione con i clienti.

L’intelligenza artificiale permette di trasformare informazioni sparse in indicazioni utili: quali prodotti funzionano meglio, quali periodi dell’anno richiedono più scorte, quali clienti hanno bisogno di assistenza, quali attività interne richiedono più tempo. Non servono competenze specialistiche: servono strumenti semplici, già pronti, che aiutano l’impresa a prendere decisioni più rapide e più informate.
La ricerca e sviluppo nelle PMI non è solo tecnologia: è anche formazione. Aggiornare le competenze dei lavoratori, introdurre nuove figure professionali, migliorare la capacità di utilizzare strumenti digitali significa rendere l’azienda più solida e capace di affrontare cambiamenti futuri. Una PMI che investe nelle persone cresce più velocemente, riduce i problemi interni e aumenta la qualità del lavoro. La formazione continua permette di evitare il divario digitale, di migliorare la sicurezza sul lavoro e di rendere i processi più fluidi. In molti casi, la formazione è il primo passo dell’innovazione: prima si imparano nuovi strumenti, poi si cambia il modo di lavorare.
Innovare significa anche collaborare. Sempre più PMI partecipano a reti territoriali, distretti produttivi, consorzi e progetti condivisi con università e centri di ricerca. Queste collaborazioni permettono di accedere a competenze che l’impresa non possiede internamente, di condividere costi e di sperimentare soluzioni che da sole non potrebbero sviluppare. La collaborazione tra imprese dello stesso territorio crea un effetto moltiplicatore: si scambiano idee, si condividono problemi, si trovano soluzioni comuni. È un modo concreto per rafforzare la competitività locale e per far crescere l’intero sistema produttivo.
In un mercato dove la concorrenza è forte e i margini sono spesso ridotti, la ricerca e sviluppo diventa una leva strategica che permette alle piccole e medie imprese di innovare senza stravolgere la propria identità. È un percorso fatto di piccoli passi, ma ogni passo aumenta la competitività, rafforza la presenza sul territorio e contribuisce alla crescita dell’economia locale. Innovare non è un lusso: è una necessità che permette alle PMI di restare protagoniste, di creare valore e di costruire un futuro più stabile e più sostenibile. Le imprese che investono in ricerca, tecnologia e formazione dimostrano di avere una visione più ampia, una maggiore capacità di adattamento e una volontà concreta di crescere insieme ai propri lavoratori e al proprio territorio.

INDAGINE 2026 SUL BENESSERE INTEGRALE DEI LAVORATORI: UNA NUOVA FASE DELLA RICERCA DEL CENTRO STUDI CO.N.A.P.I. NAZIONALE


Benessere, lavoro e sostenibilità al centro della nuova fase della ricerca promossa dal Centro Studi e Ricerche della Co.N.A.P.I. Nazionale, con il coinvolgimento di EFI, E.LAV., CONFISI e Mentifricio ETS.

Il benessere dei lavoratori è sempre più riconosciuto come leva strategica per la competitività e la sostenibilità sociale delle micro, piccole e medie imprese italiane. In questo senso si inserisce il progetto di ricerca sul benessere integrale avviato dal Centro Studi e Ricerche della Co.N.A.P.I. Nazionale a luglio 2025, concepito fin dall’origine come percorso strutturato in più fasi, con uno sguardo attento alla persona che lavora, alla comunità aziendale e alle responsabilità sociali dell’impresa. Una prima raccolta ed elaborazione dei dati ha prodotto risultati parziali, già pubblicati sulla piattaforma del Centro Studi e presentati nel webinar “Imprese e benessere integrale” dello scorso 1° luglio, realizzato in collaborazione con E.LAV., CONFISI e Mentifricio ETS. Questo primo passo ha offerto una fotografia preliminare ma significativa di come il tema del benessere sia vissuto e interpretato nelle microPMI, mettendo in luce sia le buone pratiche sia le aree di criticità su cui lavorare in chiave di economia civile e di centralità della persona.

