L’8 MARZO NON È SOLO UNA RICORRENZA SIMBOLICA, MA UNA GIORNATA DI MEMORIA E RESPONSABILITÀ COLLETTIVA


Una data che continua a interrogare la società di oggi.

L’8 marzo non è solo mimose, cene tra amiche e messaggi su WhatsApp. È una data che nasce molto prima delle foto sui social, e porta con sé una storia fatta di diritti, lavoro e cambiamenti sociali.
La Giornata internazionale della donna affonda le sue radici all’inizio del Novecento, in un’epoca in cui le donne non avevano diritto di voto e lavoravano in condizioni spesso durissime. In quegli anni iniziano a nascere movimenti femminili che chiedono parità salariale, tutele e riconoscimento politico. Nel 1910, durante una conferenza internazionale guidata dalla politica tedesca Clara Zetkin, viene proposta l’idea di una giornata dedicata alle rivendicazioni femminili. La data dell’8 marzo si lega poi alle manifestazioni delle donne russe del 1917, che scesero in piazza per chiedere pane e pace, in un momento cruciale della storia europea. Negli anni, la ricorrenza si consolida a livello internazionale e nel 1977 viene ufficialmente riconosciuta dalle Nazioni Unite come giornata dedicata ai diritti delle donne e alla pace.

In Italia, la prima celebrazione arriva nel 1946. È l’Unione Donne Italiane a scegliere la mimosa come simbolo: un fiore semplice, che sboccia proprio a marzo, economico e facile da trovare. Da allora è diventato il segno distintivo dell’8 marzo nel nostro Paese. Col tempo, il significato della giornata si è ampliato. Oggi l’8 marzo è insieme memoria e attualità: si parla di parità salariale, di rappresentanza, di diritti riproduttivi, di violenza di genere. È una giornata che invita a fermarsi un attimo e a chiedersi dove siamo arrivati — e dove vogliamo andare. Certo, resta anche la dimensione più leggera: i fiori regalati, le serate organizzate, i momenti di condivisione tra donne. Ma ridurre tutto a una “festa” rischia di far perdere il senso più profondo della data. L’8 marzo non nasce per celebrare un genere, ma per ricordare un percorso collettivo fatto di conquiste, battaglie e trasformazioni sociali.
E forse è proprio questo il punto: ogni anno questa ricorrenza torna a ricordarci che i diritti non sono mai scontati. Si costruiscono nel tempo, si difendono, si aggiornano. Proprio come la società che cambia.

GENITORE INTENZIONALE: IL DIRITTO AL CONGEDO OBBLIGATORIO DI PATERNITÀ NELLE COPPIE DI DONNE


L’INPS estende il congedo di paternità alla madre non biologica nelle coppie di donne.

Con il messaggio n. 2450 del 7 agosto 2025, l’INPS recepisce la sentenza n. 115 della Corte Costituzionale, depositata il 21 luglio 2025, che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 27-bis del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, nella parte in cui non riconosceva il congedo obbligatorio di paternità alla madre intenzionale in una coppia di donne. La norma, introdotta dal decreto legislativo 30 giugno 2022, n. 105, attuava la direttiva europea 2019/1158 sul bilanciamento tra vita lavorativa e familiare, ma escludeva dal beneficio le madri intenzionali non biologiche.

La Corte ha stabilito che tale esclusione viola il principio di uguaglianza e il diritto alla genitorialità, riconoscendo che anche la madre intenzionale, se risultante genitore nei registri dello stato civile o in seguito a provvedimento giudiziario di adozione o affidamento, ha diritto al congedo obbligatorio di paternità.

Questo diritto, previsto per i padri lavoratori, consiste in dieci giorni di astensione dal lavoro retribuiti, da fruire nei due mesi precedenti o nei cinque successivi alla nascita del figlio.

L’INPS chiarisce che la comunicazione della fruizione del congedo deve essere fatta al datore di lavoro, che anticipa l’indennità per conto dell’Istituto. La domanda telematica va presentata direttamente all’INPS solo dalle lavoratrici dipendenti per le quali non è prevista l’anticipazione da parte del datore. Le dipendenti delle pubbliche amministrazioni devono rivolgersi al proprio ente, poiché l’INPS non ha competenza in materia.

