FIDUCIA E TRASPARENZA: L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE COME ARMA CONTRO LE FRODI NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E NELLE AZIENDE


I truffatori usano l’IA per frodare enti e aziende che investono per difendersi e rafforzare la fiducia.

La pubblica amministrazione e il settore privato si trovano oggi ad affrontare una minaccia crescente: truffatori sempre più sofisticati, capaci di sfruttare l’intelligenza artificiale per orchestrare frodi complesse e difficili da individuare. Questi attacchi compromettono i bilanci pubblici e aziendali, minando la fiducia dei cittadini e dei consumatori nelle istituzioni e nei brand, generando un clima di sospetto e insicurezza. In risposta, governi e imprese stanno pianificando un aumento significativo degli investimenti destinati all’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di rafforzare le difese contro le frodi. Gli esperti antifrode si stanno attrezzando con strumenti analitici avanzati, capaci di rilevare anomalie nei dati, identificare schemi sospetti e anticipare comportamenti fraudolenti. L’intelligenza artificiale, in questo scenario, non è solo una tecnologia, ma una risorsa strategica per proteggere il denaro pubblico e privato, e ristabilire la fiducia nei confronti delle organizzazioni.

La trasparenza è considerata un elemento chiave per il successo delle politiche antifrode. Rendere visibili i processi, comunicare in modo chiaro e coinvolgere cittadini e clienti sono azioni fondamentali per costruire un rapporto solido tra istituzioni, aziende e società civile. In questo contesto, anche Co.N.A.PI. – Confederazione Nazionale delle Piccole Imprese – si è espressa favorevolmente sull’adozione dell’intelligenza artificiale come strumento di contrasto alle frodi. L’organizzazione sottolinea come l’IA possa rappresentare un’opportunità concreta per tutelare le piccole e medie imprese, spesso più vulnerabili agli attacchi fraudolenti, e per promuovere una cultura della legalità e della trasparenza nel tessuto economico italiano. Mentre i truffatori affinano le loro tecniche, pubbliche amministrazioni e aziende si preparano a rispondere con intelligenza, innovazione e determinazione. L’intelligenza artificiale, se ben utilizzata, può diventare il pilastro di una nuova era di fiducia, responsabilità e sicurezza economica.

SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO: LA SFIDA DELL’ACCREDITAMENTO MULTISETTORIALE PER GLI ORGANISMI PARITETICI


Co.N.A.P.I. sostiene la sicurezza con accreditamento multisettoriale.

Nel percorso verso la certificazione della formazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, molte organizzazioni si trovano ancora in una fase di transizione. Attualmente, gli enti possono operare tramite organismi paritetici non ancora iscritti o direttamente con le confederazioni nazionali, in attesa che il quadro normativo e procedurale venga completato.
Il problema principale risiede nel fatto che gli organismi paritetici già iscritti sono ancora pochi e, nella maggior parte dei casi, risultano accreditati per un solo settore. La procedura di accreditamento multisettoriale, infatti, si presenta come un percorso complesso, soprattutto per quelle realtà prive di una lunga storicità o di una diffusione capillare sul territorio nazionale.
Tra i requisiti richiesti i principali sono:
• Presenza in almeno 55 province italiane;
• Contrattazione collettiva sottoscritta per tutti i settori;
• Applicazione dei contratti in misura minima pari all’1%.

È evidente che molti organismi non avranno la possibilità di operare come enti certificatori, un fatto che, se da un lato restringe il numero dei soggetti accreditati, dall’altro potrebbe contribuire a riportare ordine e coerenza in un ambito delicato come quello della verifica delle procedure di sicurezza.
In questo contesto, Conapi Nazionale si distingue per la sua solidità: negli ultimi dieci anni ha sottoscritto contratti collettivi per tutti i settori, con un’applicazione considerevole e consolidata nel tempo. L’associazione ha già predisposto l’istruttoria per la richiesta di iscrizione di due organismi paritetici nazionali, in collaborazione rispettivamente con Confintesa e Fila, con la convinzione che tali istanze verranno accolte positivamente, garantendo l’operatività su base multisettoriale.
L’auspicio è che questo processo porti a un sistema di accreditamento più chiaro, trasparente e funzionale, capace di tutelare la sicurezza dei lavoratori e di valorizzare le realtà che hanno investito con serietà e continuità nel settore.

