VITICOLTURA ED ENOTURISMO: UNA LEVA PER LO SVILUPPO DELLE AREE INTERNE


Nel corso del convegno “Viticoltura ed enoturismo: un modello imprenditoriale per lo sviluppo delle aree interne”, svoltosi giovedì 27 novembre a Taurasi, il dott. Antonio Zizza, Direttore Scientifico del Centro Studi e Ricerche della Co.N.A.P.I. Nazionale, ha presentato il Rapporto nazionale sulla viticoltura sostenibile ed enoturismo.

Si tratta di un lavoro di ricerca condotto tra novembre 2024 e maggio 2025 e concluso lo scorso ottobre, basato su un campione rappresentativo di imprese vitivinicole e cantine distribuite sul territorio nazionale. Nel suo intervento il dott. Zizza ha illustrato le motivazioni alla base dello studio e gli obiettivi perseguiti: comprendere le trasformazioni che interessano oggi il comparto vitivinicolo, valutarne la capacità innovativa, analizzare il livello di sostenibilità e mettere in luce le esigenze delle micro e piccole imprese, spesso esposte a difficoltà gestionali e strutturali. È stata presentata la struttura del Rapporto e il metodo di elaborazione dei dati, sottolineando il valore scientifico del lavoro e la necessità di costruire strumenti di supporto per il settore. Dal Rapporto emergono elementi centrali: la crescita dell’innovazione tecnologica applicata ai vigneti e ai processi produttivi, la diffusione delle pratiche sostenibili come risposta concreta ai cambiamenti climatici e la vitalità di un comparto che, pur affrontando criticità significative, dimostra una forte capacità di adattamento. Al tempo stesso sono emerse con chiarezza le fragilità delle micro e piccole imprese, che spesso non dispongono dei mezzi necessari per sostenere investimenti, accedere ai mercati internazionali e formare adeguatamente il personale. Una parte rilevante dell’intervento è stata dedicata al potenziale dell’enoturismo quale risorsa strategica per lo sviluppo delle aree interne. Il dott. Zizza ha evidenziato come l’economia enoturistica sia in grado di rafforzare l’attrattività dei territori, favorire l’accesso a nuovi posti di lavoro e attivare economie diffuse che coinvolgono ristorazione, ospitalità, artigianato, servizi culturali e ricreativi.

La viticoltura, in questo senso, può essere una vera infrastruttura sociale, capace di trattenere il valore economico prodotto e di trasformare la presenza dei visitatori in benessere condiviso.
Il convegno ha visto anche l’intervento di Paoul Burke, che ha portato una prospettiva internazionale sul tema. Burke ha sottolineato come l’enoturismo, se sostenuto da politiche di rete e da una visione condivisa, possa diventare un ponte tra territori interni e mercati globali. Ha rimarcato l’importanza di integrare innovazione e tradizione, favorendo la creazione di esperienze autentiche capaci di attrarre visitatori da tutto il mondo e di consolidare la reputazione delle aree interne italiane come luoghi di eccellenza culturale ed enogastronomica.Il filo conduttore dell’intervento ha richiamato più volte l’importanza di sviluppare sinergie e collaborazioni tra imprese, istituzioni, reti territoriali, nazionali e internazionali, come condizione imprescindibile per il rafforzamento del settore e per la costruzione di un percorso di crescita sostenibile e stabile. La ricerca conferma che solo attraverso un dialogo costante e una visione condivisa è possibile valorizzare il capitale umano, rigenerare le comunità e dare alle aree interne italiane una prospettiva di futuro.
In conclusione, il convegno ha offerto una visione chiara e scientificamente fondata sulla trasformazione del comparto vitivinicolo, indicando nell’enoturismo – specie nelle aree interne – una leva concreta per lo sviluppo locale e per la tutela della dimensione culturale e identitaria dei territori.

VITICOLTURA ED ENOTURISMO: IL CONVEGNO DI Co.N.A.P.I. NAZIONALE AREE NUOVE PROSPETTIVE PER LE AREE INTERNE.


Il convegno organizzato da Co.n.a.p.i. Nazionale presso il suggestivo Castello di Taurasi ha registrato un interesse straordinario, richiamando una platea numerosa e qualificata composta da operatori, piccoli imprenditori del settore, artigiani del gusto, viticoltori e professionisti dell’accoglienza.

