IL FARMACEUTICO CAMPANO TRAINA L’EXPORT MA LA GUERRA FRENA LE PROSPETTIVE


Farmaceutico in crescita, ma la guerra rallenta.

Oltre otto miliardi di euro di export nel 2025, pari al trentacinque per cento dell’intero valore delle esportazioni regionali, con una crescita che sfiora il dieci per cento rispetto al 2024 sono questi i dati che dovrebbero dare buoni segnali all’economia farmaceutica confermandosi il motore più dinamico dell’economia campana, un comparto che negli ultimi anni ha saputo consolidare capacità produttiva, innovazione tecnologica e presenza sui mercati internazionali. A sostenere questa traiettoria ci sono investimenti industriali di grande rilievo, come i più di cento milioni messi in campo da Novartis a Torre Annunziata, un intervento reso possibile anche dal quadro agevolativo della Zes unica e destinato a rafforzare ulteriormente la competitività del sito produttivo. I primi mesi del 2026 confermano un andamento positivo, con volumi e ordini che continuano a crescere nonostante un contesto globale sempre più complesso.
Proprio il contesto internazionale rappresenta oggi la principale incognita. Da settimane, infatti, l’evoluzione della guerra in Medio Oriente e la nuova emergenza energetica alimentano timori concreti di un rallentamento della filiera. L’aumento dei costi, la difficoltà di approvvigionamento delle materie prime, la pressione sulle rotte commerciali e l’instabilità dei mercati energetici rischiano di incidere sulla continuità produttiva.

Le aziende osservano con attenzione ogni segnale, consapevoli che eventuali interruzioni non avrebbero ripercussioni solo sui bilanci, ma soprattutto sulla capacità di garantire ai pazienti un accesso regolare ai farmaci.

In un settore strategico come quello farmaceutico, dove la puntualità delle forniture è parte integrante della tutela della salute pubblica, ogni ritardo o blocco della catena del valore può trasformarsi in un problema reale per migliaia di persone. Per questo motivo cresce la richiesta di un coordinamento più stretto tra imprese, istituzioni e sistema sanitario, capace di prevenire criticità e assicurare che la crescita registrata negli ultimi anni non venga compromessa da fattori esterni. La Campania ha dimostrato di poter competere ai massimi livelli in un comparto ad alta intensità tecnologica; ora la sfida è proteggere questa forza da un quadro geopolitico che cambia rapidamente e che impone scelte tempestive e lungimiranti.

VIVA LA PACE, ABBASSA LA GUERRA

Il testo condanna ogni forma di guerra come atto immorale e codardo, deciso da pochi e pagato dai più deboli. Sottolinea come la guerra distrugga vite innocenti per sete di potere e denaro. Invita a fermarsi e scegliere la pace come unica strada giusta e responsabile. “Viva la pace, abbassa la guerra” non è solo uno slogan, ma un dovere verso l’umanità.

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ZELENSKY-TRUMP: UN INCONTRO-SCONTRO CHE NON PORTA ALLA PACE

Il confronto tra Zelensky e Trump, che molti speravano potesse avvicinare alla fine della guerra in Ucraina, si è rivelato infruttuoso. Le divergenze tra le visioni dei due leader sono emerse chiaramente: Trump ha ribadito la necessità di una “soluzione rapida” senza fornire dettagli concreti, mentre Zelensky ha richiesto un sostegno continuo per resistere all’aggressione russa, avvertendo contro una pace sbilanciata. L’articolo sottolinea che la pace non può dipendere solo dagli interessi politici, ma richiede un vero sforzo di mediazione e la volontà di trovare un compromesso sostenibile. La speranza è riposta nelle persone di buona volontà che continuano a lottare per la pace.

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