Le donne sempre più protagoniste nel mondo del lavoro nei vari settori. Premiata “la forza lavoro” presso il Consiglio regionale del Lazio
La giornata dedicata alle donne premiate per la loro dedizione al mondo del lavoro si è trasformata in un racconto continuo, intenso e senza interruzioni, capace di restituire la profondità dell’impegno femminile nella società contemporanea. Presso la Sala Girolamo Mechelli del Consiglio Regionale del Lazio, il 13 marzo 2026, si è svolta una cerimonia che ha celebrato non solo i risultati individuali, ma anche il percorso collettivo che ha portato le donne a conquistare spazi sempre più significativi nel mondo professionale, pur dovendo ancora affrontare barriere culturali, organizzative e sociali che rallentano la piena parità. La partecipazione alla premiazione ha riunito figure di grande rilievo, testimoni di un impegno che attraversa settori diversi e che contribuisce in modo determinante alla crescita del Paese.
Le premiate di questa edizione hanno rappresentato un panorama ricco e trasversale di competenze: Laura Chimenti per l’informazione televisiva, Giuliana Di Franco per l’imprprenditoria, Francesca Ferretti per la medicina, Daniela Fumarola per il sindacato, Ada Minieri per l’imprenditoria, Flavia Perina per il giornalismo, Maria Stella Reitano per il sindacato, Antonella Sberna per le istituzioni, Antonella Stirati per l’economia. Donne diverse per storia e vocazione, ma unite dalla capacità di trasformare il proprio lavoro in un contributo reale alla crescita del Paese.
Alla premiazione hanno preso parte anche le donne di Co.N.A.P.I., invitate da Confintesa, portando la testimonianza di un mondo produttivo che riconosce nell’imprenditoria femminile un motore essenziale di sviluppo, resilienza e innovazione. La loro presenza ha evidenziato come la crescita economica passi attraverso la valorizzazione delle competenze femminili, spesso maturate in contesti sfidanti e in settori dove la rappresentanza delle donne è ancora limitata. Negli ultimi anni, infatti, l’impegno delle donne nel lavoro ha conosciuto una crescita costante: più imprese guidate da donne, più presenza nei ruoli tecnici e scientifici, più responsabilità manageriali.

Tuttavia, persistono barriere di genere che continuano a frenare il pieno riconoscimento del talento femminile: disparità salariali, difficoltà di accesso al credito, stereotipi culturali radicati, carichi familiari ancora distribuiti in modo diseguale, scarsa rappresentanza nei vertici decisionali. La giornata di premiazione ha voluto ricordare che il talento femminile non è un’eccezione da celebrare una volta l’anno, ma una risorsa strutturale che necessita di politiche adeguate, sostegno concreto e un cambiamento culturale profondo.
A margine della cerimonia, la manager di Co.N.A.P.I., Lucia Di Pietro, ha espresso il significato della giornata e il valore del riconoscimento attribuito alle premiate, sottolineando il ruolo delle donne all’interno dell’azienda e nel sistema produttivo: «Questa giornata ci ricorda che il lavoro delle donne non è un contributo accessorio, ma una componente strutturale della crescita del Paese. Ogni giorno portiamo competenze, visione e capacità di innovare. Le donne di Co.N.A.P.I. rappresentano questa forza silenziosa ma determinante, che costruisce valore e apre nuove possibilità. Continueremo a farlo con responsabilità, coraggio e consapevolezza, anche quando le barriere culturali e organizzative rendono il percorso più complesso. La nostra presenza non è una concessione: è un diritto e una necessità per il futuro del Paese».
L’evento ha restituito un’immagine chiara: la crescita dell’impegno femminile nel lavoro è un processo irreversibile, ma non ancora compiuto. Le storie delle premiate e la partecipazione delle donne di Co.N.A.P.I. hanno mostrato che il talento femminile è già oggi una colonna portante della società, ma che per liberarne appieno il potenziale occorre continuare a rimuovere ostacoli, sostenere percorsi professionali e promuovere una cultura capace di riconoscere il valore delle donne non come eccezione, ma come normalità.