La sentenza rappresenta un passo importante verso il riconoscimento giuridico delle famiglie omogenitoriali e l’equiparazione dei diritti tra genitori biologici e intenzionali. Essa rafforza il principio che la genitorialità non si fonda esclusivamente sul legame biologico, ma anche sulla volontà e sull’assunzione di responsabilità genitoriale.

DECRETO COESIONE, VIA LIBERA AI BONUS ASSUNZIONI PER GIOVANI E DONNE, UN’OPPORTUNITA’ PER IL MERCATO DEL LAVORO ITALIANO.

Il Decreto Coesione introduce bonus per l’assunzione a tempo indeterminato di giovani under 35 e donne disoccupate da oltre 24 mesi, con esoneri contributivi fino a 500€/mese e 650€/mese per due anni. Dal 1° settembre 2024 saranno attivi a livello nazionale, mentre per le Zone Economiche Speciali del Mezzogiorno è previsto un esonero maggiore, attivo dal 31 gennaio 2025. L’obiettivo è incentivare l’occupazione stabile e rilanciare il mercato del lavoro. La misura rappresenta un’opportunità concreta per imprese e lavoratori.

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LE DONNE IMPRENDITRICI ANCORA INCONTRANO DIVERSI OSTACOLI IN VARI SETTORI. IN AUMENTO IL GAP TRA LE IMPRENDITRICI ASIATICHE E QUELLE OCCIDENTALI.

Le donne imprenditrici in Italia affrontano ostacoli come difficoltà di accesso al credito, pregiudizi di genere, e la conciliazione tra vita privata e professionale, con conseguenti svantaggi rispetto agli uomini. Nonostante ciò, l’imprenditoria femminile sta crescendo in vari settori, come i servizi alla persona, l’agricoltura e il turismo. In Asia, le donne imprenditrici stanno guadagnando terreno grazie a tradizioni culturali favorevoli e al supporto governativo, con un particolare successo nell’uso delle tecnologie digitali e nel settore dell’imprenditoria sociale. Tuttavia, anche in Asia persistono sfide legate a disuguaglianze di genere e ostacoli economici.

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AGEVOLAZIONI PER LE AZIENDE CHE ASSUMONO GLI UNDER 35 CON CONTRATTI A TEMPO INDETERMINATO NELLE ZES. INCENTIVI PREVISTI ANCHE PER LE DONNE DI QUALSIASI ETA’

Bonus contributivi per le aziende che assumono lavoratori con meno di 35 anni, donne e per le imprese che, in generale, faranno la loro parte per sostenere l’occupazione nelle regioni del Sud. Con la conversione in legge del Decreto coesione arrivano ufficialmente gli esoneri del 100 per cento per due anni previsti dal provvedimento emanato lo scorso maggio, con un finanziamento da 2,8 miliardi a supporto delle politiche di collocamento. E’ stato approvato in via definitiva, il Ddl di conversione in legge, con le modifiche apportate al Decreto Coesione. Gli sgravi sono rivolti alle aziende che sottoscrivano contratti a tempo indeterminato con determinate categorie di lavoratori ritenute fragili, nel periodo compreso tra l’1 settembre 2024 e il 31 dicembre 2025. La decontribuzione totale è riconosciuta alle aziende che assumano a tempo indeterminato, come già detto, lavoratori under 35, mai occupati. Secondo quanto previsto dalle nuove norme, per potere ricevere lo sgravio dei contributi previdenziali fino a un massimo di 500 euro mensili, i datori di lavoro devono sottoporre ai nuovi impiegati contratti di tipo subordinato e tempo indeterminato. Sono escluse dalla misura le categorie che rientrano nel lavoro domestico, dalle baby-sitter alle colf e i rapporti di apprendistato. L’esonero diventa più alto per le aziende che assumono nelle regioni della Zes (la Zona Economica Speciale unica per il Mezzogiorno) come Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna, che possono arrivare anche a un bonus di 650 euro al mese, per ciascun dipendente assunto a tempo indeterminato dal primo settembre 2024 e fino al 31 dicembre 2025, sempre con validità di due anni.