LACOSTE CELEBRA DJOKOVIC: QUANDO L’ARTIGINATO INCONTRA IL MARKETING DEL MITO


Una giacca speciale celebra Djokovic, unendo moda e sport in un simbolo di stile e visibilità.

Lacoste ha reso omaggio a Novak Djokovic con un capo che non passa inosservato: una giacca che racconta la carriera del campione attraverso un design tanto contemporaneo quanto ricercato. L’opera è il risultato di un lavoro artigianale complesso: palline da tennis di colori e texture diverse rappresentano i campi e i tornei che hanno segnato la sua carriera, adagiate su una mappa tridimensionale che diventa metafora del percorso del fuoriclasse.Questa scelta non è casuale. Il marchio francese, che da tempo intreccia il proprio destino con quello del tennis, ha saputo trasformare l’omaggio a Djokovic in un vero manifesto creativo. Non è solo un capo di abbigliamento, ma un pezzo narrativo capace di coniugare memoria sportiva, design e artigianato di alto livello.L’attenzione al dettaglio è ciò che distingue il progetto: il lavoro sulle superfici, la cura dei materiali e la capacità di tradurre i successi sportivi in segni tangibili mostrano come Lacoste riesca a fondere tradizione sartoriale e innovazione estetica.

È un esempio concreto di come l’artigianato, se inserito in un linguaggio contemporaneo, possa diventare mezzo di racconto culturale.Ma dietro questo gesto c’è anche una strategia di visibilità ben precisa. Omaggiare una figura come Djokovic significa collocare il marchio al centro dell’attenzione mediatica internazionale. Lo sportivo, icona globale e simbolo di vittorie, amplifica il messaggio, trasformando un singolo capo in un evento culturale e mediatico. Lacoste, scegliendo di reinterpretare persino il proprio logo (sostituendo temporaneamente l’iconico coccodrillo con una capra, simbolo universale del “greatest of all time” ) ha dimostrato la capacità di parlare con ironia, intelligenza e forte impatto al grande pubblico.
Il caso Djokovic dimostra come il confine tra moda e comunicazione sia sempre più sottile. Un oggetto unico, nato da mani esperte e da un’idea di design innovativa, diventa un mezzo per affermare valori e rafforzare la presenza di un brand in un panorama globale competitivo.Non è soltanto un omaggio a un campione, ma la prova che il vero artigianato, quando incontra la forza simbolica di una figura riconosciuta in tutto il mondo, può trasformarsi in un potente strumento di racconto e di visibilità.

FORMO DUNQUE SONO


La formazione aziendale è un modo efficace per rispondere alle attuali sfide del mercato.

Innovazioni che si susseguono in rapida successione, assetto economico instabile, competizione globale sempre più pressante. È questa la cornice entro cui gli artigiani e gli imprenditori devono inquadrare la loro attività.
Le aziende che resistono, e che anzi progrediscono, oggi non sono per forza quelle le più grandi bensì quelle che sanno adattarsi. Sono, insomma, le aziende che sanno rispondere elasticamente alle nuove esigenze e che sono in grado di adeguare il loro profilo all’attuale conformazione del mercato.
D’altronde, adattarsi significa interpretare il contesto e saperlo abitare. E, si sa, l’adattamento e “l’abitare” passano prima di tutto dalle persone.
È proprio in questo quadro che la formazione dei professionisti, delle persone, assume un ruolo ancora più rilevante, non limitandosi a un benefit ma configurandosi come una necessità strategica.
Ma quali sono le reali implicazioni di un investimento in formazione e, soprattutto, come andrebbe affrontato in modo efficace?

