AL VIA LE AGEVOLAZIONI PER I GIOVANI IMPRENDITORI AGRICOLI


TRA QUESTE PREVISTE MISURE PER LA FORMAZIONE L´AGEVOLAZIONE FISCALE

Si parla di agevolazioni per i giovani imprenditori agricoli già da qualche giorno e vediamo, entrando nel vivo dell’argomento, quali sono le importanti novità ed agevolazioni.

Come ormai è noto, le novità arrivano dal Disegno di Legge che è stato approvato il 28 febbraio 2024 in Parlamento e di cui si aspetta la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Sostanzialmente il disegno di legge si compone di tredici articoli, che sono divisi in cinque Capi. Al suo interno sono contenute una serie di misure il cui scopo è quello di incentivare la permanenza dei giovani nel settore agricolo.

Innanzitutto il disegno di legge definisce la figura del giovane imprenditore agricolo il quale deve avere determinati requisiti oggettivi e soggettivi per poter rientrare in questa categoria. I contribuenti si possono definire: impresa giovanile agricola. Vengono considerati come tali le imprese e gli imprenditori che esercitano esclusivamente l’attività agricola.

Per definirsi tali deve ricorrere una delle seguenti condizioni: il titolare deve essere un imprenditore agricolo con un’età compresa tra i 18 ed 41 anni, nel caso di una società di persone o di una cooperativa almeno la metà dei soci deve essere costituita da imprenditori agricoli sempre con un’età compresa tra i 18 ed i 41 anni per le società di capitali, almeno la metà del capitale deve essere sottoscritta da imprenditori agricoli con un’età compresa tra i 18 ed i 41 anni.

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È stato istituito un apposito fondo per favorire il primo insediamento dei giovani in agricoltura. La dotazione prevista risulta essere pari a 15 milioni di euro a partire dall’anno in corso: lo scopo di questi fondi è il finanziamento di programmi ben precisi.

L’obiettivo di queste iniziative deve essere, appunto, quella di favorire il primo insediamento dei giovani nel settore agricolo, nel pieno rispetto della normativa in materia di aiuti di Stato. Il Fondo potrà finanziare i seguenti interventi:

  • L’Acquisto dei terreni e delle strutture che si rendono necessarie per avviare un’attività imprenditoriale agricola;
  • L’acquisto dei vari beni strumentali.

Dovrà essere data la priorità a quelli destinati ad accrescere l’efficienza dell’azienda ed introdurre delle innovazioni dei prodotti, delle pratiche di coltivazione e di manutenzione naturale dei terreni. Ma anche al processo di coltivazione dei prodotti utilizzando delle tecniche di precisione; l’ampliamento dell’unità minima produttiva; l’acquisizione di complessi aziendali che risultino essere già operativi.

Agevolazioni anche per la formazione per il giovane imprenditore agricolo il quale ha la possibilità di optare per un regime fiscale agevolato. Perché il regime fiscale agevolato possa essere riconosciuto è necessario che quanti beneficiano della misura non abbiano esercitato l’attività d’impresa agricola nel corso dei tre anni precedenti.

Devono, inoltre, aver assolto agli obblighi previdenziali, assistenziale ed amministrativi che sono previsti dalla legge.

L’agevolazione non deve aver avuto ad oggetto il trasferimento di aziende preesistenti ai giovani imprenditori agricoli o a enti neo costituiti rispetto da precedenti imprese giovanili agricole.

SVILUPPO AGRICOLO

VIA LIBERA DEL SENATO ALL’IMPRENDITORIA GIOVANILE; ISTITUITO UN FONDO SPECIALE PER IL PRIMO INSEDIAMENTO GIOVANILE NEL SETTORE AGRICOLO. COSTITUITO L´OSSERVATORIO NAZIONALE

Il Senato ha approvato una serie di misure a favore dell’imprenditoria giovanile nel settore agricolo. Tutte le disposizioni, per la promozione e lo sviluppo imprenditoriale, sono diventate operative per dare un aiuto concreto a coloro che vorranno fare impresa in uno dei settori più importanti nel panorama economico nazionale e allo stesso tempo tiene conto ed agevola il ricambio generazionale. La gamma degli interventi previsti è molto ampia a cominciare dall’istituzione di un fondo speciale per agevolare il primo insediamento giovanile nel settore agricolo con la dotazione di 15 milioni di euro annui a decorrere dal 2024 che dovranno essere impiegati per finanziare l’acquisto dei terreni e strutture unitamente a beni che serviranno a migliorare ed accrescere l’efficienza aziendale.