In questo caso l’incentivo è garantito esclusivamente ai datori di lavoro privati che hanno un organico fino a 10 dipendenti nel mese di assunzione dell’impiegato per il quale è richiesto l’esonero, che dovrà essere disoccupato da più di 24 mesi e avere più di 35 anni. Lo sgravio del 100 per cento è rivolto anche alle donne che, se assunte a tempo indeterminato entro il periodo di riferimento, potranno far ottenere alle aziende l’esenzione del versamento dei contributi previdenziale fino a un importo massimo di 650 euro al mese. L’incentivo è valido per le lavoratrici di qualsiasi età, a condizione che rispettino i seguenti requisiti: per quanto riguarda le residenti nelle regioni Zes, devono risultare da almeno sei mesi senza un impiego regolarmente retribuito, per tutte le dipendenti residenti in tutte le altre regioni d’Italia si richiede, invece, di dimostrare di non avere un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, ovunque residenti, anche in questo caso l’esonero non si applica ai rapporti di lavoro domestico e di apprendistato. Nella legge approvata sono state confermati, inoltre, le misure “Autoimpiego Centro Nord” e il “Resto del Sud 2.0”, che prevedono aiuti ai destinatari dei programmi di politica attiva garanzia di occupabilità dei lavoratori, agli under 35, in condizioni di marginalità, vulnerabilità sociale e discriminazione, oppure inoccupati, inattivi e disoccupati. Altre risorse incluse nel decreto sono rivolte ai servizi di formazione e accompagnamento alla progettazione preliminare, il tutoraggio per l’incremento delle competenze o veri e propri sostegni all’investimento attraverso voucher ed interventi in regime de minimis. Infine, viene riconosciuto un incentivo ai disoccupati con meno di 35 anni che, tra il primo luglio 2024 e il 31 dicembre 2025, avviano sul territorio nazionale un’attivita’ imprenditoriale nei settori strategici per lo sviluppo di nove tecnologie e la transizione digitale ed ecologica.

NELLA GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE, CO.N.A.P.I. NAZIONALE HA ADERITO ORGANIZZANDO UN WEBINAR AZIENDALE. AGIRE CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE PER MINICHIELLO RAPPRESENTA UN IMPEGNO COLLETTIVO INDISPENSABILE.

Il 25 novembre si celebra la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne ed è dal 1999 che, per volere dell’ONU, ogni anno in questa data si celebra la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Una giornata simbolica, ma soprattutto un monito per ricordare che questa violenza è ancora realtà troppo diffusa. In tanti Paesi, tra cui l’Italia, sono state organizzate manifestazioni, mostre, cortei, sit-in, convegni e installazioni per ricordare le vittime e per affrontare il tema della violenza di genere. Anche Co.N.A.P.I. Nazionale in collaborazione con E.Lav. , ha organizzato un webinar aziendale trasmesso in diretta su tutte le pagine di Co.N.A.P.I. e sul canale You Tube, fortemente voluto dal Presidente dottor Basilio Minichiello che ha dato a tutti la possibilità di partecipare per aderire ad un momento di riflessione e consapevolezza partendo dal contesto aziendale, per affrontare il delicato tema riguardante il lavoro inteso come strumento di emancipazione a tutela di tante donne che subiscono violenza soprattutto tra le mura domestiche.