Formazione come vantaggio competitivo

Per stare al passo, l’abbiamo detto, le aziende devono investire nel capitale umano attraverso programmi di formazione mirati, aggiornati e coerenti con i propri obiettivi. Non dobbiamo pensare solo a corsi tecnici o ad aggiornamenti normativi (comunque necessari): la formazione aziendale riguarda anche lo sviluppo delle soft skills, della leadership, del pensiero critico e della capacità di lavorare in team. È proprio in questo senso che diventa uno strumento chiave per costruire una cultura aziendale solida, innovativa e resiliente.
L’investimento in formazione porta benefici misurabili su più livelli. Innanzitutto aumenta la produttività: dipendenti più competenti lavorano meglio, in meno tempo e con meno errori. Costruisce, poi, motivazione e fidelizzazione: sentirsi valorizzati e supportati nella crescita professionale, infatti, rafforza il legame con l’azienda e riduce il turnover. Ma soprattutto apporta innovazione continua – un team aggiornato è più propenso a proporre soluzioni creative e a sperimentare nuove strade – e migliora di gran lunga la reputazione aziendale.

Formazione su misura

Attenzione però: ogni azienda ha esigenze diverse. Per essere efficace, quindi, la formazione deve essere progettata ad hoc, partendo da un’attenta analisi dei fabbisogni. I formati possono variare (dai workshop in presenza agli e-learning, dai coaching individuali ai percorsi blended) ma l’importante è che il contenuto sia rilevante, applicabile e allineato con la realtà aziendale.
Un errore comune, infatti, è trattare la formazione come un obbligo da adempiere o come un evento isolato. In realtà, deve essere un processo continuo, integrato nella cultura aziendale e monitorato nel tempo attraverso indicatori chiari.

Leadership e retention

In azienda, anche in ambito formativo, l’esempio è tutto e parte dall’alto. Nessun programma formativo, infatti, può funzionare in assenza di un sostegno da parte della leadership ed è per questo che dirigenti e i manager non devono solo autorizzare la formazione ma devono anche promuoverla, integrarla nella gestione quotidiana, essere partecipativi.
Un manager che coinvolge nella formazione è anche consapevole che solo formando si trattengono i talenti in azienda: sentirsi parte di un percorso di crescita, avere accesso a opportunità di apprendimento e sviluppo – insomma essere motivati – è uno dei fattori che più influisce sulla fidelizzazione delle risorse, soprattutto tra i profili più giovani.
Questo significa ripensare la formazione considerandola non solo una risposta a un bisogno tecnico ma una vera e propria componente del welfare organizzativo e della proposta di valore per i dipendenti.

Costruire una cultura aziendale in cui “imparare” sia considerato parte del lavoro quotidiano e non un’attività secondaria è una delle sfide più rilevanti per le imprese che vogliono rimanere competitive in modo sostenibile. Nell’incertezza generale, c’è una sola certezza: saranno le persone preparate, curiose e flessibili a fare la differenza. E ogni azienda ha la responsabilità, e l’opportunità, di coltivare questo valore.

UN GIOVANE IMPRENDITORE SCOMMETTE SULL’INNOVAZIONE. Co.N.A.P.I. PLAUDE LE INIZIATIVE GIOVANILI


Nasce a Milazzo l’Augusto Innovation HUB: 100 milioni per arti digitali e immersive.

A soli 32 anni, un giovane imprenditore siciliano ha deciso di investire nella sua terra e nel futuro delle arti immersive. Con una visione audace e internazionale, ha immaginato un luogo dove creatività, tecnologia e formazione si fondono in un ecosistema all’avanguardia. Così nasce l’AUGUSTO INNOVATION HUB, un progetto ambizioso che sorgerà a Milazzo, su un’area di 47.000 metri quadrati affacciata sulle Isole Eolie. L’HUB sarà un centro di eccellenza dedicato alla produzione multimediale, al cinema, alla musica, alla realtà aumentata, alla ricerca e alla formazione avanzata. Un investimento da 100 milioni di euro darà vita a strutture di ultima generazione, pensate per attrarre talenti, startup e professionisti da tutto il mondo. Il progetto architettonico è stato affidato al Giancarlo Zema Design Group, noto per le sue strutture sostenibili e organiche. L’HUB sarà ispirato alla fluidità del mare e integrato armoniosamente nel paesaggio naturale delle Eolie, con edifici che dialogano con l’ambiente circostante.

