Il progetto del Centro Studi e Ricerche della Co.N.A.P.I. Nazionale sui fabbisogni di competenze: metodologia, obiettivi e come partecipare
C’è un paradosso strutturale che chiunque operi nel campo delle politiche attive del lavoro conosce molto bene: le aziende cercano professionalità che faticano a trovare, i lavoratori inseguono occupazioni che ancora non esistono, mentre il sistema formativo si “affatica” nel rincorrere un mercato del lavoro che muta più velocemente di qualsiasi catalogo corsi. Il mismatch tra le competenze offerte e quelle effettivamente domandate non è un’anomalia congiunturale: è una “frattura” che, nell’attuale fase di doppia transizione – digitale ed ecologica, senza trascurare l’impatto generazionale – ha raggiunto una soglia critica, richiedendo risposte sistemiche e fondate sull’evidenza.
Partendo da simili presupposti, con il Centro Studi e Ricerche della Co.N.A.P.I. Nazionale abbiamo scelto di affrontare questa sfida con il metodo che più sentiamo nostro, quello della ricerca empirica. Non semplici sondaggi d’opinione, né mere raccolte di dati preesistenti, ma un’indagine strutturata e rigorosa, capace di produrre conoscenza orientativa per le imprese, gli enti di formazione e i decisori delle politiche attive del lavoro.
Come diciamo sempre, la mission del Centro Studi è produrre conoscenza che non resti confinata nel perimetro accademico, ma che si traduca in indicazioni pratiche e concrete per chi vive il lavoro ogni giorno.
Un progetto diviso in più momenti
Il progetto “Fabbisogni Aziendali e Formativi”, avviato nei mesi scorsi, si articola in almeno due fasi consequenziali. Dopo l’individuazione dei Partner formativi e istituzionali, questo mese di marzo segna l’avvio della fase di rilevazione vera e propria, attraverso una consultazione strutturata rivolta agli operatori del sistema formativo e consulenziale.
Il questionario “Formazione e fabbisogni aziendali in Italia: la prospettiva degli enti di formazione e delle società di consulenza”, che può essere consultato al seguente link https://questionario.conapinazionale.it/, si rivolge principalmente a enti di formazione, società di consulenza, professionisti delle politiche attive, agenzie per il lavoro e fondi interprofessionali. La seconda fase, partendo dalle evidenze raccolte, prevede invece l’elaborazione di un nuovo strumento di rilevazione con l’obiettivo di portare la ricerca direttamente nelle imprese, indagandone sfide e opportunità.
I risultati delle due fasi confluiranno in un Rapporto nazionale sui fabbisogni aziendali e formativi, un documento di sintesi che il Centro Studi e Ricerche della Co.N.A.P.I. Nazionale renderà pubblicamente disponibile per chiunque voglia consultarlo.
La logica che guida l’intero percorso è ben precisa: prima di interrogare le imprese su ciò che manca, occorre comprendere cosa osservano ogni giorno coloro che le affiancano. Chi forma, chi orienta, chi accompagna le transizioni professionali possiede una conoscenza diretta e incarnata che nessuna fonte statistica riesce a restituire con la stessa profondità. Sono gli enti di formazione, i responsabili delle risorse umane, gli esperti delle politiche attivi, i formatori professionali e i consulenti i veri intermediari cognitivi del mercato del lavoro: la nostra indagine, infatti, vuole partire proprio da questa conoscenza privilegiata.