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L’obiettivo

è il rilancio del sistema produttivo agricolo per tutti quei giovani che vogliono avvicinarsi al settore dell’agricoltura volendo fare impresa, predisposizione che negli ultimi tempi sta aumentando notevolmente. Per impresa giovanile nel settore agricolo, si intendono tutte quelle aziende che esercitano esclusivamente attività agricola e che hanno particolari requisiti richiesti per legge come, ad esempio, un’età compresa tra i 18 e 41 anni. Tra le varie misure di agevolazioni, la legge prevede quella fiscale per il primo insediamento delle imprese giovanili che non abbiano esercitato nei tre anni precedenti altra attività agricola, il dimezzamento delle spese notarili in caso di compravendita di terreni agricoli e le loro pertinenze, un credito d´imposta per le spese sostenute per la partecipazione a corsi di formazione per l´80 per cento ,per un importo massimo di 2.500 con un corrispettivo totale non superiore di 200.000 euro. A tutto ciò, non mancano le agevolazioni fiscali per l’ampliamento delle superfici coltivate e l’erogazione di incentivi alle associazioni costituite da giovani imprenditori agricoli per la gestione di servizi di sostituzione nelle aziende associate. La nuova normativa, salutata favorevolmente e vista come un incentivo per uno sviluppo del settore agricolo, prevede la costituzione dell’Osservatorio nazionale per l’imprenditoria ed il lavoro giovanile nell’agricoltura presso il Ministero dell’agricoltura che avrà la funzione di monitorare tutte le attività attraverso la raccolta e l’elaborazione di dati, la stesura di normative, la consulenza ed il supporto nei riguardi degli enti pubblici.

Infine, ai comuni viene concessa la facoltà di riservare alle imprese giovanili agricole ed ai giovani imprenditori agricoli, un posto nei mercati per la vendita diretta di prodotti agricoli, fino al 50 per cento del loro numero complessivo dei posteggi.

MANIFESTAZIONI IN TUTTA EUROPA CON I TRATTORI

MOLTE LE RICHIESTE TRA CUI LA REVISIONE DELLE POLITICHE EUROPEE E LIMITAZIONI PER I “CIBI SINTETICI”

La protesta dei trattori, che blocca arterie in tutta Europa e che si sta protraendo da più giorni, ha come obiettivo proprio le istituzioni e le politiche comunitarie e in particolare l’agenda verde il cosiddetto Green Deal che riguarda il clima e la neutralita´climatica entro il 2050. Per raggiungere lo scopo l’Europa chiede agli agricoltori di eliminare i pesticidi dannosi (dovrebbero essere dimezzati entro il 2030), di aumentare la rotazione delle colture, di introdurre nuove tecnologie e di ridurre le emissioni e gli sprechi alimentari. Gli agricoltori chiedono sussidi più equi, soprattutto di rivedere i costi dei carburanti in Germania in particolare sono aumentate le tasse sul diesel agricolo, di snellire la burocrazia, di evitare l’introduzione sul mercato della carne sintetica prorogare l’ammissione sul mercato di carne sintetica, chiesto anche dall’Italia e di introdurre misure per regolare l’installazione di impianti fotovoltaici su terreni produttivi. Esiste anche il problema, dell’alterazione del mercato per l’entrata di prodotti a prezzi bassissimi provenienti dall’Ucraina.

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Questo sta accadendo perché l’Unione, nel giugno 2022, ha liberalizzato il commercio con il paese invaso dalla Russia, cercando di favorire l’ingresso dei prodotti ucraini, in particolare grano, per solidarietà e sostegno economico. Questo mentre la Politica Agricola Comune, si fa sempre più rigida nello stabilire regole per il rispetto dell’ambiente, gli agricoltori lamentano la “slealtà” della concorrenza extra-europea che non ha l’obbligo di rispettare certi canoni. Divisa l’opinione politica da una parte c’è chi solidarizza con la protesta dei trattori come il Governo italiano e chi invece prende le distanze. Per la premier “la politica europea” in materia di agricoltura “va cambiata”. Gli agricoltori italiani chiedono che i prodotti stranieri vengano venduti come italiani e soprattutto chiedono a voce alta una revisione della politica Ue definite deleterie.

Insomma una protesta che si e ‘allargata a macchia d’olio contro i costi diventati insostenibili per le aziende agricole a fronte di minimi guadagni e contro i cibi sintetici e le farine di insetti. Essi chiedono anche al governo di Giorgia Meloni di mantenere in vigore altre agevolazioni fiscali di cui per anni hanno potuto beneficiare. Con la legge di bilancio per il 2024 il governo non ha confermato l’esenzione per i redditi agricoli dall’IRPEF, l’imposta sul reddito delle persone fisiche, che era in vigore dal 2017: gli agricoltori dovrebbero quindi tornare a pagare l’aliquota ordinaria. Tuttavia secondo Battista, presidente di Copagri, è possibile che una proroga venga inserita nel decreto MILLE-PROROGHE, approvato dal governo a fine dicembre e ora in discussione alla Camera per la conversione in legge.