La presentazione ufficiale è prevista a settembre alla Camera dei deputati, segnando l’inizio di una nuova era per l’innovazione culturale e tecnologica nel Sud Italia. L’AUGUSTO INNOVATION HUB non sarà solo un centro creativo, ma anche un motore di sviluppo per il territorio, con la creazione di centinaia di nuovi posti di lavoro, la formazione di nuove professionalità e la valorizzazione delle eccellenze locali. Un sogno giovane che prende forma, con l’ambizione di trasformare Milazzo in un punto di riferimento internazionale per le arti digitali e immersive. CO.N.A.P.I. plaude con entusiasmo a tutte le iniziative promosse dai giovani imprenditori italiani, riconoscendone il valore strategico per lo sviluppo economico, culturale e sociale del Paese. In particolare, accoglie con favore la nascita dell’Augusto Innovation HUB, progetto visionario che unisce creatività, tecnologia e formazione avanzata. Un investimento importante che, oltre a valorizzare il territorio di Milazzo, rappresenta un esempio concreto di come le nuove generazioni possano guidare il cambiamento e costruire ecosistemi innovativi capaci di dialogare con il mondo.

LA STAFFETTA DEL SAPERE: QUANDO DIVENTIAMO TUTTI MENTORI


Esperienza condivisa, futuro che cresce. Ogni racconto lascia un’eredità.

Arriva un momento, nella vita di ciascuno di noi, in cui smettiamo di essere soltanto allievi. Senza quasi accorgercene, diventiamo docenti, mentori, narratori. Non serve una cattedra, né un titolo accademico: basta l’esperienza, la somma di errori e successi che ci portiamo dietro, per trasformarci in guide per chi viene dopo di noi.
Accade con naturalezza. Con il tempo, siamo meno concentrati sull’imparare in fretta e più desiderosi di raccontare. Ci scopriamo inclini a condividere aneddoti, consigli, insegnamenti che hanno segnato il nostro cammino. È un passaggio di testimone silenzioso, una staffetta della conoscenza che attraversa generazioni, famiglie, comunità, aziende.
Grazie a questo impulso naturale, l’umanità ha progredito. Le culture si sono tramandate, le arti sono sopravvissute, le competenze si sono affinate. Dietro ogni scoperta, c’è sempre stato qualcuno che ha ascoltato il racconto di chi c’era prima.

Eppure, molto di questo sapere si perde per strada. I ritmi frenetici, la distanza tra le generazioni, il linguaggio che cambia troppo in fretta, tutto contribuisce a spezzare quella catena di trasmissione che un tempo era più solida. Ci dimentichiamo che la conoscenza, se non condivisa, si spegne insieme a chi la custodisce.
Oggi, però, abbiamo strumenti potenti per invertire la rotta. Libri, podcast, archivi digitali, piattaforme di storytelling e persino l’intelligenza artificiale possono aiutarci a preservare le nostre esperienze, rendendole accessibili e utili anche a chi verrà molto dopo di noi.
Forse dovremmo recuperare il valore del raccontare e dell’ascoltare. Non per nostalgia, ma per responsabilità: perché il progresso non è fatto solo di innovazioni tecnologiche, ma anche di memorie condivise. E ogni volta che trasmettiamo un pezzo della nostra esperienza, aggiungiamo un mattone alla costruzione del futuro.

