Il Merano Wine Festival ha offerto al Centro Studi della Co.N.A.P.I. Nazionale un’occasione preziosa per confrontarsi con le imprese del settore vitivinicolo. In questo contesto, il Direttore Dott. Zizza riflette sull’evoluzione dell’enoturismo, sull’importanza dell’economia circolare e sui risultati del recente Rapporto dedicato alla sostenibilità.
Dott. Zizza, dopo la partecipazione della Co.N.A.P.I. Nazionale al Merano Wine Festival, quali impressioni porta con sé come Direttore del Centro Studi? Il Merano Wine Festival, giunto alla sua XXXIV edizione, è uno dei contesti più significativi per osservare da vicino l’evoluzione del comparto vitivinicolo italiano e internazionale. Non è soltanto una rassegna dedicata al vino, ma uno spazio imprenditoriale e culturale, un laboratorio di idee e un punto d’incontro tra imprese, ricercatori, operatori del settore e territori. Come Confederazione Nazionale Artigiani e Piccoli Imprenditori (Co.N.A.P.I.) e come Centro Studi e Ricerche abbiamo colto questa opportunità per dialogare con numerose aziende, raccogliere esperienze e confrontarci sui cambiamenti in atto. Considero il Festival di Merano un momento di confronto prezioso e di studio sul campo: un’occasione per osservare direttamente la realtà produttiva e verificare, attraverso il contatto umano, i risultati emersi dalla nostra indagine nazionale con l’obbiettivo di leggere i tempi e accompagnare le imprese.
Il Centro Studi e Ricerche della Co.N.A.P.I. Nazionale ha recentemente pubblicato il Rapporto sulla “Viticoltura sostenibile ed enoturismo”. Qual è l’obiettivo di questo lavoro? Il Rapporto nasce con l’intento di offrire una fotografia aggiornata e scientificamente fondata del settore vitivinicolo, analizzando i temi della sostenibilità, dell’innovazione, dell’enoturismo e della formazione professionale. Come abbiamo detto altre volte, è il risultato di un’indagine nazionale condotta su un campione rappresentativo di micro e piccole imprese provenienti da tutte le regioni italiane.

L’obiettivo è duplice: da un lato evidenziare le criticità strutturali del comparto; dall’altro valorizzare le potenzialità di crescita legate a un modello d’impresa sostenibile e circolare, capace di unire competitività, cultura e dimensione sociale del lavoro. Per leggere il Rapporto, vi invito a consultare il nostro sito ufficiale: http://www.conapinazionale.it . Durante il Festival avete incontrato aziende che avevano partecipato alla vostra indagine dello scorso anno? Che riscontro avete ricevuto? Si, è stato stimolante anche perché l’incontro e il riscontro con le aziende è stato molto positivo. Molte imprese presenti al Merano Wine Festival avevano già aderito al nostro questionario e si sono riconosciute nei risultati emersi. Diversi imprenditori, infatti, ci hanno raccontato come, in un solo anno, l’enoturismo sia diventato una componente essenziale delle loro strategie aziendali. Se nel 2024 poco più della metà delle aziende dichiarava di offrire servizi di accoglienza, oggi oltre il 90% pratica forme strutturate di enoturismo. È un segnale chiaro di evoluzione culturale, maturità imprenditoriale e capacità di interpretare i nuovi orientamenti del mercato.
L’enoturismo è quindi una leva strategica per la competitività del settore? Senza dubbio. Come abbiamo rilevato nel Rapporto, l’Enoturismo rappresenta una delle espressioni più efficaci di economia circolare, perché genera valore non solo economico, ma anche sociale e culturale. Consente alle imprese di raccontare la propria storia, valorizzare i territori e proporre esperienze autentiche che coinvolgono comunità, visitatori e produttori. In questa prospettiva, il vino diventa linguaggio identitario e strumento di connessione tra persone, luoghi e culture. È inoltre un elemento decisivo per la vitalità delle aree rurali del Paese, spesso motori silenziosi di sviluppo locale che talvolta rischiano di spopolarsi.

Nel Rapporto il tema dell’economia circolare è centrale. In che modo si declina nel comparto vitivinicolo? L’economia circolare è la chiave per coniugare sostenibilità, innovazione e competitività. Significa ridurre gli sprechi, valorizzare le risorse locali, promuovere l’uso di energie rinnovabili e rafforzare le sinergie tra imprese agricole, artigiane, turistiche e culturali, in collaborazione con le autonomie locali, queste ultime ritenute fondamentali in un sistema di sviluppo circolare. Così, l’azienda vitivinicola non è più soltanto produttrice di vino, ma diventa parte di un sistema territoriale integrato, capace di generare benessere diffuso e coesione sociale. È questo il modello d’impresa che, come Centro Studi, consideriamo strategico per il futuro del Made in Italy.
Quale messaggio desidera lasciare ai lettori e agli operatori del settore? La forza della viticoltura italiana risiede nella capacità di innovare restando fedele alle proprie radici. Il Merano Wine Festival ci ricorda che il futuro del vino nasce dal dialogo tra tradizione, ricerca, innovazione e impresa. Come Centro Studi e Ricerche della Co.N.A.P.I. Nazionale continueremo a sostenere le aziende in questo percorso, promuovendo una visione d’impresa umana, sostenibile e circolare, in cui la crescita economica proceda di pari passo con la valorizzazione delle persone e dei territori.