L’ evento ha avuto proprio come titolo : LOTTA ALLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE : IL LAVORO COME STRUMENTO. Secondo i dati del Ministero dell’Interno, tra il 1° gennaio e il 17 novembre 2024, 51 donne sono state uccise dal partner o ex partner, rispetto a soli 7 uomini. Dati che sono stati confermati anche dal Centro Studi e Ricerche di Co.N.A.P.I. Nazionale. Questo significa che nell’87,9% dei casi di femminicidio, la vittima è una donna. La ricerca ha confermato che nei primi sei mesi del 2024, sono stati denunciati 8.592 atti persecutori cioè il 74% delle vittime tutte donne, 12.424 casi di maltrattamenti su familiari o conviventi, vale a dire l’ 81% tutte vittime donne e 2.923 violenze sessuali con un abbondante 91%di vittime sempre tutte donne. Sebbene si sia registrato un calo degli atti persecutori (-8%), delle violenze sessuali (-2%) e dei maltrattamenti (-5%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, la quota di vittime donne rimane invariata, suggerendo che i dati potrebbero riflettere solo una diminuzione delle denunce, non degli episodi. Anche i reati introdotti dalla legge “Codice Rosso”, la n. 69/2019, mostrano tendenze preoccupanti. Nel primo semestre 2024 si sono verificati 698 casi di revenge porn(+12,6% rispetto al 2023) e un forte aumento delle violazioni dei provvedimenti di allontanamento o divieti di avvicinamento (+31,6%). Sono stati segnalati 40 episodi di deformazione del volto e 13 matrimoni forzati. Il 1522, numero gratuito per le vittime di violenza e stalking, ha ricevuto quasi 33.000 chiamate nei primi sei mesi del 2024, confermando l’importanza di strumenti di supporto in un contesto di emergenza persistente. Il 25 novembre si vogliono ricordare tutte le vittime, occasione questa per affrontare il tema della violenza di genere. Il lavoro , viene visto come un elemento fondamentale perché una donna possa sentirsi emancipata e quindi piu’ forte per affrontare situazioni di violenza all’interno delle mura domestiche in modo particolare di fronte ad uomini che fanno pesare la condizione di sottomissione economica del proprio partner che subisce vessazioni psico-fisiche. I dati sull’occupazione femminile fotografano però un’Italia ancora in fondo alla classifica europea. Eppure, come è stato sottolineato, il lavoro rimane la principale fonte di riscatto per le donne a cui si guarda nella battaglia contro la violenza di genere.

L’Italia si trova ancora agli ultimi posti in Europa per quanto riguarda il lavoro delle donne, infatti i dati Istat, che trovano conferma nella ricerca del Centro Studi di Co.N.A.P.I., evidenziano che c’è un tasso di occupazione femminile al 55% (contro una media europea del 69,3%), di una differenza di genere con 19,8 punti percentuali a sfavore delle donne e che le donne occupate sono circa 9,5 milioni (contro circa 13 milioni di uomini) nonostante si ha la consapevolezza che il lavoro rappresenta una via d’uscita fondamentale per le donne che si trovano in situazioni di violenza domestica. La dipendenza economica dal partner ostacola spesso la loro possibilità di interrompere relazioni abusive. L’emancipazione socio-economica femminile diventa quindi un tassello fondamentale nella lotta contro la violenza di genere, perché la dipendenza economica dal proprio partner è uno dei fattori che spinge molte donne a non interrompere le relazioni violente nelle quali si trovano, ostacolando di fatto la loro uscita da situazioni di violenza domestica. Pertanto l’emancipazione socio-economica femminile rappresenta un tassello importante nella lotta alla violenza di genere e per evitare di imbattersi in questo tipo di violenza, ogni donna deve cercare di costruirsi la propria individualità senza mai permettere a un’altra persona di impossessarsi della propria indipendenza. Resta prioritario un percorso che coinvolga le aziende che devono prendere consapevolezza dell’inclusione di momenti formativi, di spazi di confronto e di sensibilizzazione così come come l’obiettivo che si è prefisso il webinar organizzato da Co.N.A.P.I. Nazionale, che ha dato l’opportunità a tutti i partecipanti di riflettere sul tema. Si avverte la necessità di formare ogni livello aziendale le quali potranno individuare segnali d’allarme, promuovere il rispetto e garantire un ambiente lavorativo sicuro e di supporto. Il Webinar ha avuto lo scopo di coinvolgere un vasto pubblico, in quanto la partecipazione ha significato unirsi in un movimento di cambiamento culturale che non lascia spazio al silenzio o all’indifferenza.