L’ABBRACCIO TRA MODA E CALCIO SEGNA L’INIZIO DI UNA NUOVA STAGIONE BIANCONERA


Giorgio Armani veste la Juventus tra eleganza e tradizione sartoriale

Juventus e Giorgio Armani hanno intrecciato i loro mondi in una collaborazione che promette di lasciare il segno: per le stagioni 2025/26 e 2026/27 sarà infatti la maison milanese a disegnare il guardaroba formale dei bianconeri. Il debutto dei primi completi è già avvenuto il 24 agosto, in occasione della prima giornata di campionato, quando i giocatori hanno raggiunto lo stadio con un’eleganza nuova, firmata Armani. La collezione pensata per la Juventus rispecchia l’inconfondibile stile della casa di moda: linee pulite, sobrietà raffinata e tessuti di alta qualità. Si va dai completi in crêpe e cashmere idrorepellente a overshirt, polo e rollneck in lana leggera, tutti declinati in un elegante blu mezzanotte, colore che racconta sobrietà e rigore senza rinunciare al fascino contemporaneo. È un guardaroba versatile, capace di accompagnare i giocatori nei diversi momenti della stagione, dalle trasferte internazionali agli impegni ufficiali più formali.

Per Armani non si tratta certo della prima incursione nel mondo dello sport: lo stilista aveva disegnato le divise della Nazionale italiana ai Mondiali del 1994, per poi tornare a vestire gli Azzurri in occasione delle Olimpiadi di Londra 2012 e di Sochi 2014. Nel 2019 ha firmato un accordo di collaborazione con la FIGC, consolidando il legame con la Nazionale, mentre nel corso degli anni ha collaborato anche con il Chelsea e con la Scuderia Ferrari. Questa volta, però, la sfida ha un sapore speciale perché unisce due eccellenze italiane, moda e calcio, in una sinergia che va oltre l’estetica. Da un lato, la Juventus si conferma non solo come club di successo sportivo, ma anche come marchio globale capace di influenzare linguaggi e tendenze; dall’altro, Armani ribadisce la sua capacità di interpretare e valorizzare l’eleganza in ogni contesto, persino quello calcistico. L’unione tra moda e sport ha anche un valore economico significativo: partnership di questo tipo non si limitano ad aggiungere un logo su una divisa, ma costruiscono un immaginario condiviso che amplifica la visibilità internazionale di entrambi i marchi.

Nel passato Juventus aveva già sperimentato collaborazioni simili, ad esempio con Trussardi nella stagione 2013/14, ma con Armani il livello si eleva ulteriormente, assumendo i contorni di una vera e propria narrazione sartoriale. In fondo, vedere i campioni bianconeri sfilare verso lo stadio con abiti Armani significa molto più che abbinare moda e calcio: è la celebrazione del made in Italy, un dialogo tra tradizione e modernità che porta l’eleganza italiana sul palcoscenico globale. E chissà che questo nuovo guardaroba non possa essere letto anche come un messaggio beneaugurante da parte di Giorgio Armani: un invito a vivere la stagione con la stessa classe, determinazione e solidità con cui la maison ha firmato i suoi completi. Per la Juventus, iniziare il campionato sotto il segno dell’eleganza potrebbe essere il miglior portafortuna possibile.

CERTI ALBERGHI COSTANO IL DOPPIO: I PREZZI VOLANO OLTRE L’INFLAZIONE


Prezzi hotel estivi in Italia: salgono, ma creano lavoro.