Un appuntamento che ha messo al centro un tema oggi cruciale per le economie locali: l’integrazione tra viticoltura ed enoturismo come motore di sviluppo per le aree interne.
Durante i lavori, la Confederazione ha illustrato il progetto di costituire una federazione nazionale dedicata all’enoturismo, con l’obiettivo di dare voce e rappresentanza strutturata a un comparto in rapida crescita.
Tra i passaggi più rilevanti, l’attenzione è stata posta sulla necessità di un Contratto Collettivo Nazionale specifico, capace di valorizzare un settore innovativo che fonde competenze differenti: da un lato l’esperienza agricola, con tutto il bagaglio tecnico, manuale e artigianale che caratterizza le piccole aziende agricole e vitivinicole; dall’altro le professionalità del turismo e dell’accoglienza, fondamentali per costruire esperienze autentiche e strutturate.
Un incrocio inedito che richiede nuove definizioni contrattuali per supportare gli operatori e accompagnare al meglio chi vuole investire in un modello imprenditoriale contemporaneo e competitivo.
Il convegno ha evidenziato come l’enoturismo rappresenti un modello alternativo al turismo costiero, capace di riportare attenzione e risorse nelle zone interne d’Italia. Qui, piccole imprese, botteghe, aziende agricole e attività artigianali custodiscono saperi unici che possono diventare esperienze memorabili per i visitatori.
Si parla di turismo esperienziale, dove il viaggiatore non osserva soltanto, ma partecipa: alla raccolta dell’uva o di altri prodotti agricoli, alle fasi di trasformazione, ai laboratori artigiani del gusto, ai percorsi culturali dedicati alla storia rurale e ai vitigni autoctoni.

Un coinvolgimento diretto che richiede nuove figure professionali, intermedie tra operatore agricolo e personal trainer esperienziale, capaci di guidare il turista nelle attività manuali, sensoriali ed emozionali.
Questo tipo di offerta, immersiva e autentica, genera un impatto notevole sull’economia locale. Le aree interne si ritrovano così protagoniste di un percorso di diversificazione imprenditoriale che valorizza: il patrimonio paesaggistico, la biodiversità agricola, le tradizioni artigianali, la storia e la cultura dei territori.
Per le piccole imprese e gli artigiani, l’enoturismo rappresenta una forma intelligente di crescita: permette di ampliare i servizi, creare valore aggiunto e rafforzare l’identità territoriale, offrendo al visitatore un’esperienza completa che rigenera mente, corpo e spirito.
Il convegno di Taurasi ha dimostrato che l’enoturismo non è solo una tendenza, ma una vera strategia di sviluppo, capace di coniugare innovazione e tradizione. Grazie al lavoro di Co.N.A.P.I. Nazionale e alla partecipazione attiva degli operatori, il settore si prepara a un futuro fatto di collaborazione, professionalità e nuove opportunità per l’intero tessuto produttivo locale.

CO.N.A.P.I. – VITICOLTURA ED ENOTURISMO: UN MODELLO IMPRENDITORIALE PER LO SVILUPPO DELLE AREE INTERNE


Convegno a Taurasi si è discusso di viticoltura ed enoturismo

Il convegno organizzato da Co.N.A.P.I Nazionale e dal suo Centro Studi e Ricerche si è svolto regolarmente il 27 novembre 2025 alle ore 16:30 nella Sala Carlo Gesualdo del Castello Marchionale di Taurasi, gremita di pubblico e di rappresentanti istituzionali, ed è terminato con un ampio dibattito che ha coinvolto esperti, amministratori e operatori della filiera vitivinicola. L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Taurasi, dall’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Avellino e dal Ministero della Giustizia, ha messo in evidenza come viticoltura ed enoturismo possano costituire infrastrutture economiche, sociali e culturali capaci di coniugare tradizione e innovazione, valorizzando le eccellenze locali e creando nuove opportunità di crescita. Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Taurasi, Antonio Tranfaglia, del presidente nazionale di Co.N.A.P.I, Basilio Minichiello, del vicepresidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali di Avellino, Salvatore Moscariello, e del vicepresidente dell’Università dei Sapori, Luca Martuscelli, i lavori sono stati introdotti dal direttore scientifico del Centro Studi Co.N.A.P.I, Antonio Zizza, con la presentazione del rapporto “Viticoltura sostenibile ed enoturismo. Esiti della ricerca sulle imprese in Italia”.