Il questionario: cosa indaga e come è costruito
Il questionario “Formazione e fabbisogni aziendali in Italia: la prospettiva degli enti di formazione e delle società di consulenza” è lo strumento operativo di questa prima fase. Il suo obiettivo è analizzare l’offerta formativa esistente e mappare i gap di competenze nel sistema produttivo, con l’ambizione di fornire basi empiriche solide per l’orientamento delle future politiche attive del lavoro.
Lo strumento di rilevazione è un questionario scientifico articolato in otto sezioni tematiche – sei delle quali costituiscono il nucleo analitico centrale – accessibile online sulla piattaforma del Centro Studi:https://questionario.conapinazionale.it/.
Le aree di indagine coprono, o quantomeno ci provano, l’intero spettro dell’agire formativo, dall’identità e dalle caratteristiche dell’ente fino alle prospettive e ai fabbisogni emergenti. Nello specifico, nel questionario si parla di:
- Offerta e modalità di erogazione: volumi formativi, ripartizione tra presenza, FAD sincrona e asincrona, categorie di destinatari raggiunti, programmi attivi per target specifici (giovani NEET, lavoratori over 50, persone con disabilità, stranieri).
- Contenuti e innovazione: copertura degli ambiti formativi emergenti – intelligenza artificiale, green economy, transizione digitale, soft skills – e stato di integrazione nei repertori correnti.
- Relazione con il sistema produttivo e associativo-sindacale: intensità della collaborazione con le imprese, sinergia con associazioni di categorie ed enti bilaterali, modalità di rilevazione dei fabbisogni, esperienze di co-progettazione e academy di filiera.
- Esiti occupazionali: tassi di inserimento lavorativo, sistemi di monitoraggio adottati, strategie di efficacia per l’occupazione giovanile.
- Formazione finanziata e fondi interprofessionali: criticità nell’accesso, tempistiche, oneri di rendicontazione, proposta di digitalizzazione dei processi.
- Fabbisogni emergenti e proposte di riforma: una sezione qualitativa aperta che raccoglie la visione prospettica degli operatori sui trend che il sistema ancora non intercetta.
Il risultato non sarà una semplice raccolta di percentuali, ma una lettura multidimensionale capace di restituire sfumature e priorità che i dati aggregati da soli non riescono a cogliere.

Perché partecipare: il valore strategico della ricerca
Partecipare a questa ricerca non è un atto di generosità verso il nostro Centro Studi, quanto piuttosto una scelta strategica per le politiche attive contemporanee. Gli operatori che contribuiranno con le proprie risposte otterranno accesso prioritario ai risultati, acquisendo un vantaggio concreto nella pianificazione della propria offerta formativa con un orizzonte di medio periodo.
Nel dettaglio, per essere più precisi, i partecipanti riceveranno:
- Anticipazione dei trend. Il Rapporto di sintesi sarà reso disponibile sui canali ufficiali della Co.N.A.P.I. Nazionale e inviato a chiunque ne faccia richiesta, con una lettura strutturata dei fabbisogni emergenti prima che diventino evidenti al mercato.
- Dati utili per la pianificazione formativa. Evidenze empiriche – non percezioni soggettive – su cui orientare la programmazione annuale dell’offerta formativa, riducendo il rischio di progettare percorsi su competenze già obsolete.
- Riduzione del mismatch. Una fotografia reale della domanda delle imprese, aggregata per settore, territorio e dimensione organizzativa.
- Riconoscimento istituzionale per chi è Partner. Gli enti Partner Formativi che hanno sottoscritto apposito protocollo d’intesa, infatti, saranno citati nel Rapporto Nazionale 2026 e nei materiali ufficiali della Co.N.A.P.I. Nazionale, con esplicito riconoscimento del contributo scientifico.

Come partecipare
Il questionario è accessibile liberamente al link indicato di seguito: https://questionario.conapinazionale.it/. La compilazione richiede circa quindici minuti, può essere interrotta e ripresa in un momento successivo, e prevede il trattamento dei dati in forma anonima e aggregata ai sensi del Reg. (UE) 2016/679.
Invitiamo a diffonderlo all’interno delle proprie reti professionali: ogni contributo aggiuntivo consolida la solidità statistica dell’analisi.
Inoltre, per chi condivide la visione che anima questo progetto, è ancora aperta la candidatura come Partner Formativo: un ruolo attivo nella costruzione della ricerca, con accesso preferenziale ai dati e partecipazione ai tavoli di restituzione. Per candidarsi basta scrivere a csr@conapinazionale.it indicando nell’oggetto “Richiesta Partnership Formativa”. In alternativa, invitiamo sempre a consultare la piattaforma digitale del progetto di ricerca: https://www.conapinazionale.it/centrostudi/index.html.
In definitiva, per concludere, partecipare al questionario “Formazione e fabbisogni aziendali in Italia: la prospettiva degli enti di formazione e delle società di consulenza”, vuol dire garantire che ogni lavoratore e ogni impresa possa contare sulle competenze necessarie per affrontare le sfide della contemporaneità. La risposta degli operatori del settore sarà la misura concreta della vitalità di un sistema produttivo – a cominciare proprio da quello dell’artigianato e della piccola impresa che con orgoglio come Co.N.A.P.I. nazionale rappresentiamo – che indica la spina dorsale produttiva del nostro Paese.





