Oggi la ricerca, grazie anche al contributo di E.LAV., CONFISI e Mentifricio ETS, entra in una nuova fase con l’“Indagine 2026 sul benessere integrale dei lavoratori nelle MPMI italiane”, promossa da una importante partnership strategica proprio di questi giorni con Ecosistema Formazione Italia (EFI), di cui il Centro Studi e Ricerche della Co.N.A.P.I. Nazionale è particolarmente lieto. L’indagine, pienamente coerente con il progetto originario sul “Benessere integrale”, utilizza un questionario aggiornato e più ampio, rivolto a imprenditori, titolari, responsabili HR e dirigenti di microPMI, per esplorare dimensioni quali visione strategica del benessere, pratiche e investimenti, salute mentale e burnout, carichi familiari, leadership e clima organizzativo, innovazioni nei modelli di lavoro e ruolo della bilateralità. La somministrazione del questionario resterà aperta fino al 31 agosto 2026. Subito dopo, il Centro Studi Co.N.A.P.I. Nazionale procederà all’elaborazione quantitativa e qualitativa dei dati, con una presentazione esclusiva dei risultati che sarà annunciata nelle prossime settimane. In questo quadro, la survey di oggi rappresenta una tappa di un percorso più ampio: la partnership tra EFI e il Centro Studi e Ricerche della Co.N.A.P.I. Nazionale non riguarda soltanto la singola raccolta dati, ma l’intera architettura della ricerca sul benessere integrale, nel segno di una cultura d’impresa orientata alla dignità del lavoro e al benessere delle comunità produttive. Per approfondire il progetto e i contenuti della ricerca è disponibile la pagina dedicata sul sito del Centro Studi Co.N.A.P.I. Nazionale: pagina_progetto. Per partecipare all’indagine e compilare il questionario: questionario_2026.

FABBISOGNI AZIENDALI E FORMAZIONE: AL VIA LA RETE NAZIONALE DEI PARTNER PER LA RICERCA DEL CENTRO STUDI E RICERCHE CO.N.A.P.I. NAZIONALE


In un contesto economico e sociale attraversato da cambiamenti profondi, comprendere i reali fabbisogni delle imprese e il ruolo strategico della formazione non è più un esercizio teorico, ma una necessità concreta per garantire competitività, coesione e sviluppo.

La transizione digitale, l’impatto dell’intelligenza artificiale, il calo demografico e l’invecchiamento della forza lavoro stanno ridisegnando il mercato del lavoro con una rapidità senza precedenti. In questo scenario, il Centro Studi e Ricerche Co.N.A.P.I. Nazionale avvia un progetto di ricerca ambizioso e innovativo, volto a costruire una rete nazionale di partner e a raccogliere dati empirici capaci di orientare le politiche formative e le strategie delle imprese, con particolare attenzione alle micro-imprese e all’artigianato, cuore pulsante del sistema produttivo italiano. Per approfondire la visione, gli obiettivi e le prospettive di questa iniziativa, abbiamo intervistato il dott. Antonio Zizza, Direttore Scientifico del Centro Studi Co.N.A.P.I. Nazionale, che ci accompagna dentro il significato e il valore di un progetto pensato per riportare al centro la dignità del lavoro e la centralità della persona, offrendo strumenti concreti per governare il cambiamento.Direttore, in un mercato del lavoro segnato da trasformazioni demografiche e tecnologiche senza precedenti, quale valore assume oggi questo progetto di ricerca sui “Fabbisogni aziendali e formativi”?
Il valore di questa ricerca, come dichiarato anche in una precedente intervista su questo Magazine, risiede nella necessità di ancorare la visione del futuro a basi empiriche solide. Viviamo una fase di profonda trasformazione: da un lato affrontiamo i rischi strutturali come il calo demografico, le emigrazioni giovanili o l’invecchiamento della forza lavoro, dall’altro siamo immersi nella dinamicità delle transizioni digitale e ambientale. In questo scenario, il nostro progetto di ricerca – che invito a seguire passo dopo passo sui nostri siti e canali ufficiali, richiamandone anche il link di una piattaforma creata appositamente: https://www.conapinazionale.it/centrostudi/index.html– non è un semplice esercizio statistico, ma una vera e propria social and labour mission: vogliamo riportare al centro la dignità del lavoro e della persona, fornendo alle imprese e agli enti di formazione gli strumenti necessari a governare il cambiamento, invece che a subirlo. Quello che vogliamo provare in questo studio è che la formazione non è più un accessorio, ma la chiave della trasformazione e l’unica difesa contro l’obsolescenza delle competenze e l’elevazione della dignità umana nei luoghi di lavoro.