Sono intervenuti Simone Feoli, economista del settore vitivinicolo, con una riflessione sui modelli di resilienza e sviluppo per le microimprese; Lucio Palombini, consulente del lavoro e responsabile dell’Area Internazionalizzazione di Co.N.A.P.I, sul tema delle nuove opportunità per le imprese; Paul Balke, esperto di cultura enologica, che ha illustrato la dimensione internazionale dell’enoturismo come strumento di comunicazione identitaria e sostenibile; Gianluigi Addimanda, agronomo, con un approfondimento sul caso Irpino e la valorizzazione dei vitigni autoctoni; Natalia Falcone, responsabile degli Organismi Paritetici E.L.A.V., sulle opportunità offerte dalle tecnologie per la viticoltura; e Mirella Giovino, responsabile dell’Area Lavoro di Co.N.A.P.I, sul ruolo delle associazioni di categoria nella formazione professionale e nell’assistenza alle imprese. I saluti conclusivi sono stati affidati al consigliere comunale Pierluigi D’Ambrosio, delegato agli eventi e al turismo. Il convegno si è chiuso con un messaggio chiaro e condiviso: viticoltura ed enoturismo non sono soltanto settori produttivi, ma strumenti strategici per dare futuro e dignità alle comunità delle aree interne, rafforzando l’identità territoriale e creando nuove sinergie tra istituzioni, imprese e cittadini.

Co.N.A.P.I. NAZIONALE GUIDA IL RILANCIO DELLE AREE INTERNE: A TAURASI IL CONVEGNO SU VITICOLTURA ED ENOTURISMO


La Confederazione Nazionale Artigiani e Piccoli Imprenditori (Co.N.A.P.I. Nazionale), insieme al proprio Centro Studi e Ricerche, promuove il convegno “Viticoltura ed enoturismo: un modello imprenditoriale per lo sviluppo delle aree interne”, in programma giovedì 27 novembre 2025 alle ore 16.30 presso la Sala Carlo Gesualdo del Castello Marchionale di Taurasi (Av).

Si tratta del primo appuntamento di un percorso nazionale dedicato alla valorizzazione strategica della filiera vitivinicola e del turismo del vino quale leva fondamentale per il rilancio economico e sociale dei territori interni. La scelta di Taurasi, luogo simbolo dell’identità enologica irpina, non è casuale: le aree interne sono oggi attraversate da profondi processi di trasformazione, segnati dallo spopolamento delle giovani generazioni, dalla contrazione del tessuto imprenditoriale agricolo e dalla desertificazione socio-produttiva. In tale contesto, la viticoltura e l’enoturismo si configurano come strumenti capaci di generare sviluppo sostenibile, occupazione qualificata, attrazione di investimenti e valorizzazione del patrimonio culturale e rurale. L’apertura dell’evento sarà affidata ai saluti istituzionali del Presidente della Co.N.A.P.I. Nazionale, Basilio Minichiello, seguiti dagli interventi del Sindaco di Taurasi, Antonio Tranfaglia, di Salvatore Moscariello, Vice Presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Avellino, e di Luca Martuscelli, Vice Presidente dell’Università dei Sapori. Le introduzioni offriranno una riflessione condivisa sul ruolo del capitale umano, dell’innovazione e della governance territoriale nella costruzione di modelli imprenditoriali sostenibili.

La sessione scientifica sarà inaugurata da Antonio Zizza, Direttore Scientifico del Centro Studi e Ricerche della Co.N.A.P.I. Nazionale, che presenterà i risultati della ricerca sulla sostenibilità della viticoltura e sulle dinamiche evolutive dell’enoturismo, delineando un quadro analitico aggiornato sulle imprese italiane del settore. Seguiranno gli interventi di Simone Feoli, Research Fellow presso l’American Association of Wine Economists, che approfondirà i modelli economici e di resilienza per le microimprese vitivinicole, e di Lucio Palombini, Responsabile Area Internazionalizzazione della Co.N.A.P.I. Nazionale, che affronterà le opportunità legate all’export, alle reti commerciali globali e ai processi di apertura internazionale del comparto. Un contributo di respiro internazionale sarà offerto da Paul Balke, esperto e giornalista internazionale, che analizzerà la dimensione identitaria e comunicativa dell’enoturismo, sottolineando il ruolo della narrazione territoriale e della sostenibilità nella competitività internazionale delle destinazioni del vino.