In Italia, il settore alberghiero sta vivendo una fase di rincari senza precedenti. Secondo uno studio condotto dall’Unione Nazionale Consumatori, i prezzi degli alberghi sono aumentati a un ritmo doppio rispetto all’inflazione, mettendo in difficoltà milioni di viaggiatori. L’analisi si basa sui dati ISTAT relativi al mese di luglio, confrontati con quelli dell’estate precedente e del 2021, periodo pre-crisi, prima della guerra in Ucraina e dell’impennata dei costi energetici. Il risultato è un quadro allarmante: soggiornare in hotel è diventato un lusso per molti. Le città più colpite dai rincari sono proprio quelle più amate dai turisti. Venezia, Firenze, Roma e Milano registrano aumenti che in alcuni casi superano il 20%, con picchi ancora più alti nei periodi di alta stagione. Anche le località balneari, come Rimini, Amalfi e Taormina, e quelle montane, come Cortina d’Ampezzo e Madonna di Campiglio, non sono da meno. In queste zone, la domanda è tornata ai livelli pre-pandemia, ma l’offerta si è adeguata con tariffe sempre più elevate. Tuttavia, l’estate non porta solo rincari: è anche il periodo in cui fiorisce una forma di imprenditoria stagionale che dà ossigeno all’economia locale. Centinaia di piccole attività, dai chioschi agli stabilimenti balneari, dai servizi di escursione alle guide turistiche, si attivano per intercettare il flusso di visitatori. Questo boom temporaneo crea migliaia di posti di lavoro, soprattutto per giovani e studenti, che trovano occupazione come camerieri, receptionist, animatori, addetti alla pulizia e molto altro. In molte località, l’estate rappresenta l’unica vera occasione di reddito per intere famiglie e microimprese. Le cause dei rincari alberghieri restano molteplici. In primo luogo, l’aumento dei costi di gestione, in particolare quelli legati all’energia, alla manutenzione e al personale. In secondo luogo, la ripresa del turismo internazionale ha portato a una maggiore pressione sulla disponibilità delle strutture, spingendo i prezzi verso l’alto. Infine, l’instabilità geopolitica e l’inflazione globale hanno contribuito a rendere più costoso ogni aspetto dell’ospitalità.
Per i consumatori, la situazione è complessa. L’Unione Nazionale Consumatori consiglia di pianificare con largo anticipo, confrontare attentamente le offerte online e valutare soluzioni alternative come bed & breakfast, agriturismi o case vacanza. Inoltre, è fondamentale leggere le recensioni, verificare i servizi inclusi e controllare eventuali costi nascosti. In alcuni casi, può essere conveniente scegliere mete meno conosciute, dove i prezzi sono più contenuti e l’esperienza può risultare altrettanto gratificante. Il turismo italiano resta una risorsa fondamentale per l’economia del Paese, ma il rischio è che diventi sempre meno accessibile per le famiglie e per i giovani. Se il trend non verrà invertito, il settore potrebbe trovarsi di fronte a nuove sfide, legate non solo alla sostenibilità economica, ma anche alla qualità dell’accoglienza. In un contesto in cui il viaggio dovrebbe essere un’opportunità di scoperta e relax, il caro-prezzi rischia di trasformarlo in un privilegio per pochi. Eppure, proprio nei mesi estivi, l’Italia dimostra di saper coniugare bellezza, lavoro e impresa, offrendo a molti la possibilità di costruire, anche solo per qualche mese, un futuro più solido.

TEMPO DI RIPARTENZA: NUOVE SFIDE E GRANDI TRAGUARDI PER Co.N.A.P.I. NAZIONALE


Co.N.A.P.I. riparte: nuovi progetti, più formazione, nuova sede.