Il progetto di ricerca pone un accento particolare sulle micro-imprese e sull’artigianato. Perché questa scelta e quali sfide si incontrano?
Anzitutto per nostra natura. Siamo la confederazione che rappresenta artigiani e piccoli imprenditori. Poi, storicamente, mentre le medie e grandi imprese hanno strutture consolidate per la gestione del capitale umano, le micro-imprese e gli artigiani risultano spesso più restii a investire in formazione, per diverse ragioni, che vanno dalla carenza di tempo interno alla percezione della didattica come un costo immediato piuttosto che come un asset strategico. Tuttavia, oggi questa resistenza deve essere superata. Di fronte alla rivoluzione digitale e all’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa, anche la bottega o l’officina sono chiamata e investire in formazione continua e capitale umano. Il nostro progetto di ricerca nasce proprio per ascoltare queste realtà, che rappresentano il cuore pulsante del Paese, affinché i percorsi formativi non siano calati dall’alto ma rispondano ai fabbisogni reali, contrastando efficacemente il mismatch occupazionale.

A che punto si trova attualmente il progetto e quali sono i prossimi passi?
Siamo nella fase inaugurale, un momento importante dedicato all’adesione dei soggetti partner e alla costruzione di una rete di ricerca multidisciplinare. È il tempo del confronto istituzionale, in cui stiamo definendo l’impianto metodologico e raccogliendo le manifestazioni d’interesse. Questa fase preparatoria è propedeutica alla somministrazione del primo questionario strutturato, previsto per il mese di marzo 2026, che sarà rivolto specificamente agli operatori del settore formativo e della consulenza per mappare l’offerta attuale e le criticità riscontrate.

Il valore della formazione: la nuova sfida del Centro Studi e Ricerche della Co.N.A.P.I. Nazionale a sostegno dell’Impresa e della persona


Il mercato del lavoro contemporaneo vive oggi un paradosso sempre più evidente: nonostante la rapida evoluzione tecnologica e la disponibilità di percorsi formativi, le imprese italiane – e in particolare quel tessuto vitale per il nostro Paese, rappresentato soprattutto da artigiani, micro e piccoli imprenditori – faticano sempre di più a reperire personale qualificato. 

Questa difficoltà nel reperimento di competenze, il cosiddetto mismatch occupazionale, non è solo un ostacolo alla produttività, ma una vera emergenza sociale, oltre che produttiva ed economica, che rischia di frenare lo sviluppo economico del Paese e costringe, talvolta, le giovani generazioni ad emigrare.

In questo scenario, la formazione professionale non può più essere un processo standardizzato o basato su intuizioni parziali; deve invece trasformarsi in un ponte solido tra il mondo della formazione e le necessità reali delle officine, dei laboratori e dei centri di consulenza.

Al cuore di questa sfida c’è il capitale umano: nell’era dell’intelligenza artificiale e dell’automazione, è proprio la persona a dover restare l’artefice centrale del processo produttivo e soprattutto creativo. Un approccio etico-umano alla formazione significa vedere nell’artigianato e nel lavoro d’impresa strumenti per il bene comune, dove il lavoratore non è un semplice ingranaggio della produzione, ma il protagonista consapevole di un’economia che valorizza la qualità e la dignità del lavoro. Ecco perché, anche per formazione personale, piuttosto che di individuo preferisco sempre parlare di persona lavoratrice, una persona fatta di mani creative, ma anche e soprattutto di pensiero, di spirito, di creatività. Quest’ultima, infatti, è una caratteristica tipicamente umana.

In merito alle esigenze del mercato del lavoro, nella valorizzazione del capitale umano, come Centro Studi e Ricerche della Co.N.A.P.I. Nazionale abbiamo pubblicato la scorsa settimana un progetto di ricerca ambizioso, che rappresenta una novità significativa nel panorama nazionale. Non vogliamo limitarci a ripetere analisi già esistenti di altri istituti, ma intendiamo approfondire in modo specifico il ruolo delle micro e piccole imprese, che noi come Confederazione rappresentiamo e difendiamo con orgoglio. La novità di questo studio risiede in una metodologia strutturata che mira a raccogliere dati estremamente affidabili attraverso un dialogo incrociato tra chi forma e chi produce. 

Come è possibile approfondire nella pagina dedicata al progetto (https://www.conapinazionale.it/centrostudi/index.html), la ricerca si articola in varie fasi temporali, che abbiamo raggruppato in due macro aree strategiche: una prima indagine dedicata agli enti di formazione per mappare l’offerta attuale, mentre una seconda rivolta direttamente agli imprenditori per identificare le figure e le competenze più ricercate.