Sul versante territoriale e operativo, Gianluigi Addimanda, Dottore Agronomo, porterà l’esperienza dell’Irpinia, evidenziando il valore strategico dei vitigni autoctoni e delle pratiche di enoturismo esperienziale. Natalia Falcone, Responsabile Organismi Paritetici E.LAV., illustrerà le opportunità offerte dalle tecnologie emergenti tra winetech e agritech, mentre Mirella Giovino, Responsabile Area Lavoro Co.N.A.P.I. Nazionale, approfondirà il ruolo delle associazioni di categoria nella formazione professionale continua e nel sostegno operativo alle imprese agricole. La chiusura dei lavori sarà affidata a Pierluigi D’Ambrosio, Consigliere delegato a eventi e turismo del Comune di Taurasi. Il convegno rappresenta un momento di confronto costruttivo tra ricerca, istituzioni, impresa e territorio, finalizzato alla definizione di un modello imprenditoriale replicabile, sostenibile e capace di trasformare la viticoltura e l’enoturismo in motori di sviluppo integrato, orientati alla competitività, alla coesione sociale e alla rigenerazione dei territori interni. Un passo decisivo per affermare che l’Irpinia e le aree interne non sono spazi marginali, ma laboratori aperti di innovazione e futuro.

VITICOLTURA ED ENOTURISMO: UN MODELLO IMPRENDITORIALE PER LO SVILUPPO DELLE AREE INTERNE


La viticoltura e l’enoturismo sono leve di sviluppo per le aree interne. A Taurasi si discuterà di prospettive con istituzioni ed esperti.

Il 27 novembre 2025, alle ore 16:30, presso il Castello Marchionale di Taurasi nella Sala Carlo Gesualdo, si svolgerà il convegno promosso da Co.N.A.P.I. Nazionale e dal suo Centro Studi e Ricerche, dedicato al ruolo strategico della filiera vitivinicola come infrastruttura economica, sociale e culturale delle aree interne. L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Taurasi e dall’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Avellino, intende sottolineare come la viticoltura e l’enoturismo possano rappresentare un modello imprenditoriale capace di coniugare tradizione e innovazione, valorizzando le risorse locali e aprendo nuove prospettive di sviluppo. Il convegno offrirà un’occasione di confronto tra esperti internazionali, professionisti del settore e imprese, con la presentazione del Rapporto nazionale sulla viticoltura sostenibile, documento che raccoglie dati, analisi e buone pratiche per orientare la crescita del comparto. Saranno affrontati temi cruciali come l’innovazione tecnologica applicata alla produzione, l’internazionalizzazione dei mercati e l’enoturismo come leva di competitività territoriale. L’obiettivo è mettere in evidenza come la filiera vitivinicola non sia soltanto un settore produttivo, ma anche un’infrastruttura culturale e sociale che contribuisce a rafforzare l’identità delle comunità e a generare nuove opportunità occupazionali. La scelta del Castello Marchionale di Taurasi come sede dell’incontro non è casuale: si tratta di un luogo simbolico, legato alla storia e alla tradizione vitivinicola irpina, che ben rappresenta il connubio tra patrimonio culturale e prospettive di sviluppo. La cornice storica del castello offrirà un contesto suggestivo per discutere di futuro, con l’intento di trasformare le aree interne da territori percepiti come marginali a laboratori di innovazione e sostenibilità. Il dibattito finale, aperto alle istituzioni e alle imprese locali, sarà un momento di ascolto e partecipazione, volto a raccogliere idee e proposte concrete per rafforzare la competitività del territorio. La presenza di amministratori, operatori economici e rappresentanti delle categorie professionali garantirà un confronto ampio e inclusivo, capace di mettere in rete esperienze e competenze. Ai Dottori Agronomi e Forestali partecipanti saranno riconosciuti i Crediti Formativi ai sensi del regolamento CONAF 9/2022, a conferma della valenza scientifica e professionale dell’iniziativa. Questo riconoscimento sottolinea l’importanza di un aggiornamento continuo e di una formazione qualificata per affrontare le sfide di un settore in costante evoluzione.

Il convegno di Taurasi si propone dunque come un appuntamento di rilievo nazionale, capace di unire la dimensione locale con quella globale, e di offrire una visione integrata dello sviluppo delle aree interne attraverso la viticoltura e l’enoturismo. Un’occasione per ribadire che il vino non è soltanto un prodotto, ma un racconto di territorio, un patrimonio di cultura e un motore di crescita economica e sociale.

