E.LAV. E LA BILATERALITÀ DI PROSSIMITÀ. LA RETE CHE RENDE LA BILATERALITÀ VICINA, ACCESSIBILE E UTILE NELLA VITA QUOTIDIANA DEL LAVORO


La bilateralità, nel nostro ordinamento, non è un formalismo previsto dalla contrattazione collettiva perché richiesto dalle Parti sociali. È, al contrario, un modo concreto di prendersi cura del lavoro umano: un luogo in cui imprese e lavoratori mettono in comune responsabilità, risorse e visione, per costruire tutele e servizi.

Un ente bilaterale nasce proprio da questa scelta. Non è un soggetto neutro che amministra risorse economiche, ma la casa organizzata di un patto bilaterale nella capacità di trasformare ciò che il contratto collettivo prevede come onere economico in welfare, formazione, sicurezza, benessere, sostegno alla persona e alla vita quotidiana dell’impresa. Dentro questa logica si colloca l’Ente Bilaterale dei Lavoratori E.LAV., che sceglie di interpretare la bilateralità non come adempimento, ma come relazione reale tra chi produce lavoro e chi lo realizza ogni giorno. E.LAV. è pensato come partner. C’è una struttura nazionale che garantisce regole chiare e servizi centrali, con l’obiettivo di gestire correttamente i rapporti di lavoro. E c’è poi una rete di coordinamenti territoriali e di Sportelli del Lavoro che porta tutto questo vicino alle persone: luoghi fisici, volti, relazioni, qualcuno che ascolta e accompagna, che aiuta il consulente del lavoro a dare risposte pratiche a imprese e lavoratori anche nei passaggi più delicati. Il criterio di prossimità è, in questo senso, il cuore del progetto di E.LAV. Prossimità significa esserci quando un’impresa si interroga su come organizzare sicurezza e formazione, ma anche quando un lavoratore ha bisogno di una tutela sanitaria, di un orientamento, di un sostegno in un momento di difficoltà.

Vuol dire che le risorse previste dalla contrattazione collettiva non restano una voce di costo, ma rientrano nel sistema della bilateralità come servizi di welfare territoriale, percorsi di benessere nei luoghi di lavoro, strumenti di conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, con un’attenzione particolare ai giovani, alle donne e alle situazioni più fragili. Per l’impresa, aderire a un ente bilaterale significa smettere di vivere la bilateralità come un peso inevitabile e iniziare a usarla come leva di qualità: più ordine gestionale, più cura delle persone, più credibilità verso clienti e comunità. Per il lavoratore, significa sapere che dietro il proprio contratto c’è una rete che lavora affinché benessere, welfare, salute, competenze e tutele diventino opportunità reali e facilmente accessibili. Per il consulente del lavoro e per lo studio professionale, un ente bilaterale come E.LAV. è un alleato quotidiano: consente di affiancare agli adempimenti servizi di valore, aprire Sportelli sul territorio, co‑progettare soluzioni con le aziende assistite e contribuire alla crescita del territorio. In questa prospettiva gli enti bilaterali rappresentano una scelta di campo a favore di una bilateralità concreta e vicina, capace di tenere insieme dignità del lavoro, competitività dell’impresa e sviluppo dei territori.

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