NUOVE TUTELE PER I LAVORATORI AFFETTI DA MALATTIE ONCOLOGICHE E INVALIDANTI: UN PASSO DECISIVO VERSO L’EQUITÀ


Tutela per lavoratori fragili: congedo, permessi, smart working. Serve più supporto.

Il Senato ha approvato definitivamente il disegno di legge n. 1430 l’8 luglio 2025, introducendo un insieme di misure a tutela dei lavoratori italiani affetti da malattie oncologiche, croniche e invalidanti con un grado di invalidità pari o superiore al 74 per cento. La nuova normativa riconosce l’importanza della continuità lavorativa e del diritto alla cura, proponendo strumenti concreti per affrontare con maggiore serenità i momenti critici della malattia. Tra le disposizioni più rilevanti, il diritto a un congedo non retribuito fino a 24 mesi durante il quale il lavoratore conserva il posto, con il divieto di svolgere altre attività lavorative. L’assenza, pur priva di supporto economico, garantisce una protezione essenziale e salvaguarda il legame occupazionale in una fase delicata del percorso terapeutico. Accanto a questo, vengono riconosciute 10 ore annue di permessi retribuiti per effettuare visite mediche, esami e trattamenti, estese anche ai genitori di minori affetti da gravi patologie.

A chi rientra al lavoro dopo il congedo, viene riservata una priorità nell’accesso allo smart working, qualora le mansioni lo consentano. Anche per i lavoratori autonomi è prevista la possibilità di sospendere l’attività fino a 300 giorni all’anno, in conformità con la legge 81/2017, previa certificazione medica da parte del Servizio Sanitario Nazionale e registrazione digitale tramite Tessera Sanitaria e Fascicolo Sanitario Elettronico. Le associazioni dei pazienti, pur accogliendo con favore il disegno di legge, ne segnalano alcune criticità: in particolare l’assenza di retribuzione nel periodo di congedo, la quantità ridotta dei permessi concessi e la carenza di misure volte a promuovere una piena inclusione lavorativa per le persone con disabilità. Nonostante questi limiti, il provvedimento rappresenta un passo significativo verso una maggiore giustizia sociale, una normativa più sensibile e consapevole dei bisogni di chi affronta ogni giorno la fragilità della condizione di malattia.

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