Teniamo moltissimo a questo studio perché crediamo che possa orientare il futuro delle politiche occupazionali in Italia, supportando le imprese che rappresentiamo e accompagnando gli enti di formazione nella coprogettazione di percorsi specifici. 

Attualmente siamo nella fase cruciale di individuazione e consolidamento dei partner: diversi enti formativi hanno già aderito con entusiasmo e siamo in dialogo con prestigiosi partner istituzionali e scientifici per dare al progetto la massima autorevolezza accademica. 

Il coinvolgimento dei partner è, come abbiamo scritto anche nei vari abstract e sul sito ufficiale, vitale perché solo attraverso una rete coesa tra università, centri di ricerca, enti di formazione, responsabili aziendali e consulenti possiamo costruire quel dialogo stabile che serve a ridurre la distanza tra domanda e offerta di lavoro. 

L’ambizione del nostro progetto, che secondo le stime, dovrebbe esaurirsi entro l’anno solare, è molto chiara: non solo produrre un Rapporto Nazionale finale di valore scientifico, ma offrire strumenti operativi reali a chi ogni giorno fa impresa, mettendo a sistema la passione artigiana con le competenze del presente e con la consapevolezza di guardare al futuro.

Intervista al Direttore del Centro Studi e Ricerche Co.N.A.P.I. Nazionale, dott. Antonio Zizza


Direttore, il Centro Studi e Ricerche della Co.N.A.P.I. Nazionale ha appena lanciato un ambizioso progetto di ricerca sui fabbisogni aziendali e formativi.

Qual è il cuore di questa iniziativa e quale sfida volete vincere?
Il cuore del progetto — che invito tutti a scoprire sul nostro sito ufficiale www.conapinazionale.it e sulla pagina dedicata https://www.conapinazionale.it/centrostudi/index.html — è affrontare con dati certi il problema del mismatch occupazionale, che oggi è una vera emergenza. Il paradosso è sotto gli occhi di tutti: molte imprese faticano a trovare personale qualificato, nonostante l’offerta formativa sia ampia. Questo vale per gli artigiani e le piccole imprese, ma anche per le realtà di medie e grandi dimensioni. 
Il nostro obiettivo, come spiegato nel progetto, è ridurre questa distanza, creando una base di dati solida per orientare la formazione verso ciò che serve davvero al mercato del lavoro.

Come avete organizzato la ricerca per far sì che i risultati siano concreti e utili?
Abbiamo scelto una strada chiara, divisa in due momenti principali. Nella Fase 1 interpelliamo gli enti di formazione e i consulenti per capire cosa insegnano oggi e quali ostacoli incontrano. Questi dati ci serviranno per costruire la Fase 2, dove andremo direttamente dalle imprese per chiedere quali figure cercano e di quali competenze hanno bisogno. Incrociando queste due visioni, otterremo un Rapporto Nazionale finale con indicazioni pratiche accessibile a tutti: aziende, enti di formazione, scuole e istituzioni.

A che punto siete oggi e perché è importante per un ente o un’università diventare partner proprio ora?
Siamo nella fase decisiva del coinvolgimento dei partner. Abbiamo già a bordo diversi enti formativi e stiamo dialogando con importanti centri scientifici come Università e Fondazioni. In questo momento, cerchiamo soggetti che vogliano essere protagonisti del cambiamento. Diventare partner è un’opportunità strategica a costo zero: permette di contribuire a una ricerca scientifica d’avanguardia, accedere a dati esclusivi e qualificare la propria offerta formativa rendendola finalmente coerente con le richieste delle imprese.

Per quanto riguarda le imprese e gli artigiani, quando arriverà il loro turno?
Loro sono i destinatari finali del nostro lavoro. La novità di questo studio è che coinvolgeremo gli imprenditori tra giugno e luglio 2026, ma solo dopo aver analizzato i dati degli enti di formazione. Questo metodo, che vorrei definire “a due tempi”, permette di fare domande più precise e ottenere risposte molto più affidabili. Vogliamo che ogni dato raccolto serva a costruire un dialogo reale tra chi studia e chi produce.