Le ferie estive sono ormai giunte al termine. Sono state giornate belle, rilassanti, forse persino troppe, ma necessarie per ricaricare le energie. Adesso è tempo di ripartenza: riprendere le attività da dove le avevamo lasciate, con uno slancio rinnovato e uno spirito ancora più vigoroso.
I mesi trascorsi dall’inizio dell’anno sono stati intensi. Abbiamo lavorato moltissimo, ideato e progettato nuovi percorsi di sviluppo, raggiungendo risultati importanti, a volte persino inattesi. Ma ciò che ci attende nelle prossime settimane è ancora più grande e stimolante.
Tra pochi giorni porteremo a compimento la procedura di accreditamento delle nostre sedi, un passaggio fondamentale che ci consentirà di dare vita a “Formaintesa”, il nuovo fondo interprofessionale. Un progetto ambizioso che segnerà un cambio di passo e offrirà nuove opportunità di crescita e formazione.
La crescita esponenziale della nostra organizzazione ci porta oggi a strutturarci ulteriormente: nasceranno nuovi dipartimenti interni, con l’inserimento di tre nuove figure professionali, per garantire ordine, efficienza e continuità. Parallelamente, è pronto il progetto per creare all’interno di Conapi Italia Srl un’area dedicata esclusivamente alla formazione motivazionale ed emozionale, perché crediamo che la crescita professionale passi anche attraverso lo sviluppo personale.
Non solo: continueremo a potenziare la divisione sicurezza sul lavoro, ampliando l’offerta e i servizi per le imprese. È in arrivo l’accreditamento per i corsi destinati agli alimentaristi, con una divisione e un responsabile dedicati all’area alimentaristi e HACCP. Inoltre, porteremo a completamento l’accreditamento delle OPN Elav e FormaLavoro per tutti i settori economici, rafforzando così la nostra presenza e competenza.
Un altro passo significativo sarà l’inaugurazione della nuova sede operativa di 180 m² al Passo di Mirabella, che si aggiunge agli spazi già esistenti per un totale di 400 m². Uno spazio più ampio, funzionale e moderno, pensato per sostenere al meglio la crescita dell’organizzazione e accogliere nuove sfide.
Non mancheranno i nostri appuntamenti consolidati: convegni e webinar continueranno con lo stesso ritmo, per condividere esperienze, aggiornamenti e conoscenze con la nostra comunità.
Tutto questo è possibile grazie all’impegno, alla motivazione e al senso di responsabilità della squadra Conapi, che ogni giorno dimostra di credere in un progetto comune e di lavorare con passione.
Un grazie di cuore a tutti voi.
Il cammino riparte con energia, e insieme continueremo a costruire qualcosa di grande.

CONTRIBUTI ALLE LAVORATRICI MADRI E MISURE PER IL BENESSERE DEI LAVORATORI TURISTICI: LE NOVITÀ DELLA LEGGE 118/2025


La Legge 118/2025 dà un bonus alle madri con due figli e aiuta i lavoratori del turismo.

Il Parlamento ha approvato la Legge 8 agosto 2025, n. 118, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 184 del 9 agosto 2025, che converte con modificazioni il decreto-legge 30 giugno 2025, n. 95. Tra le disposizioni urgenti per il finanziamento di attività economiche e imprese, la legge introduce importanti misure in ambito sociale e lavorativo, con particolare attenzione alle lavoratrici madri e ai lavoratori del settore turistico.
L’articolo 6 della legge prevede un’integrazione al reddito per le lavoratrici madri con almeno due figli. Il contributo ammonta a 40 euro mensili, non imponibili ai fini fiscali e contributivi, ed è riconosciuto per le mensilità da gennaio a novembre 2025, con erogazione in un’unica soluzione nel mese di dicembre. Possono beneficiarne le lavoratrici dipendenti (escluso il lavoro domestico) e autonome iscritte a gestioni previdenziali obbligatorie, con un reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro annui. Il beneficio è riconosciuto fino al compimento del decimo anno del secondo figlio per le madri con due figli, e fino al compimento del diciottesimo anno del figlio più piccolo per le madri con più di due figli. Il contributo non è riconosciuto nei mesi in cui la lavoratrice è titolare di un contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato.
La legge introduce inoltre misure per il benessere dei lavoratori del settore turistico, con l’obiettivo di migliorare la qualità del lavoro stagionale, incentivare la stabilizzazione dei contratti e promuovere il welfare aziendale. Questi interventi mirano a rafforzare la tutela dei lavoratori in un comparto strategico per l’economia nazionale, spesso caratterizzato da precarietà e stagionalità.
Le nuove disposizioni rappresentano un passo significativo verso una maggiore equità sociale e una valorizzazione del lavoro, in particolare per le categorie più esposte alle difficoltà economiche e occupazionali.