LE AREE INTERNE NON SONO UN PESO, MA IL MOTORE DEL NOSTRO FUTURO


Per troppo tempo questi territori sono stati raccontati solo attraverso il prisma delle difficoltà, come luoghi da assistere più che da valorizzare. Eppure, proprio qui si trovano energie, competenze e potenzialità che possono diventare decisive per lo sviluppo del Paese. Ne parliamo con il dott. Antonio Zizza, Direttore scientifico del Centro Studi e Ricerche della Co.N.A.P.I. Nazionale, che da anni studia da vicino le dinamiche economiche e sociali dei territori “del cuore” d’Italia.
Antonio Zizza, Direttore scientifico del Centro Studi e Ricerche della Co.N.A.P.I. Nazionale, sull’importanza di investire nei territori “del cuore” d’Italia.

Spesso sentiamo parlare delle aree interne come di zone svantaggiate o “difficili”. Perché invece il Centro Studi e Ricerche della Co.N.A.P.I. sostiene che siano una soluzione e non un problema?
Perché è necessario cambiare prospettiva. Storicamente, centri come Montefusco, dove domenica scorsa come la Co.N.A.P.I. Nazionale abbiamo partecipato all’interessante convegno “1806-2026: Il Capoluogo da Montefusco ad Avellino – Prospettive future”, sono stati cuori pulsanti dell’economia. Oggi, investire in questi territori è una scelta imprenditoriale lungimirante: offrono costi operativi ridotti, una qualità della vita superiore e un capitale umano che attende solo le giuste condizioni per restare e produrre valore.

Qual è il vantaggio concreto per un imprenditore che sceglie di puntare su queste zone?
Oltre al risparmio su immobili e spazi, c’è un fattore umano enorme. I dati indicano che chi lavora in questi contesti sviluppa un legame più forte con l’azienda. Inoltre, il benessere territoriale diventa una leva per attirare talenti in fuga dal caos e dai costi insostenibili delle metropoli. Grazie al digitale e allo smart working, la distanza fisica non è più un ostacolo, ma un’opportunità per creare modelli di business più sostenibili, sani e radicati.

Sappiamo che sono molti i giovani che lasciano questi territori. Come si inverte la rotta?
Bisogna “fare sistema”. Le nostre università formano eccellenze che spesso esportiamo altrove, disperdendo un prezioso investimento pubblico. Dobbiamo creare un ponte solido tra scuole, atenei e imprese locali. Se un giovane intravede un progetto serio e una prospettiva di autonomia, sceglierà con più convinzione di restare. L’impresa che genera benessere nel proprio comune non fa solo etica, fa strategia: riduce il turnover, diventa più solida e ha un impatto sociale determinante per la tenuta della comunità.

Per costruire queste strategie servono però dati reali. Sappiamo che il Centro Studi e Ricerche della Co.N.A.P.I. Nazionale sta portando avanti un’iniziativa importante in questo senso.
Esattamente. Non si può fare politica economica senza ascoltare chi vive il territorio ogni giorno. Per questo il nostro Centro Studi ha pubblicato, oltre un anno fa oramai, un’indagine dedicata proprio all’artigianato e all’impresa nelle aree interne. Per noi è importante vedere anche la visione, ovvero la percezione, di artigiani e imprenditori che vivono quotidianamente nelle aree interne, percependone difficoltà ma anche opportunità, benefici.

Perché è così importante che gli imprenditori partecipino a questo questionario?
Perché, come dicevo, la voce di chi “fa impresa” sul campo vale più di mille teorie. Partecipare non significa solo compilare un modulo, ma contribuire attivamente a proposte concrete da portare sui tavoli istituzionali. Abbiamo bisogno di mappare le reali necessità, le barriere e le potenzialità che solo chi opera in questi contesti conosce. Solo così possiamo trasformare il potenziale delle aree interne in valore economico reale.

Dove si può trovare il questionario?
Il questionario, che trovate sempre nella sezione Centro Studi del nostro sito ufficiale http://www.conapinazionale.it, è aperto a tutte le imprese, sia a quelle già attive nelle aree interne sia a quelle interessate a investirci. È anonimo e richiede solo pochi minuti. Invitiamo tutti a dare il proprio contributo cliccando su questo link: Partecipa all’indagine sulle Aree Interne – Clicca qui.
Il futuro del Mezzogiorno passa da qui: la vostra esperienza è la bussola per orientarlo.

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