Settore in crescita, giovani protagonisti, urgente rinnovo dei contratti collettivi.
Il settore ICT, comprendente digitale, informatica e innovazione tecnologica, rappresenta oggi una leva strategica trasversale per lo sviluppo delle imprese italiane. Lo conferma il Rapporto 2025 elaborato dalla Confederazione Co.N.A.P.I., frutto di una ricerca strutturata che ha coinvolto aziende di varie dimensioni, operanti prevalentemente nello sviluppo software, nei servizi cloud e nella consulenza informatica. Il rapporto sta avendo un notevole successo soprattutto la ricerca condotta dal Centro Studi e Ricerca della Confederazione Co.N.A.P.I., che con il Rapporto ICT 2025 offre una fotografia attuale e strategica del settore digitale italiano. Il documento, redatto dal direttore del Centro Studi e Ricerche di Co.N.A.P.I Antonio Zizza, evidenzia un incremento del 4% delle imprese operanti nel comparto nel primo semestre dell’anno, segnalando una domanda crescente di competenze altamente specializzate, anche tra le imprese artigiane e tradizionali. Uno degli aspetti più significativi emersi riguarda il profilo generazionale: l’età media degli imprenditori è intorno ai 40 anni e quasi il 40% dei dipendenti ha meno di 35 anni, indicando una forte presenza giovanile nel settore. Tuttavia, le imprese faticano a reperire figure professionali adeguatamente formate, tra cui programmatori, sviluppatori Java, ingegneri informatici ed esperti in cybersecurity.

Per far fronte a tale esigenza, molte aziende hanno avviato percorsi formativi interni attraverso Academy dedicate all’inserimento rapido delle risorse. Il Rapporto sottolinea inoltre la necessità di aggiornare la contrattazione collettiva nazionale, troppo spesso fondata su modelli obsoleti e settoriali, come quelli del metalmeccanico o del commercio, che non rispecchiano la varietà e la complessità delle mansioni del comparto ICT. Diverse aziende segnalano nomenclature contrattuali poco chiare o non aggiornate, che non rappresentano fedelmente il lavoro svolto. Da qui nasce la proposta di avviare un dialogo tra le Parti Sociali per definire un contratto collettivo specifico, coerente con le esigenze del settore, capace di valorizzare le competenze, promuovere la formazione continua e coniugare innovazione, sostenibilità e centralità della persona. Il Rapporto completo è consultabile liberamente nell’Area Centro Studi del sito ufficiale della Confederazione Co.N.A.P.I.
Il settore ICT, comprendente digitale, informatica e innovazione tecnologica, rappresenta oggi una leva strategica trasversale per lo sviluppo delle imprese italiane. Lo conferma il Rapporto 2025 elaborato dalla Confederazione Co.N.A.P.I., frutto di una ricerca strutturata che ha coinvolto aziende di varie dimensioni, operanti prevalentemente nello sviluppo software, nei servizi cloud e nella consulenza informatica.

Il documento evidenzia un incremento del 4% delle imprese operanti nel comparto nel primo semestre dell’anno, segnalando una domanda crescente di competenze altamente specializzate, anche tra le imprese artigiane e tradizionali. Uno degli aspetti più significativi emersi riguarda il profilo generazionale: l’età media degli imprenditori è intorno ai 40 anni e quasi il 40% dei dipendenti ha meno di 35 anni, indicando una forte presenza giovanile nel settore. Tuttavia, le imprese faticano a reperire figure professionali adeguatamente formate, tra cui programmatori, sviluppatori Java, ingegneri informatici ed esperti in cybersecurity. Per far fronte a tale esigenza, molte aziende hanno avviato percorsi formativi interni attraverso Academy dedicate all’inserimento rapido delle risorse. Il Rapporto sottolinea inoltre la necessità di aggiornare la contrattazione collettiva nazionale, troppo spesso fondata su modelli obsoleti e settoriali, come quelli del metalmeccanico o del commercio, che non rispecchiano la varietà e la complessità delle mansioni del comparto ICT. Diverse aziende segnalano nomenclature contrattuali poco chiare o non aggiornate, che non rappresentano fedelmente il lavoro svolto. Da qui nasce la proposta di avviare un dialogo tra le Parti Sociali per definire un contratto collettivo specifico, coerente con le esigenze del settore, capace di valorizzare le competenze, promuovere la formazione continua e coniugare innovazione, sostenibilità e centralità della persona. Il Rapporto completo è consultabile liberamente nell’Area Centro Studi del sito ufficiale della Confederazione Co.N.A.P.I.