RAPPORTO DEL CENTRO STUDI DELLA CO.N.A.P.I. NAZIONALE SULLA VITICOLTURA SOSTENIBILE, ENOTURISMO E RIGENERAZIONE DELLE AREE INTERNE: UN MODELLO CIRCOLARE PER LO SVILUPPO TERRITORIALE


Il Centro Studi e Ricerche della Co.N.A.P.I. Nazionale ha realizzato un’indagine approfondita sul ruolo strategico della viticoltura sostenibile e dell’enoturismo nel rilancio delle aree interne italiane.

Il Rapporto analizza il comparto vitivinicolo non solo come settore produttivo, ma come leva di rigenerazione territoriale, coesione sociale e sviluppo economico. Attraverso dati, testimonianze e proposte concrete, il documento evidenzia come la sinergia tra imprese, istituzioni e comunità locali possa trasformare il vino in un motore di sostenibilità e identità.
Direttore, il Centro Studi e Ricerche della Co.N.A.P.I. Nazionale ha recentemente pubblicato il “Rapporto sulla viticoltura sostenibile ed enoturismo”. Quali sono i principali contenuti e perché questo studio è importante anche per le aree interne del Paese? Il Rapporto nasce dall’esigenza di analizzare il comparto vitivinicolo italiano in una prospettiva più ampia, che vada oltre la dimensione produttiva e riconosca all’impresa vitivinicola un ruolo economico, sociale e culturale nel territorio. Abbiamo voluto comprendere come viticoltura sostenibile ed enoturismo possano contribuire alla rigenerazione delle aree interne, dove convivono allo stesso tempo eccellenze produttive e fragilità strutturali. Il Rapporto evidenzia come la viticoltura rappresenti un presidio economico e identitario: crea nuove opportunità di lavoro, valorizza il territorio, mantiene vive le comunità e custodisce i paesaggi, reinterpretando antichi mestieri in chiave innovativa. Quando un’azienda vitivinicola o una cantina apre le porte al turismo, genera benefici diffusi: occupazione, senso di appartenenza e un indotto che coinvolge agriturismi, botteghe artigiane, microimprese e servizi locali. In questa prospettiva, l’enoturismo diventa una forma concreta di economia circolare capace di contrastare lo spopolamento e restituire vitalità ai piccoli centri delle aree interne. Ricorda a chi ci legge che il Rapporto, basato su un ampio campione di imprese italiane, è consultabile sul sito della Co.N.A.P.I. Nazionale, http://www.conapinazionale.it/ .


Secondo lei, l’enoturismo può diventare una leva stabile di sviluppo per le aree interne italiane? Assolutamente sì. Le aree interne sono il cuore del Paese, ma da anni soffrono la carenza di opportunità e servizi essenziali. Gli ultimi dati dell’ISTAT su natalità e fecondità mostrano un quadro preoccupante, con un calo del 2,6% rispetto all’anno precedente di riferimento e un minimo storico nel numero medio di figli per donna. A ciò si sommano l’invecchiamento della popolazione e l’emigrazione giovanile, con il rischio di una progressiva desertificazione demografica e produttiva, specie nelle aree interne. In questo contesto, l’enoturismo – come abbiamo chiarito nel Rapporto – rappresenta una risposta strutturale e sostenibile: attraverso degustazioni, visite guidate e ospitalità rurale si attraggono persone, si valorizzano risorse e si creano nuove professionalità. Così si offrono prospettive concrete alle giovani generazioni, favorendo la permanenza o, addirittura, il ritorno nelle aree interne.
Nel Rapporto si parla di sinergia tra micro e piccole imprese. Perché è così importante? La sinergia tra imprese è la chiave per rendere competitivo e sostenibile il sistema produttivo italiano. Oggi, molte realtà imprenditoriali non riescono da sole a sostenere i costi di produzione, il caro energia, promozione aziendale e accoglienza dei visitatori. La collaborazione tra aziende del comparto vitivinicolo consente invece di creare reti consortili e partenariati locali, condividendo risorse e sviluppando strategie comuni. L’enoturismo può essere così un terreno ideale di collaborazione tra produttori, artigiani, operatori turistici e comunità locali: la viticoltura si trasforma così in un linguaggio identitario che unisce persone e territori. È questa la logica della viticoltura circolare: un sistema in cui ogni attore contribuisce al bene comune, rafforzando coesione sociale e competitività.