Per chi volesse unirsi a voi o saperne di più, dove può trovarvi?
Indubbiamente il nostro sito ufficiale www.conapinazionale.it che, per questo studio rimanda ad un hub che abbiamo costruito, con i nostri tecnici appositamente e raggiungibile al link: https://www.conapinazionale.it/centrostudi/index.htm, dove si trovano tutti i dettagli e i moduli per aderire come partner.
In alternativa, consultare il sito www.conapinazionale.it e seguirci sui nostri canali social per restare aggiornati. 
Questo studio – e chiudo – è un invito aperto a chi crede che la formazione sia la chiave per il futuro economico del Paese.

INTERVISTA SUL RAPPORTO ICT, DIGITALE E INFORMATICA. ESITI DELLA RICERCA SULLE IMPRESE IN ITALIA

Il Rapporto sul settore ICT curato dal Centro Studi Co.N.A.P.I. evidenzia la crescente centralità del digitale per tutte le imprese, anche artigiane. L’indagine ha coinvolto in prevalenza PMI e ha rilevato un comparto giovane, dinamico e in rapida evoluzione. Le imprese chiedono più personale specializzato e contratti collettivi più aggiornati e aderenti alla realtà del settore. Il documento completo è consultabile sul sito ufficiale della Confederazione.

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L’EXPORT DELL’INDUSTRIA AGROALIMENTARE DEL 2024 E’ IN CRESCITA. LO CONFERMA ANCHE UNA INDAGINE CONDOTTA DAL CENTRO STUDI E RICERCHE DI Co.N.A.P.I. NAZIONALE

I dati dei primi tre mesi del 2024 confermano l’andamento riscontrato nell’ultima parte del 2023 ed evidenziando come ci sia stato un aumento delle esportazioni rispetto all’anno 2023 a fronte di un calo delle importazioni. Tutto questo va a vantaggio dell’ agroalimentare che sta aumentando la produzione di prodotti di qualità tanto da risultare positiva nel primo trimestre. Il Centro Studi e Ricerche di Co.N.A.P.I.Nazionale , ha condotto un’indagine dalla quale emerge che le esportazioni di conserve di pomodoro crescono, in valore e quantità,di oltre il 10% rispetto al primo trimestre 2023 e questo anche grazie al reclutamento della manodopera straniera a cui le aziende hanno dato la possibilità di lavorare reperendo personale qualificato per particolari e specifiche mansioni, dopo una precedente formazione. In generale, tutti i principali prodotti di esportazione segnano aumenti del valore e dei volumi venduti all’estero, che vanno dai formaggi ai dolci, dal vino ai salumi, mettendo in risalto il nostro Paese che continua a conquistare i palati di tutto il mondo. Se sarà confermato infatti il trend dei primi sette mesi dell’anno, l’export di settore raggiungerà a fine 2024 un nuovo record assoluto.

Dunque possiamo dire che l’export dell’industria alimentare, dopo un 2023 in cui ha raggiunto un quota di introiti economici molto elevata, ha raddoppiato in dieci anni il suo valore e ciò conferma quindi una spinta vigorosa per l’intera economia nazionale, con una crescita che a fine 2024, sempre secondo l’indagine condotta dal Centro Studi e Ricerche di Co.N.A.P.I. Nazionale, può raggiungere i 57 miliardi dell’industria alimentare , con una quota aggiuntiva di 4,8 miliardi.
Un risultato straordinario in un contesto internazionale debole, in cui il commercio esprime un modesto +1,6% sull’anno precedente.
Se le stime dell’industria alimentare saranno confermate, ci si sta  avvicinando ad un traguardo mai raggiunto prima. Guardando gennaio-luglio 2024, emerge che fra i prodotti più ricercati all’estero, risultano quelli appartenenti all’enologico, al dolciario, al lattiero caseario, all’oleario, al pastaio, alla trasformazione degli ortaggi.  Mangiare italiano è sinonimo di qualità, raffinatezza, gusto e queste sono doti che mettono d’accordo i Paesi più importanti del mondo. Tra i mercati che amano in modo speciale i nostri prodotti, svettano gli Stati Uniti. In ogni caso primeggia ancora comunque Germania con alcuni prodotti agroalimentari.Le esportazioni di settore 2024 si consolidano anche nei paesi come la Spagna,il Regno Unito e la Francia. L’indagine vuole mettere in evidenza come l’industria agroalimentare stia avendo successi grazie alla qualità dei prodotti che salvaguardano i valori di immagine di un patrimonio inestimabile di cultura, qualità e bontà del Made in Italy.