AGEVOLAZIONI PER LE AZIENDE CHE ASSUMONO GLI UNDER 35 CON CONTRATTI A TEMPO INDETERMINATO NELLE ZES. INCENTIVI PREVISTI ANCHE PER LE DONNE DI QUALSIASI ETA’

Bonus contributivi per le aziende che assumono lavoratori con meno di 35 anni, donne e per le imprese che, in generale, faranno la loro parte per sostenere l’occupazione nelle regioni del Sud. Con la conversione in legge del Decreto coesione arrivano ufficialmente gli esoneri del 100 per cento per due anni previsti dal provvedimento emanato lo scorso maggio, con un finanziamento da 2,8 miliardi a supporto delle politiche di collocamento. E’ stato approvato in via definitiva, il Ddl di conversione in legge, con le modifiche apportate al Decreto Coesione. Gli sgravi sono rivolti alle aziende che sottoscrivano contratti a tempo indeterminato con determinate categorie di lavoratori ritenute fragili, nel periodo compreso tra l’1 settembre 2024 e il 31 dicembre 2025. La decontribuzione totale è riconosciuta alle aziende che assumano a tempo indeterminato, come già detto, lavoratori under 35, mai occupati. Secondo quanto previsto dalle nuove norme, per potere ricevere lo sgravio dei contributi previdenziali fino a un massimo di 500 euro mensili, i datori di lavoro devono sottoporre ai nuovi impiegati contratti di tipo subordinato e tempo indeterminato. Sono escluse dalla misura le categorie che rientrano nel lavoro domestico, dalle baby-sitter alle colf e i rapporti di apprendistato. L’esonero diventa più alto per le aziende che assumono nelle regioni della Zes (la Zona Economica Speciale unica per il Mezzogiorno) come Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna, che possono arrivare anche a un bonus di 650 euro al mese, per ciascun dipendente assunto a tempo indeterminato dal primo settembre 2024 e fino al 31 dicembre 2025, sempre con validità di due anni.

In questo caso l’incentivo è garantito esclusivamente ai datori di lavoro privati che hanno un organico fino a 10 dipendenti nel mese di assunzione dell’impiegato per il quale è richiesto l’esonero, che dovrà essere disoccupato da più di 24 mesi e avere più di 35 anni. Lo sgravio del 100 per cento è rivolto anche alle donne che, se assunte a tempo indeterminato entro il periodo di riferimento, potranno far ottenere alle aziende l’esenzione del versamento dei contributi previdenziale fino a un importo massimo di 650 euro al mese. L’incentivo è valido per le lavoratrici di qualsiasi età, a condizione che rispettino i seguenti requisiti: per quanto riguarda le residenti nelle regioni Zes, devono risultare da almeno sei mesi senza un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, per tutte le dipendenti residenti in tutte le altre regioni d’Italia si richiede, invece, di dimostrare di non avere un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, ovunque residenti, anche in questo caso l’esonero non si applica ai rapporti di lavoro domestico e di apprendistato. Nella legge approvata sono state confermati, inoltre, le misure “Autoimpiego Centro Nord” e il “Resto del Sud 2.0”, che prevedono aiuti ai destinatari dei programmi di politica attiva Garanzia di occupabilità dei lavoratori, agli under 35, in condizioni di marginalità, vulnerabilità sociale e discriminazione, oppure inoccupati, inattivi e disoccupati. Altre risorse incluse nel decreto sono rivolte ai servizi di formazione e accompagnamento alla progettazione preliminare, il tutoraggio per l’incremento delle competenze o veri e propri sostegni all’investimento attraverso voucher ed interventi in regime de minimis. Infine, viene riconosciuto un incentivo ai disoccupati con meno di 35 anni che, tra il primo luglio 2024 e il 31 dicembre 2025, avviano sul territorio nazionale un’attivita’ imprenditoriale nei settori strategici per lo sviluppo di nuove tecnologie e la transizione digitale ed ecologica.