Molte aree interne soffrono la mancanza di infrastrutture e servizi. Come si può superare questo limite? È vero: la distanza da servizi essenziali come trasporti, scuole e sanità penalizza la permanenza di persone e attività produttive, comprese quelle vitivinicole ed enoturistiche. Sono diverse le micro aziende agricole aderenti alla nostra Confederazione che, per quanto “giovani” decidono di cessare la loro attività, proprio a motivo delle difficoltà strutturali nelle aree interne. Tuttavia, se progettato in modo integrato e partecipato, l’enoturismo può diventare esso stesso un fattore di sviluppo e rigenerazione. Certo, una premessa essenziale è la necessità di una collaborazione tra imprese, istituzioni locali, associazioni di categoria e fondazioni per creare nuovi modelli di sviluppo: tour guidati, collegamenti, spazi di coworking rurale, mense aziendali a km 0, percorsi formativi e residenze temporanee per professionisti. In territori particolarmente vocati, come l’Irpinia e altri distretti vitivinicoli italiani, questo modello può diventare realtà concreta: uno sviluppo che nasce dal basso, dentro le comunità e per le comunità.
Nel Rapporto il concetto di economia circolare assume un ruolo centrale. In che senso? L’economia circolare agricola è il centro di questo paradigma. Ogni esperienza enoturistica produce valore diffuso: chi visita una cantina soggiorna nei borghi, acquista prodotti locali, partecipa ad attività culturali e stimola la nascita di nuovi servizi.

Si crea così un circuito virtuoso che sostiene l’intera comunità e promuove una crescita realmente sostenibile. Il Rapporto mostra che l’87% delle imprese svolge attività enoturistiche e il 95% riconosce nel vino un forte legame con il territorio. Dati che confermano come l’enoturismo non sia solo un segmento economico, ma un motore di sviluppo, dove sostenibilità ambientale, economica e sociale si intrecciano.
Qual è, in conclusione, il messaggio che il Centro Studi vuole trasmettere con questo lavoro di ricerca? Che viticoltura sostenibile ed enoturismo sono un’occasione concreta per rimettere in moto i territori, rafforzare il tessuto produttivo e ricucire quello sociale. Concetto molto importante, specie nelle aree interne. Investire perciò sull’enoturismo significa investire sulle persone, sul lavoro, sul territorio, sulla saggezza popolare e sulla cultura. L’Italia possiede le risorse, le competenze e la storia per farlo. Occorre solo crederci, costruendo alleanze solide tra imprese, istituzioni e comunità locali. Come Co.N.A.P.I. Nazionale crediamo profondamente in questa visione e la stiamo portando nei principali tavoli di confronto, per promuovere modelli imprenditoriali sostenibili, inclusivi e radicati nei territori.

LO SVILUPPO DELLE AREE INTERNE: UN EQUILIBRIO TRA INFRASTRUTTURE, ECONOMIA E CULTURA POLITICA Co.N.A.P.I. GUARDA CON INTERESSE

Lo sviluppo delle aree interne richiede un equilibrio tra infrastrutture, economia e cultura politica per contrastare lo spopolamento e rilanciare i territori. Co.N.A.P.I. sostiene con interesse questo processo, puntando su formazione e investimenti per favorire occupazione e inclusione. Fondamentali sono reti digitali, servizi essenziali e sostegno all’imprenditorialità locale. Una governance responsabile e la partecipazione delle comunità sono condizioni chiave per un futuro sostenibile.

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AVVIATA UN’INDAGINE DAL CENTRO STUDI E RICERCHE DI Co.N.A.P.I. NAZIONALE SULLE IMPRESE NELLE AREE INTERNE. “VOGLIAMO ANALIZZARE IL LORO CONTRIBUTO ALLA CRESCITA ECONOMICA” DICE IL DIRETTORE DEL CENTRO, ANTONIO ZIZZA.

Il Centro Studi e Ricerche di Co.N.A.P.I. Nazionale ha avviato un’indagine sulle imprese nelle Aree Interne per analizzare il loro contributo alla crescita economica e sociale. Il questionario è rivolto sia alle imprese attive che a quelle interessate a investire in queste aree, per raccogliere dati utili a migliorare le politiche di supporto. I temi trattati includono infrastrutture, sostenibilità, innovazione e rapporto con le istituzioni. La partecipazione è anonima e i dati saranno utilizzati solo per finalità di ricerca. Il questionario è disponibile online.

