Nel corso del convegno “Viticoltura ed enoturismo: un modello imprenditoriale per lo sviluppo delle aree interne”, svoltosi giovedì 27 novembre a Taurasi, il dott. Antonio Zizza, Direttore Scientifico del Centro Studi e Ricerche della Co.N.A.P.I. Nazionale, ha presentato il Rapporto nazionale sulla viticoltura sostenibile ed enoturismo.
Si tratta di un lavoro di ricerca condotto tra novembre 2024 e maggio 2025 e concluso lo scorso ottobre, basato su un campione rappresentativo di imprese vitivinicole e cantine distribuite sul territorio nazionale. Nel suo intervento il dott. Zizza ha illustrato le motivazioni alla base dello studio e gli obiettivi perseguiti: comprendere le trasformazioni che interessano oggi il comparto vitivinicolo, valutarne la capacità innovativa, analizzare il livello di sostenibilità e mettere in luce le esigenze delle micro e piccole imprese, spesso esposte a difficoltà gestionali e strutturali. È stata presentata la struttura del Rapporto e il metodo di elaborazione dei dati, sottolineando il valore scientifico del lavoro e la necessità di costruire strumenti di supporto per il settore. Dal Rapporto emergono elementi centrali: la crescita dell’innovazione tecnologica applicata ai vigneti e ai processi produttivi, la diffusione delle pratiche sostenibili come risposta concreta ai cambiamenti climatici e la vitalità di un comparto che, pur affrontando criticità significative, dimostra una forte capacità di adattamento. Al tempo stesso sono emerse con chiarezza le fragilità delle micro e piccole imprese, che spesso non dispongono dei mezzi necessari per sostenere investimenti, accedere ai mercati internazionali e formare adeguatamente il personale. Una parte rilevante dell’intervento è stata dedicata al potenziale dell’enoturismo quale risorsa strategica per lo sviluppo delle aree interne. Il dott. Zizza ha evidenziato come l’economia enoturistica sia in grado di rafforzare l’attrattività dei territori, favorire l’accesso a nuovi posti di lavoro e attivare economie diffuse che coinvolgono ristorazione, ospitalità, artigianato, servizi culturali e ricreativi.

La viticoltura, in questo senso, può essere una vera infrastruttura sociale, capace di trattenere il valore economico prodotto e di trasformare la presenza dei visitatori in benessere condiviso.
Il convegno ha visto anche l’intervento di Paoul Burke, che ha portato una prospettiva internazionale sul tema. Burke ha sottolineato come l’enoturismo, se sostenuto da politiche di rete e da una visione condivisa, possa diventare un ponte tra territori interni e mercati globali. Ha rimarcato l’importanza di integrare innovazione e tradizione, favorendo la creazione di esperienze autentiche capaci di attrarre visitatori da tutto il mondo e di consolidare la reputazione delle aree interne italiane come luoghi di eccellenza culturale ed enogastronomica.Il filo conduttore dell’intervento ha richiamato più volte l’importanza di sviluppare sinergie e collaborazioni tra imprese, istituzioni, reti territoriali, nazionali e internazionali, come condizione imprescindibile per il rafforzamento del settore e per la costruzione di un percorso di crescita sostenibile e stabile. La ricerca conferma che solo attraverso un dialogo costante e una visione condivisa è possibile valorizzare il capitale umano, rigenerare le comunità e dare alle aree interne italiane una prospettiva di futuro.
In conclusione, il convegno ha offerto una visione chiara e scientificamente fondata sulla trasformazione del comparto vitivinicolo, indicando nell’enoturismo – specie nelle aree interne – una leva concreta per lo sviluppo locale e per la tutela della dimensione culturale e identitaria dei territori.





