La gestione del tempo è una delle soft skills più richieste a livello aziendale e si può insegnare e potenziare
Tutti conosciamo la frase “il tempo è denaro”. D’altronde si tratta di un proverbio molto diffuso che sintetizza un concetto chiave: il tempo ha un valore economico, perché ogni minuto sprecato rappresenta un’opportunità mancata di produrre, guadagnare o creare valore. L’origine di questa espressione, spesso abusata ma sostanzialmente vera, è attribuita a Benjamin Franklin, che nel 1748 scrisse nel suo saggio Advice to a Young Tradesman “Remember that time is money”: l’esatta traduzione in inglese del nostro amato motto.
Ma non perdiamoci in chiacchiere e proverbi. Questa frase vuole solo introdurre un concetto chiave per la formazione aziendale focalizzata sulle soft skills e in particolare su una di esse: la gestione del tempo.
Tra le competenze trasversali più richieste la gestione del tempo, intesa come capacità di organizzare le proprie attività e rispettare le scadenze per aumentare la produttività e ridurre lo stress, occupa infatti un posto di rilievo nell’economia aziendale.
La formazione quindi, basata sulle soft skills e con corsi specifici dedicati all’organizzazione e alla gestione del tempo, assume un ruolo centrale. Questo perché, oltre a essere una caratteristica indivisuale molto richiesta, è anche una competenza che impatta pesantemente sulla performance collettiva.
Ma quali sono gli obiettivi di questo tipo di training?
Sicuramente l’acquisizione di maggiore dimestichezza con la “prioritizzazione”, abilità che si traduce nell’imparare a distinguere tra attività urgenti e importanti. C’è poi senz’altro anche la capacità di pianificazione efficace che consiste nell’utilizzare strumenti e metodologie come il time blocking o la matrice di Eisenhower.
Tutte caratteristiche che permettono di ottenere effetti benefici conclamati come una decisa riduzione dello stress (un’organizzazione chiara delle attività diminuisce ansia e burnout) e una collaborazione decisamente più fluida: team che gestiscono bene il tempo evitano, infatti, rallentamenti e conflitti.

Come agire?
Ma passiamo alla parte pratica. Un corso ben strutturato sulla gestione del tempo deve combinare teoria, pratica e momenti di riflessione personale.
Innanzitutto è necessario fissare un obiettivo, che consenta ai partecipanti di comprendere appieno il proprio rapporto con il tempo, e poi strutturare una serie di attività, come questionari di autovalutazione (quanto tempo viene sprecato, quali sono i principali “ladri di tempo”) e discussioni guidate su percezione del tempo e abitudini quotidiane.
Potremmo andare nel dettaglio, citando la “Matrice di Eisenhower”, il time blocking, il “Metodo Pomodoro” e il GTD, ma rimandiamo l’approfondimento a un prossimo articolo, oltre che ai corsi che stiamo elaborando per le imprese.
Per ora basti sapere che nozioni teoriche insieme a simulazioni di gestione di una giornata lavorativa con imprevisti, role play su riunioni e gestione delle priorità e laboratori di pianificazione settimanale sono alcune della attività che, in azienda, possono davvero fare la differenza.
Un percorso di formazione che funzioni davvero, infatti, deve avere necessariamente una metodologia di blended learning e quindi combinare lezioni in aula (o webinar) con esercitazioni pratiche e materiali online.
Un corso di gestione del tempo ben progettato non si limita a insegnare tecniche, ma accompagna i partecipanti in un percorso di consapevolezza, sperimentazione e cambiamento. Strutturare il programma in moduli progressivi – dalla diagnosi iniziale alla riflessione finale – permette di trasformare la formazione in un vero investimento sul capitale umano, con benefici che si riflettono non solo sulla produttività, ma anche sul clima aziendale e sul benessere delle persone.