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AVELLINO E PROVINCIA: MANCANZA DI MANODOPERA NEL SETTORE AGRICOLO A CAUSA DELLO SPOPOLAMENTO DELLE AREE INTERNE.

Lavoro agricolo e mancanza di manodopera: un’opportunità per la provincia di Avellino
La provincia di Avellino, caratterizzata da paesaggi rurali e una lunga tradizione agricola, si trova ad affrontare una sfida sempre più pressante: la mancanza di manodopera nel settore agricolo. Questo problema è strettamente legato allo spopolamento delle aree interne, che negli ultimi decenni ha visto una fuga di giovani e una conseguente riduzione della forza lavoro disponibile. Per garantire la sostenibilità dell’agricoltura locale, è fondamentale adottare strategie innovative che includano l’integrazione sociale, la semplificazione burocratica e nuove forme di organizzazione nel lavoro agricolo.
Inclusione sociale e manodopera straniera
Un elemento cruciale per affrontare la carenza di manodopera è l’inclusione di lavoratori stranieri. La provincia di Avellino, come molte altre zone rurali italiane, ha un potenziale significativo per accogliere e integrare persone provenienti da altri paesi. Tuttavia, è necessario rimuovere gli ostacoli che spesso rendono complesso l’accesso al mercato del lavoro per gli stranieri, come le procedure lente e complicate per il rilascio dei permessi di soggiorno.

Facilitare queste pratiche non è solo un atto di giustizia sociale, ma rappresenta una strategia pragmatica per sostenere l’economia agricola locale. La creazione di sportelli dedicati e l’assistenza nelle pratiche burocratiche potrebbero incentivare la regolarizzazione e l’inserimento lavorativo di queste persone, migliorando al contempo la coesione sociale del territorio.

Cooperative agricole: un modello vincente

Un’altra soluzione efficace per affrontare la carenza di manodopera è l’adozione di forme aggregative come le società cooperative. Questi modelli organizzativi consentono di ottimizzare le risorse, migliorare l’efficienza e garantire una maggiore stabilità occupazionale. Le cooperative possono fornire servizi integrati agli agricoltori, come la gestione della manodopera, la formazione professionale e il supporto logistico, riducendo i costi e migliorando la qualità del lavoro.
Inoltre, le cooperative possono essere un veicolo per l’inclusione sociale, poiché permettono di coinvolgere lavoratori stranieri in un ambiente strutturato e regolamentato. Attraverso percorsi di formazione e assistenza, è possibile garantire che questi lavoratori acquisiscano le competenze necessarie per operare nel settore agricolo in modo efficiente e sicuro.

Nuove norme e opportunità per il settore agricolo

Un ulteriore strumento per sostenere il lavoro agricolo è rappresentato dalle nuove norme che regolano le attività di fornitura dei servizi in agricoltura. Questo fenomeno, in crescita anche nella provincia di Avellino, offre una possibilità di integrazione al reddito per molti operatori. Tuttavia, è fondamentale che queste attività siano svolte nel rispetto delle normative vigenti e senza distorsioni che penalizzino il settore.

Ad esempio, la circolare 44 dell’Agenzia delle Entrate chiarisce che le attività di fornitura di servizi in agricoltura, per essere riconosciute come tali, devono prevedere l’utilizzo di attrezzature e supporti specifici. L’agromeccanica è ammessa, ma deve essere regolata per evitare che si trasformi in un modo improprio di esternalizzare la manodopera senza garantire adeguate tutele ai lavoratori. Per questa ragione, è importante diffondere consapevolezza tra gli operatori locali e promuovere una corretta applicazione delle normative.
La provincia di Avellino si trova a un bivio cruciale per il futuro del suo settore agricolo. La mancanza di manodopera, aggravata dallo spopolamento, può essere trasformata in un’opportunità attraverso politiche di inclusione sociale, semplificazione burocratica e promozione di modelli organizzativi cooperativi.
Solo attraverso una collaborazione tra istituzioni, imprenditori agricoli e comunità locali sarà possibile creare un sistema agricolo sostenibile, capace di garantire sviluppo economico e inclusione sociale. Investire nella regolarizzazione dei lavoratori stranieri e nell’adozione di pratiche innovative non solo rafforzerà il settore agricolo, ma contribuirà anche a contrastare lo spopolamento e a valorizzare il territorio avellinese.